Stefano Bisi

Novartis, utili boom e licenziamenti

vaccinoLe vendite del vaccino contro la febbre suina fanno impennare l’utile di Novartis nell’ultimo trimestre del 2009. La società farmaceutica elvetica ha segnato un utile in rialzo del 49% a 2,3 mld di dollari, mentre le vendite del solo vaccino hanno generato entrate per un miliardo di dollari. Lo comunica la stessa società. In totale, le vendite nel quarto trimestre 2009 hanno segnato  dipendenti?

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STEFANO BISI

5 Commenti per “Novartis, utili boom e licenziamenti”

  1. Novartis ha tuttora in corso l’acquisizione di Alcon da Nestlé ed ha già in programma un’offerta di acquisto del residuo 23% di azioni detenute dai piccoli azionisti in modo da assicurarsene la proprietà completa. Per concludere questa operazione, che le consente di espandersi nel settore dell’oftalmologia, Novartis ha impegnato, anche con l’indebitamento, capitali per circa 50 miliardi di dollari.
    Considerando il costo di tale acquisizione, peraltro strategica in una prospettiva di redditività a lungo termine, a breve comporterà una contrazione dell’utile per azione e probabilmente del dividendo per gli azionisti.

    Appare evidente che le più o meno trionfalistiche notizie diffuse dal management mirano a bilanciare in qualche misura le perplessità degli azionisti e dei mercati finanziari.

    Un utile di “soli” 2,3 miliardi di dollari, – specialmente tenendo conto che un miliardo proviene dalla produzione del vaccino, evento che rappresenta una opportunità occasionale, – appare meno eclatante alla luce dei quasi 53 miliardi di debiti.

    Viene da supporre che i licenziamenti di personale in corso abbiano poco peso nell’economia complessiva della società, ma sottendano qualcos’altro più o meno losco.

    Osservando gli eventi delle multinazionali più in profondità, appare più probabile la tendenza del management a ridurre i costi del personale, per poi aumentare la misura degli emolumenti, i bonus ed altre gratifiche di cui godono ogni anno i manager, i quali se li attribuiscono da loro stessi.
    In base a quanto si è verificato nell’economia mondiale, una politica di gestione egoistica di questo genere appare suicida per i dipendenti in particolare e per primi e per la società in genere in seconda battuta.

    Ma quando non si considera la solidarietà sociale che dovrebbe contraddistinguere qualsiasi regime, particolarmente se democratico, ma si mira al profitto selvaggio, in un primo momento i ricchi diventano più ricchi ed i poveri, più poveri.
    Un popolo di poveri non potrà più comprare i prodotti che arricchiscono chi guadagna vendendo e finchè trova compratori.

    I governi di molte nazioni, Stati Uniti in testa, hanno pensato di tamponare temporaneamente questa situazione, producendo dal nulla quei biglietti verdi conosciuti come dollari, che prima o poi finiranno per valere quanto i biglietti del “monopoli”.

    Infatti ogni bel gioco dura poco ed alla fine, tutti saranno più poveri e questa miope strategia suicida finirà per portare al crack le stesse multinazionali.
    Ma “the day the dollar die”, probabilmente molti disperati saranno da tempo morti di stenti.

    Un assaggio locale di questa prospettiva è appunto la manovra fatta a Siena da Novartis, come altrove da altre multinazionali, tra le quali la Fiat.

    Per ora tra quelli che si illudono di restare indenni da questo gioco al massacro sono i politici ed i sindacalisti, i quali saranno evidentemente tra gli ultimi a pagare lo scotto; se ne accorgeranno quando la gente finalmente li caccerà a calci e i sindacati più rappresentativi saranno quelli dei disoccupati.

  2. Come volevasi dimostrare, stanno preparando il terreno per Delocalizzare = VENDERE TUTTO COMPRESO IL PIANO DI AMPLIAMENTO EDILIZIO DI VIA FIORENTINA (Cambio d’uso compreso) e poi Viaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

  3. La prospettiva esposta da Nanni non è altro che la realizzazione del progetto di Guelfo Marcucci, che però non riuscì perchè l’imprenditore lucchese rimase travolto dallo scandalo degli emoderivati da sangue infetto. Voleva realizzare case sul colle in via Fiorentina ma non trovò terreno fertile con l’amministrazione comunale di allora. Poi vendette a Bayer, quindi Chiron, il resto è cronaca. Oggi la situazione è peggiore perchè senza la Novartis si perderebbero oltre 1500 posti di lavoro tra dipendenti diretti della multinazionale svizzera e quelli dell’indotto. E senza lavoratori le case chi le compra?

  4. Oggi grande riuscita del sit-in davanti ai cancelli.
    p.s. guardate canale 3 toscana alle 20,10 e leggete quello che il Groppa scriverà domani sul Corriere di Siena. Per l’esito della riunione appena ci sono notizie, speriamo positive, le daremo.

  5. Condivido tutto!!!
    Inoltre,come mai per la campagna dei vaccini scorsa sono state fatte assunzioni di massa di personale non residentea siena e provincia?
    Considerato che a tale personale, giustamente, viene pagato pure l’affitto le assunzioni di gente residente nel luogo non sarebbe stata meno costosa?
    Mah…..

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