Addio alla “Liberatio Scholarum”
Addio alla “Liberatio Scholarum” delle matricole. Dal 2010, l’antica ed unica tradizione dei goliardi senesi ed italiani impegnati a “liberare” gli studenti delle scuole superiori (uscita anticipata di qualche ora, oppure nessun ingresso all’istituto) non esisterà più. Troppe restrizioni da parte delle scuole, ma anche e soprattutto delle forze dell’ordine. Cosa ne pensate?
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Siena News – Citizen Journal
scritto da Stefano Bisi





gen 20th, 2010 da 11:43
Non è un’antica tradizione. La liberatio prima avveniva la mattina, fuori dagli Istituti. Da qualche anno si è presa, invece, l’abitudine, contraria alla Legge, di entrare all’interno degli Istituti a tarda roa, per far uscire i ragazzi e soprattutto le ragazze anticipatamente…
gen 20th, 2010 da 11:49
Il provvedimento è pari all’ostilità manifestata contro il locale lap dance. Rientra nelle restrizioni mentali inutili di una società incapace di affrontare e risolvere i grandi problemi e quindi bisognosa di essere impegnata in piccoli atti vessatori. Sconfiggere la piaga della droga a Siena sarebbe più utile di colpevolizzare i goliardi e le loro simpatiche scorribande.
gen 20th, 2010 da 12:14
Non sarà un’antica tradizione ma viene fatta dagli anni ’40 e per più di 40 anni è stata fatta come sempre: entrata dentro le Scuole e tentativo far uscire gli studenti. Non mi sembra niente di trascendentale. Mi sembra solo Siena che va a rotoli, come sempre.
gen 20th, 2010 da 12:33
Siena sta diventando ridicola a forza di polemizzare su cose inutili, e se vogliamo “simpatiche” . Esiste un’altra città italiana dove invece di pensare alle cose serie, si perde tempo a disquisire su un night o su una tradizione dei goliardi dell’università? La signora Carla Dispensa ha perfettamente ragione. Volevo inoltre precisare, perchè voi possiate capire meglio , che colui che ha spinto fortemente in tale direzione e quel noto preside senese che 15 anni fa ,ai tempi del liceo , chiamava a casa mia ogni assenza che facevo per controllare se ero effettivamente malato , riuscendo ad indisporre persino mio padre (uomo severissimo).
gen 20th, 2010 da 12:38
Non essendo capaci di risolvere problemi più grossi ci si attacca alle piccole cose. Capisco che magari chi viene da fuori possa non conoscere a pieno quali sono le tradizioni e che possa sembrare assai strano il nostro comportamento, ma le restrinzioni poste agli studenti da Presidi megalomini sono assai ridicole. Viene spontaneo chiedere a questo punto: nel nostro divertimento siamo mai andati al di là delle righe? Le nostre scorribande hanno mai danneggiato qualcuno o qualcosa? Forse vedere un gruppo di giovani portare avanti una tradizione e rendere una città spenta,per una settimana viva a qualcuno da noia… è nello spirito del goliardo mantenere le tradizioni, ma se questo ci viene negato, sarà il nostro stesso spirito a fare in modo che in altre forme la nostra gioia di divertirsi abbia il suo LIBERO sfogo. MEMENTO GAUDERE SEMPER
gen 20th, 2010 da 12:49
Rappresenta l’ennesima penalizzazione della tradizione (come sta succedendo da diversi anni nel Palio) in favore della globalizzazione e della burocrazia…che male possono mai fare degli studenti di 20 anni che hanno solo voglia di divertirsi per 4 giorni? E poi i veri problemi della città restano come sempre irrisolti… Le Feriae Matricularum dovrebbero essere una festa per l’intera città e per tutta l’università, una tradizione da tutelare doverosamente, sia da parte del Comune per gli aspetti generali, sia da parte dei Presidi delle scuole stesse per quanto riguarda la Liberatio Scholarum. Purtroppo oggi non sembra essere cosi. Siena è una delle poche città italiane (forse l’unica) dove l’attività goliardica è rimasta a livelli di ritmo quotidiano. Speriamo che le istituzioni senesi facciano qualcosa per ripristinare la Liberatio Scholarum e risolvere i problemi burocratici con i Presidi delle scuola, prima che la città perda ancora una parte della sua identità.
gen 20th, 2010 da 12:54
i goliardi sono spesso infamati da una parte della cittadinzanza senese, che dimostra avere stupidi pregiudizi. ma sappiamo benissimo che non fanno nulla di male, hanno solo voglia di divertirsi in quei 5 anni che fanno l’università…quindi, che sia tutto quanto mosso dall’invidia verso di loro? per chi avrebbe voluto essere un goliardo, ma non ha potuto? io ho sospetto che sia cosi…
gen 20th, 2010 da 13:00
che dire! a me non davano certo noia le matricole quando venivano a “liberarmi”….anzi!
non sono una matricola ma ho frequentato le loro feste e devo dire che si respira davvero un’aria di simpatia e goliardia particolare!
queste persone “sempre contro” che si levino pure da siena e tornino in città ben più organizzate ma parecchio più tristi e cupe!!!
è davvero da bigotti discutere dic erte cose!!!
divertiamoci un pò!!!!!! e basta!!!!!
gen 20th, 2010 da 13:00
I Goliardi hanno sempre fatto divertire una Città che si voleva divertire, infrangendo le regole del bon ton opulento di questa Siena grassoccia e provincialotta e del suo (sempre più effimero) benessere.
L’Operetta era strumento temuto e bramato, perchè svolgeva, come nella polis greca, la strumentalissima funzione di lavacro dei privati vizi, quasi elevandoli a pubbliche virtù, con il riconoscimento finale di tutti e ddi ciascuno nei personaggi presi di mira (oggi il potere, sempre più debole, ci sforma o ti ostacola, quando ieri, potente, ti ci rideva sopra!).
Le Scuole erano allora, al di là delle vestigia patriottico-risorgimentali, il bonjoulè, il vino novello assaggiato dagli Studenti all’ultimo anno, che così, bagnandosi il becco, assaporavano il vino maturo del Goliardone che se la ride, che sfotte, che mangia beve e se ne impipa del mondo (DE MUNDO NON CURARE), girovaga senza meta in cerca di tutto e ddi niente: insomma, mette in pratica la nobilissima “Arte di Michelaccio” – antico parente povero di Michelangelo -, la cui Sacra trinurti è “mangiare, bere e andare a spasso”.
Qualunquismo??? Può darsi, sempre meglio di un falso impegno sociale…….
Il problema dei problemi è che oggi è il sano spirito del bighellonaggio a languire: tutti vogliono avere tutto e subito, per poi 8come canta Renato Zero) accorgersi che è niente: ecco la radice del Romanticismo di NOI GOLIARDI DEI SECOLI.
Io credo che, allora, sia importante tenere in piedi, a Siena, un presidio di ciò che fu nelle altre Città dove libere fiorrirono le Libere Università (anche i Palii si facevano in quasii tutte le Città d’europa e d’Italia: a Venezia, per esempio, su cavallucci marini – questo me l’ha detto l’insigne Maestro di historia patria Giovanni Mazzini).
La rivincita di chi, come me, coltiva questa parva favilla di un modo di essere è tutta nelle pieghe della Storia: fra poco, quando avremo capito quanto sia stolida la nouvelle vague, anche cittadina, di inchinarsi al potere e di togliersi fattorescamente il cappello, rimpiangeremo la spensieratezza un po’ becera dei nostri giorni verdi, che i Goliardi – eccone la FUNZIONE SOCIALE – ognuno con lo stilema e coi toni (mai delicati, per la verità) dell’epoca a cui appartiene, ci ricorda e ci rammenta.
MA NON E’ CHE ANCHE A 20 ANNI SIETE TUTTI VECCHI E BARBOGI E TIRANNI??????????? PENSATECI. ANZI. PONSATECI!
