Stefano Bisi

“Sola e con un figlio autistico”

madre-figlio-237x300Dalle pagine del Corriere di Siena il disperato grido di aiuto di una madre sola con un figlio autistico e due bambini da accudire.  “Sono disperata. Tutti mi vogliono bene,  ma non  mi aiuta nessuno.”. Ha voluto ricorrere a un appello insolito  Maria Dorina, la donna di Abbadia San Salvatore, venuta in Italia dalla Romania  nel  2003,  oggi sconfortata, non solo perché è sola dopo un matrimonio finito male, ma soprattutto perché non si sente più in grado di  gestire con le sue sole forze  il figlio di 23 anni, che soffre di una malattia gravissima. “Non ce  la faccio più con lui”, dice. Il ragazzo è affetto da autismo e è soggetto a improvvise crisi di aggressività, che lei  non riesce più  a sostenere.  Dorina è arrivata a un punto di disperazione tale, da desiderare di morire. Lei, però, ha altri due figli più  piccoli a cui  badare e, ridotta letteralmente sul lastrico, ha una grande urgenza di trovare un lavoro.  Ma la sua preoccupazione maggiore è quella  di non intravvedere una possibile  sistemazione per il  figlio maggiore.

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STEFANO BISI

3 Commenti per ““Sola e con un figlio autistico””

  1. E di fronte a tutto questo, qualcuno proprio oggi continua a dichiarare orgoglioso, con strafottenza e nessun rispetto per chi non ce la fa a tirare avanri ‘Io all’indennità non ci rinuncio’. Che persona squisita!! Si vergogni!!

  2. io ho fatto il servizio civile e di ragazzi autistici ce n’erano tanti purtroppo! ma ad abbadia gli enti non fanno nulla per questa signora? e per i fratelli più piccoli di questo ragazzo?? non li vogliono tutelare i servizi sociali??
    nel 2010 queste mi sembrano barzellette!!!!!
    proprio non riesco a capire come mai ancora non si sono presi cura di una situazione così delicata!!!!
    e pensare che una mia amica che vuole adottare un bimbo è dovuta andare decine di volte da uno psicologo…….quanti burocrazia inutile esiste nella pora italietta!!!!

  3. La storia di Dorina, la donna di Abbadia San Salvatore, che ha lanciato dalle pagine del Corriere di Siena il suo disperato appello per ricevere aiuto, ha molto colpito i lettori, soprattutto coloro che sono impegnati nel settore della solidarietà e del sociale. Ha infatti commosso la vicenda di questa mamma, che si definisce “molto disperata”, perché impotente e impossibilitata a venir fuori da una situazione veramente drammatica.
    Un figlio di 23 anni affetto da una grave forma di autismo, che lei da sola non può curare, un marito che le ha voltato le spalle, altri due ragazzi, quasi maggiorenni, da crescere. E la impossibilità di trovare un lavoro, durante il giorno, perché occupata a soccorrere il figlio nei momenti di crisi o di difficoltà. L’appello, allora, che si è decisa a lanciare ha riguardato proprio quest’ultimo. Lei non è più in grado di gestirlo e chiede allora di essere aiutata a trasferirlo in un centro residenziale, dove possa seguire dei percorsi terapeutici efficaci e usufruire di tecniche riabilitative. Tra i molti problemi che deve affrontare Dorina c’è anche quello della casa.
    In questo momento abita in un appartamento in una zona centrale del paese, davanti a una piazza dove con la bella stagione può recarsi con il figlio. Entro il mese di aprile, però, deve restituirla alla legittima proprietaria e nel frattempo cercarsi un’altra sistemazione. Ha anche fatto domanda per accedere alle case popolari. Pensa di essere in buona posizione nella graduatoria. Della assegnazione, però, non ha saputo più nulla. Ma nella comunità di Abbadia, chi ha bisogno di aiuto da chi viene soccorso? Il primo pensiero va alla Caritas diocesana e al gruppo che opera presso la parrocchia del Santissimo Salvatore. Giovanni e Lorenzina Paoletti, che sono i responsabili, sono molto accoglienti. Loro già conoscono Dorina e la sua storia. Si occupano di consegnare il pacco viveri, su segnalazione dell’assistente sociale, oppure dietro interessamento dei parroci don Amedeo Riccardi e don Francesco Monachini. Ma anche di dare informazioni relativamente al lavoro e alla casa. “Trovare un appartamento oggi è molto difficile”, dice infatti Lorenzina. “È un problema grave quasi come trovare lavoro”. “Per reperire un monolocale abbiamo veramente penato molto! Più di due mesi. Mentre per quanto riguarda i viveri ci sono buone notizie in arrivo. La Coop ha convocato alcune associazioni, tra le quali la nostra, per decidere insieme come utilizzare gli alimenti freschi in scadenza”. Per un lavoro da svolgere la notte, invece, l’unica speranza è fare la badante. Ma si va a momenti. Può darsi che la richiesta capiti, anche se è difficile che riguardi solo il giorno o solo la notte. Ma se ci sarà una richiesta Dorina sarà subito avvisata. Altra associazione sempre pronta a dare una mano, l’Auser con il suo presidente Ivreo Becucci e la moglie Argia. L’associazione si occupa di assistere a domicilio persone che hanno bisogno di certi servizi (fare la spesa, recarsi dal medico e in farmacia, etc), tutto con l’unico supporto del volontariato (anche l’Auser insieme al Csa è stato convocato dalla Coop). In più, gestisce un laboratorio di confezionamento abiti, da destinare per lo più ai bambini dei vari paesi del mondo. “Noi possiamo mettere a disposizione qualche capo di abbigliamento. Se ci sono degli abiti che possono andar loro bene, volentieri, con tutto il cuore”, dice con la sua nota generosità Argia.

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