Stefano Bisi

La comunione e l’omosessualità

omosessuali-300x252“Non diamo la comunione ai gay”. E’ il pensiero dei vescovi emeriti di Grosseto, Babini, e di Pistoia, Scatizzi. Dicono che “la pratica omosessuale e la ostentata e dichiarata omosessualità impediscono l’amministrazione della comunione, secondo quanto dice la Chiesa, e nessuno è in grado di contraddire questo precetto”. Voi che cosa ne pensate?

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STEFANO BISI

9 Commenti per “La comunione e l’omosessualità”

  1. e’ una stronzata!

  2. l’ennesima contraddizione della chiesa. si potrebbe fare mille esempi di questa ipocrisia o anche ironizzare (da cosa giudicheranno? ci vorrà un’autocertificazione?). sicuramente non era gay il componente della banda della mgliana, tanto per esemplificare, sepolto in una basilica romana con l’autorizzazione dei vertici della Chiesa….

  3. Personalmente detesto le esibizioni sfacciate e di dubbio gusto, nonché certe manifestazioni pubbliche pagliaccesche, volte ad affermare teorici diritti, che peraltro nessuna norma sanziona a livello individuale.
    Nel corso degli anni, e guardandomi intorno nel mutare dei costumi, ho sempre tenuto separato il puro sentimento di affetto e di amore, che può esistere tra due uomini o tra due donne, dall’ atto sessuale fine a se stesso.
    Le relazioni omosessuali sono antiche come il mondo e, studiando la storia, ne conosciamo i più famosi protagonisti del passato, esaltati e anche celebrati non solo da alcuni contemporanei, ma tuttora dai loro posteri.
    Però, a causa dell’espandersi delle comunicazioni, tra stampa e spettacoli porno, ipocrisie, falsi moralismi e desideri repressi, è stato messo a fuoco solo il profilo del sesso che, pur avendo la sua grande importanza nella relazione sentimentale e di affetto, sia “etero” che “omo”, è stato fatto apparire quale principale componente della relazione stessa.
    Non tutte le civiltà, e neppure alcune religioni, hanno penalizzato o penalizzano l’omosessualità o certi comportamenti sessuali, come invece accade nella prevalente cultura occidentale.
    Che la Chiesa cattolica, ovvero cristiana in generale, assuma uno specifico atteggiamento di riprovazione nei confronti di particolari comportamenti, come l’omosessualità, la pedofilìa, la pornografia ed altri atteggiamenti o attività in relazione con il sesso, deriva dall’interpretazione e dall’applicazione non solo dei comandamenti divini dettato all’uomo, ma anche dalla interpretazione delle “norme della legge morale naturale che Dio ha inscritto nel suo cuore”, come proclama un’enciclica, o fanno parte della morale comune.
    Il cristiano ha come comandamento la comunione con Dio e per rafforzare tale comunione spirituale, Cristo ha istituito il sacramento dell’eucarestìa.
    Coerentemente con tale impostazione dottrinale, e in sintonìa con l’indirizzo ufficiale della Chiesa, alcuni porporati hanno espresso in modo esplicito le regole che i fedeli sono tenuti a rispettare come direttive spirituali.
    Dunque, dal momento che non tutti sono religiosi, o tanto meno tutti sono tenuti ad essere “fedeli”, il sacramento dell’eucarestìa e della preliminare assoluzione da atti considerati contrari al precetto divino, riguarda singolarmente ciascun fedele ed il proprio confessore.
    Nessuno è obbligato a frequentare la chiesa e tanto meno a ricevere i sacramenti.
    La fede, tra le scelte personali, è la più intima come è anche la più autonoma.
    I Vescovi, approvati o meno dall’opinione comune, indicano solamente direttive pastorali.

  4. Secondo tale pricipio i sacerdoti omosessuali dovrebbero essere interdetti dai loro uffici ed anche sospesi. Che ne pensano i due prelati omofobi?

  5. Credo che molti frati e sacerdoti,secondo questa regola, non farebbero la comunione.
    E dei preti pedofili cosa ne pensno i due prelati?
    E dei mafiosi o malavitosi sepolti con tutti gli onori nelle chiese cosa ne pensano?
    Mi sembra che nelle gerarchie ecclesiastiche aleggi MOLTA ipocrisia!

  6. Domanda acuta, o altrimenti ingenua, quella di Giorgio da Frassini. Fate voi.
    Nel caso in cui ipotetici religiosi omosessuali instaurassero relazioni di coppia tra loro, (ma anche con femmina, come ha fatto disinvoltamente monsignor Milingo), c’é infatti da prevedere che i porporati – omofobi o meno, – avrebbero qualcosa da dire in proposito.

    Del resto perché meravigliarsi? In altra situazione, la “intransigente” gerarchia ecclesiastica non ha forse preso posizione anche nei confronti dei sacerdoti o vescovi pedofili?

    La professione sacerdotale è una libera scelta e volendo si può sempre gettare all’ortica la tonaca. Ai più, apparirebbe un tantino sconveniente per un pio sacerdote predicare dal pulpito, sottobraccio ad un devoto “confratello”.

    Però in nome della democrazia, del progressismo e dell’ecumenismo, non è detto …

    Benedetto Bargagli Stoffi, Pisa

  7. ma di cosa stiamo parlando??? la fede è di tutti, omosessuali, eterosessuali, giapponesi, senesi, lituani, russi, pakistani e chi più ne ha più ne metta!
    la verità è che in Italia siamo, sotto questo punto di vista, 400 anni dietro a tutto il mondo occidentale!
    siamo semplicemente “penosi”! io sono contro questa decisione e, secondo me, mìnon c’è da fare esempi, similitudini ecc…è sbagliata punto e basta!!!!!!!

  8. Ma di che cosa stiamo parlando?
    Qui non c’entrano né la fede, né il culo, né le fedi.

    Nell’Italia in cui quasi tutti sono esperti di calcio, commissari tecnici di qualsiasi nazionale, critici di qualunque allenatore, il giudizio di ciascuno, può esprimere un’opinione qualsiasi, giusta o sballata che sia, su qualunque argomento. Questo è il bello della democrazia e del relativismo.

    Se mai ci può entrare il diritto canonico. Ma per questo c’è già il Sant’Uffizio. “Roma locuta …”

    Benedetto Bargagli Stoffi, Pisa

  9. Se non sbaglio Dio disse: Andate e procreatevi.
    Sicuramente i Gay non lo fanno . . . Invece i 2 Giudicatori perche’ non ascoltano e rispettano la Parola di Dio ? non e’ peccato neanche per loro avere un rapporto e procreare con una Donna: O sbaglio ? ? ? ? ? ?

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