SOGLIOLONE PBQS 2000
gen 20th, 2010 da 13:03
PS IL, MANTELLO DELLA FOTO E’ DI TOMMASO BACCONI, SI RICONOSCE DAL GOLIARDO ROSSO, CIVETTINO, ORA VALENTISSIMO MEDICO CITTADINO, BIBABBO E BIBISCHERO!
gen 20th, 2010 da 14:50
Non per andare controcorrente, ma andiamoci. E lo dico da figlio di goliardo che ha visto bene di non seguire le orme paterne.
Ma non sarà l’ora di finirla con questa buffonata? E non venitemi a raccontare della tradizione o dell’antica usanza perché di cose smesse che facevano parte di una qualche tradizione ne son pieni gli armadi (della storia locale e non).
Se prima le feriae potevano avere un senso, oggi, che senso hanno? Che per tutto il resto dell’anno i poveri studenti non mettono il naso fuori dalla porta? Non godono, bevono, mangiano, scopano tutto l’anno?
E lo scorso anno facevano polemica perché gli facevano pagare il teatro (piccinini, vista l’elevata valenza sociale e culturale lo volevano gratis), poi si lamenteranno perché gli faranno pagare le multe per le affissioni abusive (almeno spero), quest’anno le scuole…forse se ne renderanno conto anche loro piano piano che non è più neppure un’usanza anacronistica, è soltanto stupida.
gen 20th, 2010 da 14:56
Perfetto allora. Leviamo le Feriae, il Palio, le Contrade e viviamo solo di calcio, di videopoker e lucciole. Questa sì che è vita!!! Gran bella città sarebbe…
gen 20th, 2010 da 15:22
Non voglio invocare la tradizione. Dico solo: che tristezza! Sarà pur vero che in una società dove è facile l’eccesso il bisogno di trasgressione è minore. Però da sempre i goliardi rappresentano la gioventù (gioventù, gioventù, in un attimo non ci sei più…!), lo sberleffo, l’esagerazione.
Spesso in questa esagerazione c’è una scintilla di verità. Liberatoria.
Ricordo la liberazione delle scuole, il “gioco delle parti” dei professori e della preside, che chiudeva sempre l’ingresso (ma i goliardi riuscivano sempre a passare dalla palestra….), le colazioni a Montalbuccio, la chitarra, i canti scollacciati, la macchina delle donne – che pochi ricordano e della quale mi onoro di aver fatto parte, da matricola – un mare di risate e tanta spensieratezza.
Ebbene sì, abbiamo fatto le feriae. E siamo cresciuti proprio bene… tra noi medici, professori, professionisti affidabili. Seri, non seriosi.
La cosa più amara e più triste è vedere che in tanti stanno perdendo un bene prezioso: L’IRONIA. Altri IL BUON SENSO, che significa anche benevola tolleranza.
Per questo penso che ci sia un grande bisogno di – sana – goliardia: per non perdere l’arte di ridere, che è anche arte di vivere…
gen 20th, 2010 da 15:35
Ve lo dico io, il signor Squarcialupi pensa di essere a Roma, Milano o forse Madrid, Londra o New York o quantomeno gli piacerebbe…..o forse s’è perso e non si rende conto che la preziosità di questa città, per chi la vive davvero, sta in ciò che lui chiama stupido anacronismo….ma che pensa il signor Squarcialupi, che quando racconto ai miei amici stranieri e di tutta italia che in certe zone della città durate il palio è meglio non passarci non mi ridano dietro? o che non si coprano di stupore sapendo che hai ancora un gruppo di studenti capaci di andare a giro con il goliardo, senza per questo vergognarsi ai tempi di facebook e dell’omogeneità geeralizzata? Cogito ergo sum, non ho bisogno che mi dicano ciò che è giusto o sbagliato, ridicolo o serio, sono e siamo capaci di distinguerlo da soli…..grazie signor Squarcialupi ma purtroppo si capisce benissimo dalle tue righe che oltre ad essere poco informato (le multe ce le fanno, i permessi non ce li danno e l’affitto costa molto più di quello che la tua limitata visione delle cose può farti pensare), non sei neanche capace di accettare chi pensa e vive in maniera diversa dalla tua. Non mi sembra che qualcuno giudichi la tua scelta di non seguire le orme paterne, mentre te non perdi tempo a gettare sentenze su cose di cui ripeto non hai la minima informazione. Lo sai per esempio che siamo gli unici ini Italia che ininterrottamente autoproduciamo dal 1945 lo scritto, le canzoni, le scene, i costumi e tutto l’allestimento dell’operetta? Mi dici quante persone di 20 annni sono capaci di organizzare un tale evento? quanti ne hanno la voglia al giorno d’oggi? quanti gruppi di giovani produce eventi culturali? Bè almeno noi questo vanto lo abbiamo. Probabilmente te che non hai seguito le orme paterne pensi all’università come solo a bere, magiare e, come volgarmente hai citado in precedenza, scopare. Noi cerchiamo di vedere oltre la siepe e non conformarci al degrado contemporaneo del divertimento dei ragazzi di oggi. Ciao signor Squarcialupi, spero solo come dispetto più grande che il tuo di figlio decida di seguire le orme del nonno.
gen 20th, 2010 da 15:45
Quel preside di liceo del quale parla Giancarlo è forse uno che odiava i goliardi perchè li considerava “figli della Siena bene” e quindi lontani dalla sua cultura popolarconservatrice?
gen 20th, 2010 da 15:47
I Goliardi hanno sempre fatto parte della nostra città,siamo cresciuti tutti vedendo prima da lontano e poi vivendole più o meno intensamente, le Feriae Matricolarum. Io per la mia esperienza posso dire che sono SEMPRE uscita da scuola quando arrivavano (e non vedevo l’ora), ho partecipato alle feste prima e ci partecipo ora perchè ho tanti amici che fanno le Feriae e non mi sono mai posta il problema della Liberatio Scholarum. E mi sembra assurdo starne qui a parlare (non fraintendetemi!!) quando ci sono problemi e tolleranze molto peggiori nella nostra Città! Ho sempre pensato, e lo penso tutt’ora, che le Feriae e il Palio siano un pò la salvaguardia della nostra Città, perchè riescono a tenere più distanti i problemi, soprattutto quelli che riguardano i giovani, che invece vivono quotidianamente tutte le altre città italiane. Ma in realtà dove stiamo andando a finire?? Stiamo perdendo di vista dei punti di riferimento importanti e permettetemi di dire che il Senese non è più tutelato, anzi!!!
gen 20th, 2010 da 15:55
io non ho fatto le feriae….e spero continuino a divertirsi! è assurdo attaccare dei ragazzi che hanno solo volgia di divertirsi!!!
è assurdo! vada a poggibonsi chi nn vuole certe cose a siena siamo fatti così!!!!
gen 20th, 2010 da 16:02
La cosa mi rattrista.
Io, da non goliardo, ho sempre invidiato questi giovani scapestrati che per alcuni giorni davano alla città un altro volto.
Ho sempre ammirato la loro volontà, alcune volte è vero sopra le righe, di non omologazione.
Li ho sempre ringraziati per mantenere viva la tradizione dello Studio Senese.
Quando alcuni mesi fa si è laureata mia figlia sono inorridito nel vedere che nei vari negozi di bomboniere senesi si trovavano biglietti e oggetti che richiamavano il “tocco” e non il goliardo.
Ma come a Siena Patria, insieme a Pisa, del goliardo spuntato si deve cedere alla tradizione anglosassone?
Mi è toccato andare ad Arezzo, in una fabbrica, per farmi fare delle bomboniere degne di una Laureata all’Università di Siena con tanto di senesissimo goliardo.
E poi basta con il falso perbenismo che è solo a scapito delle tradizione e della storia patria, sì, perchè tramite la goliardia si ricordano anche momenti di storia italiana, a meno che i morti di Curtatone e Montanara non siano più un fulgido esempio di sacrificio per l’Unità d’Italia
E non credo che un semplice “salatino” organizzato sia la fine del mondo.
Mi auguro che i laureati di domani riusciranno ad essere seri professionisti senza essere seriosi, ma ho paura che sia solo un sogno
gen 20th, 2010 da 16:12
Anche questo è un errore comunissimo: identificare la goliardia e i goliardi come un gruppo di persone appartenenti a un ceto sociale alto o per di più ad un’ideologia politica conservatrice. In realtà è vero che in passato coloro che erano benestanti avevano più possibilità di studiare e quindi alla fine le Feriae venivano fatte dai figli dei più ricchi (oggi non è più così), ma ciò non vuol dire che esse debbano essere identificate con una precisa ideologia politica. Anzi, la goliardia (essendo una gruppo che riunisce persone con l’unico aspetto comune di essere studenti) è da sempre e per definizione APOLITICA. Essa ha lo scopo di prendere in giro (ironizzare) il potere e le sue istituzioni(qualunque esso sia, politico di sinistra, di destra, di centro, clericale…). E infatti, essendo composta solo da studenti, l’unico requisito per potervi partecipare è un’iscrizione all’Università (che oggi al contrario del passato, è diventata “di massa”: l’iscrizione all’Università infatti viene effettuata dalla maggior parte delle persone, anche quelle non appartenenti ai ceti sociali alti o figli della “Siena bene”). Non c’entra niente il ceto sociale o l’ideologia politica. Per questo motivo, coloro che infamano le Feriae si informino meglio, e cessino di diffondere gli stupidi pregiudizi che stanno affondando una delle poche tradizioni “spiritualmente sane” rimaste al giorno d’oggi. Pensate che gli ambienti dei club e delle discoteche siano attività migliori per i giovani? Non dimentichiamoci che le Feriae hanno svolto oltre alle consuete attività culturali annuali, anche attività di beneficienza (recentemente mi vengono in mente attività degli anni 2006 e 2009, che hanno devoluto fondi alla legatumori).
gen 20th, 2010 da 16:35
Infatti, caro Niccolò, quel preside era ed è ottuso, intriso di ideologia e di preconcetti. I goliardi sono invece ironici e sanno trattare temi anche seri con la leggerezza dell’età giovane e con l’intelligenza delle persone che non ostentano cultura pur avendola.
gen 20th, 2010 da 17:01
Ero ragazzo e ricordo le varie feste goliardiche che si svolgevano nella nostra Siena. Tra le tante esibizioni ho sempre in mente la corsa con i carretti.
Ho presente ancora il 16 o 17 settembre 1940 quando vennero nelle scuole medie ad interrompere forzatamente le lezioni per seguirli in corteo per festeggiare la conquista di Sidi El Barrani in Africa Settentrionale. Ma l’usanza durò poco.
Infatti in seguito, dopo essersi sgolati in ogni occasione con ” guerra,guerra”, quando le cose cominciarono ad andar male si iscrissero in massa a medicina per ottenere l’esonero dal richiamo alle armi.
A Firenze, negli anni 50,dopo qualche esibizione simpatica e variopinta per le vie della città, purtroppo esagerarono. Gettarono una ragazza “matricola” in una fontana procurandole la morte.
Credo che dopo ciò, quelle carnevalate per strada e imposizioni di “pedaggi alle matricole” furono abolite o si estinsero da sole. Sta di fatto che non si videro più e forse pochi le rimpiansero.
Curtatone e Montanara ? Altri tempi
gen 20th, 2010 da 17:05
Ma la cuscinata in Piazza del Campo non se la ricorda più nessuno?? eppure parteciparono più di 1000 persone e tutto fu devoluto alla LegaTumori, oltre a creare un pomeriggio di divertimento per tutta la città. Ma probabilmente siamo solo stupidi e anacronistici…
gen 20th, 2010 da 17:20
ora, che mi tocchi dare ragione a Pietro Ciabattini proprio non me l’aspettavo.
Voi che difendete la liberazione delle scuole come un’intoccabile momento fondante nella settimana delle Feriae fate il peggior servizio alla tradizione: sembra quasi che sia tutto lì e che non vi si possa toccare il giochino! Ma se davvero le Feriae sono molto altro dimostratelo no?
E poi a Niccolò, magari è vero che adesso l’estrazione sociale è molto eterogenea, mi fido. Ma la provenienza geografica?
gen 20th, 2010 da 17:27
Peccato che il signor Pietro Ciabattini parla di 60 anni fa e di avvenimenti non accaduti a Siena, ma va bene lo stesso. Perchè provenienza geografica? Cosa si vorrebbe insinuare?
gen 20th, 2010 da 17:53
Vuole insinuare che chi è nato sotto montalcino difficilmente entra a far parte della goliardia. mica sbaglia.
Magari è perché non gli interessa, hai visto mai. Ma visto il numero di studenti non senesi del nostro ateneo forse la goliardia sarebbe davvero rappresentativa di qualcosa se fosse un po’ più aperta, non vi pare? L’università non è mica una “tradizione senese”, è un’istituzione culturale nazionale.
gen 20th, 2010 da 18:05
Avendo fatto le Feriae Matricularum, vorrei solo rispondere che l’usanza della Liberatio Scholarum è sempre stata una parte fondante del sistema goliardico e del sistema senese. Chi può dire il contrario?
A questo punto vorrei solo far notare a chi contesta anche il fatto che volevamo gratuito il teatro non era strumentalizzato a pretendere assolutamente che, data la nostra elevata estrazione culturale, dovevamo avere un privilegio esclusivo, ma semplicemente avevamo deciso di devolvere l’incasso in beneficenza alla Lega Tumori(ne sono certo in quanto il Princeps quell’anno ero io) e per tali ragioni intendevamo essere trattati nè più nè meno come altre compagnie che fanno la stessa cosa. Pertanto credo che prima di giudicare bisognerebbe conoscere tutto e specialmente il fatto che le aree geografiche di appartenenza sono negli ultimi anni le più disparate (Napoli, Grosseto ecc.a differenza, non lo nego, di alcuni anni fa ), ma aggiungo che probabilmente la compagine goliardica che da più di un secolo ha le proprie radici ben salde nel territorio è in questo momento un tessuto sociale aggregativo molto più disponibile ad un’apertura mentale di molte altre associazioni ricreative appartenenti alla nostra città, che si rendono non solo classiste nei confronti dei non senesi, ma anche nei confronti dei senesi stessi.
Con ossequi.
gen 20th, 2010 da 18:16
Duccio mi ha anticipato nella risposta…
gen 20th, 2010 da 18:24
e poi parliamoci chiaro: parliamo di goliardi, di ragazzi di vent’anni di buona volontà che aggiungono allo studio la voglia di divertirsi e far divertire. Senza scopi di lucro o di guadagno personale. Chi non è dentro non può nemmeno lontanamente capire quanto lavoro c’è dietro e quanta passione viene messa da questi ragazzi: la non riuscita di una festa per vari motivi è una grossa ferita per chi ci ha lavorato. E ripeto parliamo di ragazzi, che possono aver commesso errori ma sempre in buona fede e non con la continua inciviltà che contraddistingue la società di oggi. Metterli in croce mi sembra veramente eccessivo. Continuate così!
gen 20th, 2010 da 18:30
Carissimo Signor Squarcialupi…
ho letto con attenzione le Sue righe e le ho sinceramente trovare intrise di una preoccupante approssimazione. Ma oramai si sa che il mondo (e Siena non fa eccezione) vada in questa direzione.
Sulla valenza sociale e culturale del teatro goliardico, La pregherei di non esprimersi nemmeno, visto che, con quanto scrive, viene da pensare che Lei, un’operetta, non l’abbia vista mai.
La polemica sul costo del teatro viene dal fatto che il teatro viene (o almeno veniva. Ammetto di non essere informato…) concesso a TUTTI, tranne che ai goliardi, gratuitamente. I goliardi hanno preteso la libertà di criticare, concedendo a chiunque la medesima libertà… ma bisogna farlo con educazione e provare a portare un po’ di ciccia alle argomentazioni e il Suo intervento ne appare, ahimè, sprovvisto.
Se le Feriae hanno un senso o no, non è affar suo visto che Lei non fa parte della Goliardia Senese…
Quanto alla parola stupidità, La pregherei di non permettersi per lo stesso identico motivo…
Si volti pure dall’altra parte, se la vista di un ilare e paonazzo giovane volto incorniciato da una feluca Le reca fastidio.
Cordialità,
Federico Marconi – Alpestre Balìa 1996
(Con nome, cognome e soprannome goliardico!)
gen 20th, 2010 da 19:04
Vorrei rispondere solo al commento di shoshanna miike in quanto giustamente se ad una persona non interessa l’attività dei goliardi non è certo obbligato a seguirla, ma per quel che riguarda l’apertura mentale e l’appartenenza universitaria alla Nazione beh che dire allora di associazioni Universitarie strumentalizzate dalla politica o da ideologie del tutto estranee al mondo universitario che, con la copertura e l’alibi di essere studenti iscritti presso l’Ateneo, utilizzano locali di appartenenza dell’Università senza pagare l’affitto e se sentono il “puzzo” che sei troppo di sinistra o di destra non ti lasciano nemmeno varcare la soglia dei locali avuti GRATUITAMENTE e perciò finanziati da tutti gli studenti,compresi quelli delle Feriae Matricularum, che con il pagamento delle tasse universitarie gli consentono di fare i loro porci comodi e di fare casino fino a notte fonda e riempire le strade cittadine di vomito bicchieri e altre schifezze? Credo che in un contesto di siffata natura sia difficile negare alle Feriae Matricularum perlomeno un quantum di senso civico che va aldilà dei giorni delle Feriae e della Liberatio Scholarum.
Con ossequi
gen 20th, 2010 da 19:33
sapere che viviamo in una città che si avvia sempre piu velocemente all’omologazione mi rende davveero triste, vorremmo fare di siena la capitale europea della cultura quando non siamo neanche in grado di difendere le nostre piu antiche e meravigliose tradizioni come il palio, l’università e le feriae dalle aggressioni del mondo “esterno”. ci si accanisce contro un gruppo di ragazzi che grazie a dio trova ancora divertente passare una serata intorno ad un fiasco di vino cantando al suono di una chitarra, invece di passare le loro serate in squallide discoteche, si vuole questo perchè forse anche una piccola vocina fuori dal coro da troppo fastidio? che male c’è se per quattro giorni in un anno gli studenti possono uscire prima? si perde talmente tanto tempo fra occupazioni, autogestioni e cavolate simili che quei 4 giorni non possono far male a nessuno. si sta perdendo il valore dell’essere senesi, quei senesi capaci di essere nel loro piccolo “ribelli”, quei senesi che hanno tenuto testa a firenze, buttiamo tutto quello che di bello questa città magica ha saputo creare nei secoli nel cesso cosi finalmente l’opera sarà compiuta!
gen 20th, 2010 da 21:14
Salve, sono di Grosseto e sono 3 anni che sono nelle feriae.Pur studiando tutto l’anno a Madrid appena ho un buco libero tra lezioni e esami la prima cosa che faccio e’ prendere l’aereo e tornare a Siena. Non mi permetto di dibattere troppo la questione non essendo nativo di Siena, pero’ posso dire di notare molte piu’ cose io di un senese puro, avendo vissuto in citta’ prive da palio o goliardia.Quello che contradistingue Siena e’ L’UNICITA’!…piu’ volte ho provato a spiegare la goliardia a ragazzi di grosseto o qualsiasi altra citta’ e pur impegnandosi a tentare di conprenderla non ci hanno mai capito nulla. Ovvero, cose che per la cita’ di Siena sono normali, in ogni altra parte sono impensabili, incomprensibili e “astratte”. La “Liberatio Scholarum”e’ letteralmente impossibile da spiegare a fondo, in modo accurato e comprensibile a persone non di Siena(lo dico per esperienza). Sono stato molte volte preso per il culo da miei compagni di liceo di Grosseto perche’ facevo le uova al nannini…all’inizio cerccavo di spiegare…poi ho rinuciato(perche’ e’ impossibile) fregandomene e ridendo io di loro….Quello che voglio dire (e forse un senese non se ne rende troppo conto)e’ che Siena andrebbe preservata nella sua unicita’, per tradizioni, usanze, costumi e pensiero(compresa la sua vera e inequiparabile goliardia)…..ed e’ bello che rimanga cosi’….Se no sara’ sempre piu’ vicina ad una normale altra citta’!!.Conosco tanti goliardi di Firenze e Milano….e quando parlo delle tradizioni,feste,usanze,operette della goliardia senese rimangono a bocca aperta e il piu’ delle volte nemmeno mi credono……Io credo che questo sia il bello e tutta la citta’ ne dovrebbe essere molto fiera…cosa che pero’ sembra non stia accadendo.
gen 20th, 2010 da 21:14
Caro Sig. Squarcialupi, rispondo alla Sua polemica,per altro totalmente campata in aria, per quella che è la mia modesta opinione,comunicandoLe che,come ha già detto il “mio principe” Duccio,mentre negli anni passati la compagine dei goliardi era formata soprattutto da Studenti della nostra città,negli ultimi anni questa tendenza si è assolutamente invertita. Sono testimone personalmente della presenza di studenti di Napoli e di Grosseto nonchè di studenti TEDESCHI. Quindi, Sig. Squarcialupi, Le consiglio vivamente di informarsi un minimo di quello che succede intorno a lei prima di permettersi di offendere dei ragazzi che, come tutti alla nostra età, si vogliono divertire senza tuttavia tralasciare l’aspetto culturale (a proposito, Le consiglio di venire a vedere una nostra operetta)e creativo che caratterizza da sempre le nostre attività.
Goliardicamente
Giovanni PBQS 2007
gen 20th, 2010 da 21:54
proposta! Cambiamo nome alla Liberatio. Dal 2011 dovrà essere rinominata in Montepaschi Liberatio Scholarum!
Secondo voi i presidi farebbero entrare i goliardi?
Ahh, i dubbi della vita…
Amalio P.b.q.s ’05
gen 21st, 2010 da 00:13
Che nostalgia per la mia adolescenza da studentessa del Monna Agnese. Confesso che nel 1984, ebbi l’incoscente coraggio, trovandomi lì di passaggio, di aprire personalmente la porta interna della scuola ai ragazzi delle Feriae durante l’orario delle lezioni, sotto gli occhi allibiti dei custodi. Ricevetti un poderoso cazziatone dal vice preside e tanti encomi dai ragazzi. Bei ricordi, lasciate che anche altri ragazzi li vivano.
gen 21st, 2010 da 03:19
Al signor squrcialupi, dato che la domanda della provenienza geografica era rivolta a me, rispondo che, come ho già detto nel mio ultimo post, l’unico requisito per entrare in goliardia è una iscrizione all’Università. Quindi chiunque voglia può partecipare, di qualsiasi provenienza geografica esso sia. Faccio le Feriae da 3 anni e sono amico con goliardi di Grosseto, Napoli e perfino Tedeschi (uno è anche in balia adesso, l’altro, suo fratello, è matricola, cioè al primo anno), per non parlare poi della provincia di Siena: Rosia, Castellina, e guarda caso proprio anche Montalcino cara signora shoshanna miike… Poi ovviamente è normale che siano in maggioranza i senesi a farle, poiché è una tradizione cittadina, e dato che, come ha spiegato jacopo, nelle altre città i giovani miei coetanei non ne conoscono nemmeno l’esistenza (vi ripeto che Siena è una delle POCHISSIME città dove la goliardia è ancora attiva, e l’unica dove è attiva quotidianamente). Comunque, non ci sono certo vincoli di provenienza geografica per nessuno. E poi se volete saperlo proprio anche negli anni passati (le Feriae le ha fatte anche mio padre) esistevano numerosi studenti-goliardi provenienti dell’Italia meridionale, tanto che ogni anno veniva eletto il cosiddetto “baliota meridionale”, uno studente che si occupava e organizzava appositamente l’attività dei goliardi dell’Italia del sud che studiavano a Siena. Dunque non solo il ceto sociale, ma anche la provenienza geografica è eterogenea.
Comunque come vedo, la mia tesi è confermata: i pregiudizi sulla goliardia e sulle Feriae (anche da parte dei senesi) sono davvero tanti…Ma i motivi? La bigotteria oggi la escluderei (siamo nel 2000, chiunque vede donne nude alla tv ogni giorno)…La gelosia di chi non ha potuto farle? Penso purtroppo che alla fine sia questa la motivazione, altrimenti a chi possono dar noia questi ragazzi? Tutta invidia… Ed è un peccato perché noi di certo non facciamo del male a nessuno. Anzi, citando francesco, siamo davvero “un gruppo di ragazzi che grazie a dio trova ancora divertente passare una serata intorno ad un fiasco di vino cantando al suono di una chitarra, invece di passare le loro serate in squallide discoteche”…GAUDEAMUS IGITUR
gen 21st, 2010 da 04:48
Secondo me sì…
gen 21st, 2010 da 06:40
Il “vietare” la tremenda, pericolosa e terroristica “liberatio” deriva esclusivamente dall’applicazione della legge dello Stato italiano. Devo essere sincero è una cosa che può dispiacere o meno ma è pura applicazione della legge e qui va un riconoscimento di merito a chi ha fatto applicare la legge. COMPLIMENTI!!! ora quei talebani figli di papà sono stati fermati! Tutti gli studenti potranno senza distrazione continuare ad esercitare il loro costituzionale diritto allo studio!!! GRAZIE “STATO”!!! PS sottolineo che non mi interessa se mia figlia o la mia ragazza o mia sorella passando la notte per pantaneto possa essere molestata dai “nobili” che spesso bivaccano per quella strada o essere sbranate dai loro cani!!!! PS2 suggerimento per la sicurezza dei cavalli: si può percortesia mettere una “chicane” a San Martino al principio di luglio ed a mezzo agosto???
GRAZIE CONTINUATE A SGOMINARE QUESTE PERICOLOSE ASSOCIAZIONI A DELINQUERE COSì SIENA E I SENESI TUTTI POSSONO DORMIRE TRANQUILLI LA NOTTE E IL GIORNO. CONTINUATE A TUTELARCI COSì.
risposta a sogliolone non è di bacconi il mantello e il goliardo nella foto!
gen 21st, 2010 da 09:03
Mese di maggio. Primi caldi. Gli ormoni tornano a ballare. La vita in quel mese è piena, intensa e fortemente viva. Il Palio si avvicina, le scuole stanno per finire e diciamocelo, con gioia ammiriamo le citte che iniziano ad indossare vestiti sempre più succinti (anche l’occhio vuole la sua parte). In questa cornice un gruppo di ragazzi porta avanti una tradizione, bella, della nostra città. Molti di questi è vero, sono di Siena, come nelle contrade il 99,9% delle persone è di Siena. E quindi? Dov’è il problema? Qualcuno vieta forse agli studenti fuorisede di entrare a fare le Feriae? No. Parlo degli stessi studenti per cui qualcuno si sacandalizza che non facciano parte del gruppo dei goliardi, stesse persone che però poi, magari affittano al nero topaie a questi “terroni”. Nella nostra città, spesso purtroppo provincialotta, c’è l’usanza da parte di molti benpensanti di apparire prima che di essere. Quel bischero di Dante ci appellava “Gente vana”! Bene. Questo modo di vivere e di comportarsi a Siena si impara col tempo. A 20 anni se dio vuole ne siamo ancora immuni. Cosa c’è di male se allora il grupetto di ragazzi di cui parlavo all’inizio, per una settimana porta avanti una invidiata da molte altre città, ben più popolose e con altri problemi più grandi (l’immigrazione e l’integrazione a Siena non sappiamo nemmeno cos’è, fidatevi).
I goliardi forse sono causa della mancanza di lavoro? Compiono forse gravissimi reati finanziari o criminali? No. No gente, non ci siamo. Continuiamo a essere gente vana, ad affidarci alla doppia morale per cui il locale di lap dance è scandaloso, ma su internet mi vado a vedere filmetti ben più hard!!
Senza essere impocriti, la settimana delle Feriae, a inizio maggio, con l’arrivo in centro delle prime macchine scassate e rumorose, con le casse che sparano musica e i goliardi che cercano di liberare le scuole dando agli studenti quella sensazione di viversi la primavera che c’è e che va goduta, allontandando per un poco quei problemi più grandi di noi, bèh, non credo che tutto ciò sia un tradizione da dimenticare.
Senza confondere il culo è le quarant’ore, è una sensazione che personalmente rivivo solo il 29 giugno mattina quando sento il mortaletto della prima batteria.
Io le Feriae le ho fatte, e solo io so cosa potevo perdermi a non averle fatte.
Ciufa
gen 21st, 2010 da 12:59
Vendiamola Siena, all’asta, al migliore offerente; vendiamola così com’è, senza mobilio, senza niente di niente; mettiamo all’asta la piazza, il Comune; svuotiamola di canti, di tamburi, di bandiere, svuotiamola di tutto e mettiamola in vendita; facciamo prima un bel plastico magari in 3d, in maniera che non solo possa essere venduta, ma addirittura riprodotta negli Emirati Arabi, con tanto di piccioni elettronici, e Palio finto con attori indiani; 15 euro a Palio corso per tre Palii al giorno, è un affarone!!!
Vendiamo una volta per tutte la nostra storia, tutto quello che è successo prima da noi fin dal 1100; vendiamo 1000 anni di storia e prendiamo un tanto all’anno. Non sappiamo più tenerci, nè meritiamo le eredità del passato; prima che sia troppo tardi, prima che inevitabilmente qualcuno ci venda a prezzo zero, prima che tutto ci venga tolto, mentre noi siamo spettatori inermi, vendiamo tutto a forfait e dividiamoci in parti uguali il guadagno: vendiamo i diritti, i musei, le opere d’arte; un milioncino per uno a occhi e croce ci potrebbe venire; signori!!! Un milione a testa coi tempi che corrono! Compriamo casa a Singapore, unica patria a noi degna, dove non esistono tradizioni, ma solo una omologata e perfetta modernità costruita da soli 15 anni, tutto funziona, tutto è bello! Non si sgarra e ognuno è uguale all’altro.
SIGNORI, pensateci! vendiamo tutto, subito, al migliore offerente, a quelli che ameranno essere senesi senza un passato, con uguali diritti allo studio per tutti, finalmente; a quelli che finalmente saranno di una contrada con un semplice login su internet! Vendiamo tutto e subito, oppure combattiamo, per dio! Nel 2004 ci hanno negato il teatro, per sempre, ci hanno negato l’operetta e nessuno lo sa, nessuno ricorda! I goliardoni che nel 2004 erano funzionari del Comune non fecero un cazzo, solo parole; che la città sappia che un gruppo ha combattuto alla morte per assicurare un teatro per il futuro; allora, oggi come allora, e come tante altre volte in passato, combattere! Combattere tutti, per salvare Siena dalla sua vendita, a tradimento, a costo zero!
gen 21st, 2010 da 13:30
Non ho fatto le Ferie.anzi mi sono sempre state sulle scatole pur essendo figlio di uno che le ha fatte.Ho avuto anche uno scontro non male circa 15 anni fa in conseguenza del quale le stesse matricole fecero un bell’articolo sulla nazione.Ritengo che le ferie siano semplicemente un modo di fa baldoria qualche giorno e di “chiappalle belle” come si dice a Siena.Credo che di goliardico non ci sia nulla.non trovo simpatico lo schiavizzamento o il far fare l’ovo davanti al nannini.detto questo mi pare assurdo vietare un qualcosa che effettivamente non nuoce a nessuno.in teoria se uno non vuole uscire di scuola non esce.( non sempre è stato così e allora la mia diatriba con loro nacque li e sfociò in qualcosa di più).però onestamente cari goliardi a mio parere vi sentite molto più ganzi di quanto siete in realtà.
gen 21st, 2010 da 13:32
Mi sembra che un po’ la discussione stia trascendendo dal suo senso.
Si parlava dell’usanza di sgomberare le scuole e ora s’arriva a parlare di radici, tradizioni e identità. Mi pare che questo argomento sia un nervo scoperto…
Lo dico assolutamente senza voler offendere nessuno, ma da semplice osservatrice.
gen 21st, 2010 da 14:12
Provenienza geografica: il pittore del palio di luglio, Ali Hassoun, è libanese: ha fatto le Feriae…
gen 21st, 2010 da 14:48
Gentile Direttore, pur abitando alla periferia di Siena, francamento ignoravo che nell’anno Domini 2004, alcuni studenti universitari senesi combatterono alla morte per assicurarsi…un teatro.
Morti e feriti ? La TV di stato lo ha taciuto.
Oggi però rilevo che, pur essendo mutati da oltre 60 anni tempi e regimi ed eliminando ” il credere e l’obbedire”, riecco spuntar fuori il “combattere”.
Mala tempora currunt !
gen 21st, 2010 da 15:07
cara shoshanna, è chiaro che l’argomento è degenerato: è la riprova che la liberatio è strettamente collegata alla tradizione goliardica e quindi inscindibile da essa…
x ghebbe: non puoi capire la goliardia senza esservi dentro, è come spiegare a un non senese cos’è il Palio. Scusami tanto, x te sarebbe sbagliato fare le uova davanti al nannini? e x quale motivo…? ahaha i ridicoli siete voi bigotti…
gen 21st, 2010 da 16:22
La Liberatio Scholarum è una tradizione che non ha mai fatto male a nessuno. Nessuno è obbligato a uscire da scuola all’arrivo delle matricole, è una scelta.Io ero una di quelle che usciva più che volentieri:perdere un’oretta di greco non dispiaceva a nessuno e soprattutto non ha mai inciso nelle medie scolastiche degli studenti.
Non capisco inoltre il problema della sicurezza, però posso capire che i Presidi non vogliano prenderesi la responsabilità. Ossia se succede qualcosa a qualche ragazzo, che a quell’ora doveva essere sui banchi di scuola e invece è uscito dall’isituto grazie o a causa della Liberatio, di chi è la colpa?
Eppure sarebbe un problema facilmente eludibile. Si potrebbe far firmare agli studenti maggiorenni un foglio in cui si assumono la responsabilità di quello che può accadere loro se escono durante l’orario di lezione ,mentre nel caso degli studenti minorenni(la maggior parte trattandosi di scuole)sarebbero i genitori a firmare suddetto foglio. Cosa che tra l’altro viene fatta anche in occasione delle gite scolastiche.
Credo che questo potrebbe essere un valido compromesso per rispettare una divertente tradizione senza caricare Presidi e professori di alcuna responsabilità.
Voglio poi sperare che nel vietare la Liberatio Scholarum non ci sia alcun giudizio di morale , come invece qualcuno di voi ha ipotizzato, paragonandolo alla vicenda dell’indignazione per il locale di lap Dance a Casetta. Voglio sperare che Siena non sia poi così provinciale e che capisca che i suoi problemi sono altri, non certo un nuovo locale con belle donne che ballano, nè un gruppo di ragazzi che si diverte goliardicamente.
gen 21st, 2010 da 16:54
Signor Ciabattini, lei fa veramente dell’ironia bassa e inutile alla conversazione…
gen 21st, 2010 da 17:07
Che adesso anche i senesi fanno come i fiorentini i quali a sentirsi dire la verità “se l’hanno per male” ?
gen 21st, 2010 da 18:01
caro ghebbe partendo dal presupposto che le ferie si fanno d’agosto mentre qui si parla di feriae, quello che per te non è simpatico lo è per altri, c’è ancora chi trova divertente prendere e soprattutto prendersi in giro,lasciando da una parte quell’aria da superuomini che ora aleggia in molte delle nostre contrade che mitizzano soltanto la forza e il cazzotto,avendo perso quello spirito goliardico e godereccio che dovrebbe essere nel loro spirito(lo dico da contradaiolo di una consorella dove ancora fortunatamente c’è voglia di divertirsi).
visto che poi ci tacci di sentirci ganzi ti chiedo ma quelli che si chiudono in una società di contrada a parlare solo di palio e a chiappalla bella sono dei ganzi? o quelli che spendono 200 euro in una sera per andare al gallery o al muzik o in altri locali sono dei ganzi? se per lei è cosi….. de gustibus non est disputandum!
gen 21st, 2010 da 18:21
La mia speranza è che le Feriae non finiscano mai perchè mi garbano, perchè al di là di tutto sono cresciuto vedendo questi “matti” con le macchine, i “cappellini”,i mantelli e tanta allegria. Insomma, a me ricordano quando ero piccino, ricorda l’arrivo dell’estate e del Palio e quando li vedo ancora in giro sono contento perchè mi ricordano anche mio babbo che purtroppo non c’è più. “Avessi avuto i soldi per studiare l’avrei fatte anche io” mi ricordo che mi diceva mio babbo. Io non le ho fatte, ma è come se le avessi fatte. Nello spirito so come loro.
gen 21st, 2010 da 18:41
Cara Selene, vexata quaestio è proprio quella!
Sai quante ore sono stato a parlare con il Questore per cercare delle soluzioni al problema? E sai anche quante volte abbiamo cercato un dialogo con i vari presidi delle scuole per porre un argine a questa aria di perbenismo che spira per i corridoi dei vari istituti e che tocca solo le stanze dei loro dirigenti infischiandosene totalmente di quelli che sono i veri voleri dei ragazzi e magari perchè no anche dei genitori?
Il problema è che un giorno un “tutore del diritto allo studio” si è alzato e siccome non gli si stava tanto simpatici ha detto “chiamo la polizia” e ciò che è gravissimo è che la polizia per le Feriae interviene, per altre cose anche parecchio più gravi, latita.
Sono d’accordo con Amalio per rinominare la Liberatio Scholarum in Montepaschi Liberatio Scholarum almeno la rappresentatività viene fatta salva e non si intacca l’immagine di Siena capitale della cultura europea.
Con ossequi.
gen 21st, 2010 da 19:21
Signor Ciabattini la verità a noi qui fa solo del bene…Sentirsi dare dei fascisti non è certo la verità di cui lei parla…
gen 21st, 2010 da 19:57
E comunque, il vietare la Liberatio Scholarum è un impoverimento del patrimonio culturale ed umano della nostra città, non di certo un arricchimento per un popolo che si fa portatore di tradizioni medievali(p.s. quando Siena raggiunse il suo massimo splendore nel 1300 era una città all’AVANGUARDIA, fiorente di cultura e aperta a tutte le tendenze provenienti da realtà diverse che accedevano alla Città grazie ai più diffusi commerci e contava 180.000 abitanti circa) senza conoscerne la storia
gen 21st, 2010 da 23:30
Nell’epoca in cui è in voga il demagogico e velleitario incitamento caselliano “resistere … resistere … resistere …”, Pietro Ciabattini riesuma incautamente un vecchio motto di un passato regime a cui, in un modo o nell’altro, a suo tempo ha aderito la gran parte degli odierni – (e anche quelli frattanto passati a miglior vita) – democratici riciclati, i quali hanno occupato, o attualmente siedono, anche su “poltrone” di eccelso prestigio.
Appare invece poco comprensibile che ci sia qualcuno che, collettivamente, affermi che si senta “dare dei fascisti”.
In effetti pare che anche tra i senesi ci siano soggetti uni e trini, come Franco, il quale sembra che si senta accusato come “fascista al plurale”.
E questo del “fascista al plurale” non fa meraviglia più di tanto, soprattutto per i vecchi compagni, attenti lettori del “quotidiano dei lavoratori”, i quali potrebbero ricordare la sensazionale notizia riportata sul numero del 18 ottobre 1975, secondo cui “a bordo di tre jet privati è atterrato giovedì sera a Roma il senatore fascista americano, George Wallace, governatore dell’Alabama …”.
Il “quotidiano dei lavoratori” non ha precisato, tuttavia, se il senatore fascista atterrato a Roma avesse anche pilotato personalmente tutti e tre i jet, tanto per dimostrare la superiorità americana nei confronti del duce italiano, il quale talvolta prendeva i comandi dell’aereo su cui volava.
Benedetto Bargagli Stoffi, Pisa
gen 21st, 2010 da 23:41
Il problema è che fare assenze ingiustificate e/o autofirmate tutto l’anno va bene… ma con i goliardi no, ehhh ???!!!!( manco c’avessero la peste bubbonica) Ma i presidi pensassero a problemi un po’ più seri piuttosto che a ste boiate….
Per quanto riguarda la mia esperienza io di salatini ne ho fatti tanti e male un m’hanno fatto visto che alcuni ( non tutti per fortuna )dei miei professori, haimè, non erano proprio validissimi e per dirla tutta le loro lezioni erano praticamente delle grandi perdite di tempo… con le feriae so’ sempre uscita…sono salita sulle macchine, e nessuno mia ha mai violentata o maltrattata o mi ha offerto droga e quantaltro … ora all’età di 28 anni continuo a frequentare ( lavoro permettendo ) le feste dei goliardi ( anche se ormai le mie conoscenze iniziano ad essere più tra gli ex goliardi ) e per nulla al mondo mi perderei un’ operetta,…nonostante queste “pessime” frequentazioni mi sono laureata e ora sono un rispettabile medico specializzando presso l’azienda ospedaliera senese … con un goliardo mi ci sono addirittura fidanzata e sono fiera che nel mio e nel suo percorso di vita ci siano state le feriae matricularum senensium, perchè forse senza di loro non saremmo cresciuti così ( o comunque di sicuro ci si sarebbe divertiti parecchio meno ).Insomma le feriae a noi ( e tantissimi altri, ve lo posso assicurare) male un c’hanno mai fatto ( semmai proprio l’esatto contrario ).
Per chi dice male delle feriae sono sicura che quest’astio sia dettato proprio dal fatto che non le avete mai fatte, perchè se solo aveste provato ad avvicinarvi a questo mondo sono sicura che non avreste resitito al suo fascino. Mi dispiace perchè vi siete persi la possibilità di entrare a fare parte di una grande famiglia …. pechè le feriae nel loro piccolo questo sono.
E poi … ma ogni tanto, fatevi anche un pacchetto di fatti vostri … invidiosi ;-p
baci a tutti!
W le feriae
W tutti i princeps ( e le balie ) presenti e passati che si sono sempre fatti un mazzo tanto ( non parliamo di battaglie perchè senno poi la gente ci prende troppo sul serio e inizia a dire che i goliardi sono dei terroristi sovversivi e che vogliono fare un attentato al Cenni o a chi per lui ) per portare avanti questa tradizione nel corso degli anni e anche solo per questo credo meritino il rispetto di tutti( o almeno di tutti quelli che nelle feriae ci credono)
gaudeamus igitur
gen 22nd, 2010 da 10:23
Ma le istituzioni cosa fanno? Sono comparsi due articoli sul Corriere (uno il 24/12 uno stamani) e ancora nessuno si è fatto sentire, nemmeno per dirci che è inutile continuare…ah, sienina..
gen 23rd, 2010 da 18:30
io vado controcorrente e dico che è un provvedimento giusto, per me i ragazzi da scuola prima non devono uscire, poi per andare con quei 4 bischeri coi loro cappellini
gen 23rd, 2010 da 22:56
Purtroppo un’altra delle poche ormai vere tradizioni della città muore. A molti non piace, pochi la capiscono, ma la goliardia e’ forma di cultura da sempre. Forma di cultura e di storia. purtroppo gli Amministratori locali attuali non hanno uno spessore culturale profondo abbastanza per apprezzarlo. Si sa, la cultura non si compra, nè si avvicina per ‘amicizia’. La cultura si conquista studiando, e, ahimè, pochi degli attuali reggenti, forse, hanno praticato l’esercizio dello studio vero.
Amen, è una notizia molto brutta soprattutto per coloro che studiano o hanno studiato la storia, della città e d’Italia.
Gaudeamus igitur….ma con che tristezza data la pochezza di chi ci governa!
gen 24th, 2010 da 18:15
Hai ragione Paolo.Una volta c’ era una vera élite culturale in questa città. Ho sempre pensato che la scomparsa del suo ultimo epigone, il notaio Nanni Guiso, abbia segnato una sorta di spartiacque, l’ affermazione dei nuovi barbari, i nostri attuali amminsitratori, i quali petto a quelli al massimo possono essere definiti PICCOLI I AVIDI BOIARDI DA BASSO IMPERO. Con tanto di giullari di corte, la stampa più servile d’ occidente.
Le Feriae sono osteggiate perche’ non globalizzate ne’ omologate, perche sono fortemente identitarie, perche’ non osannano il Dio Denaro ed il potere ma anzi lo sbeffeggiano;
I goliardi non portano voti ne’ consenso a questo sistema perfetto ed autoreferenziale, anzi il contrario, lo scherniscono e lo smascherano, dicono che il Re è nudo;
questo oggi, in una “civilta”( ? ) omologata, verso il mediocre per giunta, non e’ e non puo’ essere accettato, viene osteggiato ferocemente dagli omologati, perche’ se ne ha paura, non e’ inquadrabile: squassa i vostri schemi mentali, le vostre ordinate certezze.
Per questo, ora che le fondamenta del sistema Siena cominciano a mostrare qualche piccola crepa, nessuno si smuove e spende 2 parole in soccorso per scongiurare la POSSIBILE cessazione di una forma strettamente connaturata, sebbene non indispensabile in senso assoluto, allo svolgimento delle Feriae Matricularum: la liberactio Scolarum. E la cosa più vergognosa è che anche alcuni di quei goliardi di alcuni decenni addietro, che adesso posano i loro opulenti deretani su poltrone più o meno importanti, si nascondono: hanno paura di perdere la loro parte di pagnotta, alla faccia della strofa:..MA SE BISOGNO DI NOI CI SARA’,SIAM PRONTI A RICOMINCIAR….di cui si sono riempiti la bocca tante volte.
da Goliardo degli anni’ 80 vi dico: andate in culo.
La nostra forza e’ la tradizione nel senso del tramandare attraverso le generazioni i valori di: passione, liberta’, identita’, appartenenza. A proposito di generazioni, anche mio Padre ha fatto le Feriae, nel comitato dei Balioti del 56, e ricordo ancora come fossero i freschi rimasugli di un sogno quando da piccolissimo tirava fuori talvolta dal settimino il suo goliardo Blu, con tanto di lumettino a pile in cima con cui, alla guisa di Diogene che cercava l’ Uomo, mi ha raccontato in seguito cercare la Fica all’ imbrunire, questa si, unica Dea cui i Goliardi hanno sempre dedicato venerazione.
Io ritengo una grande fortuna aver fatto le Feriae, aver condiviso con amici che subito sono diventati Fratelli momenti che sapevo, mentre li vivevo, essere ciascuno unico ed irrepitibile, aver conosciuto persone luminose la cui amicizia sarebbe stato un dono che mi avrebbe accompagnato per la vita; una famigli allargata, un senso all’ espressione “ gioventù spensierata “. Aver vissuto momenti improvvisi e pur fugaci di profonda consapevolezza. No, non sarebbe stato lo stesso attraverso Facebook o Twitter, o nel privè del Tartana o del Papillon, o un angolo buio a rollarsi una canna.
h
Gioire nei momenti divertenti ed arricchirmi con valori compresi con più profondità.
Il senso di identita’, il vivere in una vera famiglia allargata che riproduce l’ archetipo umano e antico della tribu’
I piccoli animi vili, complessati ed invidiosi, i tanti squarcia lupi di questa cippa di cazzo, non potranno capire mai, e NON CE NE FREGA NIENTE.
I Goliardi non dimenticheranno mai la lezione più alta che le Feriae hanno dato loro: la Libertà come dono supremo. Il primato di poter dichiarare al mondo intero Guerra come un libero Principe che ha mille navi in Mare, tanto per citare Princep Agonia. Supereranno anche questo, e non senza combattere.
PERCHE’ NONSTANTE TUTTO NOI SIAMO NOI… E VOI… INDOVINATE UN PO’….
GAUDEAMUS IGITUR
FRANSTO
gen 24th, 2010 da 18:25
P.S.
chiedo venia, preso dalla foga ho commesso alcuni errori grammaticali e lessicali.
Tra gli altri, il comitato che ha fatto il mi’ Babbo è il Comitato dei Tiepidi del 51, e non certo dei Fagioli del 56 che non è mai esisito
mar 6th, 2010 da 18:38
Toc Toc! Permesso?
Chiedo scusa se entro in una questione che tocca i goliardi d’oltremare, ma essendo Fratelli proverò a far capire qualcosa delle Liberatio Scholarum.
La Liberatio non è una prerogativa soltanto Senese; noi qui a Sassari la facciamo da sempre: è ricominciata insieme alle Feriae Matricularum nel dopoguerra, quando i giovani si riappropriarono della loro libertà, uccisa nel ventennio dalla dittatura che addirittura proibì l’uso della feluca sostituendola con una ridicola paglietta.
Ma perché viene fatta la liberatio, che significato ha? E’ semplice … gli universitari regalano tre giorni di “libertà” agli studenti delle superiori; in questi tre giorni si mescolano per le strade, nelle feste, nei balli e si divertono insieme; però vi posso assicurare che tra un lazzo ed uno scherzo i ragazzi delle superiori chiedono informazioni non solo sulla goliardia ma sulla vita universitaria in genere, sulle facoltà, si orientano per la loro scelta futura.
Qui vi sono scuole nelle quali i presidi fanno uscire solo i maggiorenni, altre dove escono tutti e difficilmente abbiamo visto l’intervento della forza pubblica.
Nell’anno del mio pontificato dovetti sudare sette camicie per convincere il questore a non scendere con un carruzzo (piccola macchinina costruita dai ragazzi con le ruote fatte con i cuscinetti a sfera) lungo la discesa più ripida di Sassari perché pericoloso ed il suo abbigliamento non era consono.
Un’ultima cosa: qui l’ordine goliardico è invitato ufficialmente all’apertura dell’anno accademico ed alla fine della “funzione” il rettore dà la parola al Pontefice; alla fine il rettore ed il Pontefice si scambiano dei regali.
Anche qui ci sono alcuni contro la nostra tradizione, ma mai è accaduto che ci fosse proibita la sfilata delle macchine con fischietti e manti al vento.
Un abbraccio a tutti, ma particolarmente ai Fratelli senesi
Tazzone
Princeps Turritanae Golirdiae
mar 6th, 2010 da 19:55
Siamo dei prigionieri, che corrono in spazi stretti frustati da raffiche di vento gelido e di pioggia. Un manipolo di uomini ci guida verso una baracca, è l’ora di cena, la televisione trasmette un notiziario, una ragazza dal viso delicato parla con toni drammatici, dice che la libertà è finita, e che a mezzanotte saranno oscurate le reti televisive. La ragazza piange, suo padre è stato appena ucciso. Continua a piovere, e neppure una partita di calcio riesce a sollevare l’umore dei prigionieri, che si guardano spaventati e interrogativi. Che sarà domani, che sarà di noi.
mar 6th, 2010 da 21:34
Nel caso il sassarese paolo volesse comprare un “cappello goliardico G.U.F XX fascista con distintivi” e frangia dorata di laureando in medicina, può trovarlo su eBay in offerta a 99,99 euro fino al 31 gennaio 2010.
A Sassari nel ventennio forse hanno tagliato il capo agli studenti, (questo lo sa lui), ma altrove, “nel continente”, agli studenti fascisti non hanno tolto il goliardo di testa.
Se gli capitasse, il buon paolo potrebbe guardarsi anche il Giornale LVCE A0055 del febbraio 1928 per vedere il carnevale studentesco di quell’anno a Padova. Gli studenti avevano il capo e, sul capo, il loro goliardo.
Benedetto Bargagli Stoffi, Pisa
mar 7th, 2010 da 15:01
Ringrazio l’amico Benedetto e lo rassicuro che nessuna azione di violenza fu perpetrata nei confronti dei Fratelli.
Tuttavia ribadisco che nel 1936 furono vietate le manifestazioni goliardiche ed il 16 aprile 1938 l’onorevole Turati diramò una circolare che vietava l’uso della feluca a favore della paglietta, tipico cappello italiano, il cui nastro distingueva la facoltà (questa non è opinione ma storia).
Paolo
ps: oggi è il 7 marzo 2010 … l’asta scadeva il 31.01.2010 …
mar 7th, 2010 da 15:53
Come non ringraziare paolo per la precisazione cronologica, dal momento che nel suo post si afferma che “i giovani si riappropriarono della loro libertà, uccisa nel ventennio dalla dittatura”.
Chi avesse letto, rebus sic stantibus, avrebbe potuto opinare che la disposizione impartita dall’onorevole Turati circa l’uso del goliardo fosse durata per un ventennio, o quanto meno risalisse ad almeno una dozzina di anni prima.
Ed un lettore, disinformato come me, sarebbe rimasto perplesso leggendo quanto scritto da Ennio Flaiano a proposito dei vari copricapo di volta in volta indossati dal ‘pelato’: “… Ma ecco in onore del piano quinquennale sovietico e gli studi sulla Russia. Allora, risovvenendosi d’esser stato proletario, lo si vede di nuovo (con indosso la semplice camicia nera) tener discorsi a testa nuda, ma anche quello era un nuovo copricapo, che le calvizie erano state abolite, anzi superate nella carezza del rasoio: e a quel modo la necessità divenne virtù. Passarono gli anni: i copricapi mutarono col mutar degli umori, sempre esprimendo nuove versioni del fascismo. In berretto goliardico proclama che il fascismo è vita, forza impero; in berretto sportivo ammette gentilmente che il fascismo non è un genere di esportazione; in berretto bianco da marinaio afferma la sua precedenza sul Mediterraneo. Alle riviste lo si vede con un greve elmetto di guerra …”. (‘Satira è vita’ – I disegni del fondo Flaiano della Biblioteca Cantonale di Lugano con cinquanta brevi testi di Ennio Flaiano – pag. 16 – I cappelli di Mussolini).
Quanto all’offerta su eBay, l’annuncio è tuttora presente: a volte, – mi dicono, – oltre alle offerte scadute, vengono accettate anche liste elettorali arrivate a tempo scaduto.
Benedetto Bargagli Stoffi, Pisa
mar 7th, 2010 da 18:58
A proposito di Augusto Turati e dell’episodio citato da Paolo come promotore della paglietta al posto del goliardo, risulta che dal 1926 fino al 1930 fu il segretario del PNF.
Nel 1932, dopo una campagna scandalistica sul suo nome, fu espulso dal partito ed …”inviato al confino a Rodi. Quando rientra in Italia nel 1938 dopo un soggiorno in Etiopia, lavora in privato, senza addentellati con attività politiche” (fonte ANPI) – http://www.anpi.it/gerarchi/turati_augusto.htm
Poco probabile, dunque, che il 16 aprile 1938, come sostiene paolo, Turati avesse potuto diramare una circolare qualsiasi.
Se questa è la storia, e non invece una opinione di Paolo, allora la storia riferita dall’ANPI è fantasia.
Pietro Ciabattini