Stefano Bisi

Il Corriere di Siena ri-compie 15 anni

testataAnche i giornali festeggiano il compleanno. Oggi è il nostro. E’ il quindicesimo compleanno del Corriere di Siena. Qualcuno dirà: “Ma quanti compleanni celebrate?”. La nostra risposta è “due”. Sì, due compleanni perché siamo nati due volte e il secondo parto è stato più difficile del primo. Oggi, 9 marzo 2010, festeggiamo il quindicesimo anno dalla rifondazione del quotidiano che era nato una prima volta nel giugno dell’86 e che le vicende personali dell’editore di allora avevano allontanato dalle edicole nel dicembre del ’92. La ripartenza, per usare un termine caro all’ex ct della Nazionale e del Milan Arrigo Sacchi, è stata faticosa e quindi oggi vogliamo festeggiare insieme ai lettori questo traguardo. Il regalo più bello c’è l’ha fatto uno dei collaboratori storici del giornale, Carlo Guidarelli. Il Brera del calcio dilettanti è stato in ospedale e, lo confessiamo, ci ha fatto stare un po’ in apprensione. Ieri, sceso dal letto e e varcato il portone di Nottola, ci ha chiamato: “Sono Carlo e sto meglio”. La sua telefonata quotidiana, per annunciare l’arrivo di uno scoop di calciomercato o per rimproverarci di un errore, ci mancava. E’ arrivata, alla vigilia del nostro compleanno, e anche questo fa più bella la nostra festa.
E pensare che quindici anni fa la “ripartenza” fu molto difficile, in molti non credevano che fosse possibile che un quotidiano trovasse spazio tra La Nazione e Il Cittadino, il quotidiano che era nato a Siena da poco più di un anno. Noi, una pattuglia di giornalisti e poligrafici, ci credevamo, ci abbiamo creduto. Non ci credevano in città (alcuni personaggi autorevoli, tra cui Fabrizio Vigni, che avevano aiutato Il Cittadino a nascere, prestandogli tavoli e sedie) e non ci credeva il sindacato dei giornalisti che non voleva che un gruppo di redattori disoccupati si riunisse in cooperativa e fornisse pagine ad una catena di giornali, il Corriere, appunto, ricavando, in cambio, soltanto una parte minima della vendita nelle edicole.
Dovevamo uscire a metà febbraio ma il sindacato nazionale e regionale bloccò la pubblicazione del primo numero. Uno schiaffo non da poco per tutti noi e per chi nell’iniziativa aveva creduto e che tanta parte ha avuto nella nascita. Se quella “ripartenza” avvenne lo si deve all’intelligenza e alle abilità diplomatiche di Stefano Bellaveglia, alla capacità realizzativa di Aldighiero Fini, alla costanza e alla pazienza di Roberto Vivarelli con cui ho percorso centinaia di chilometri del tratto Siena-Perugia per incontrare l’editore della catena dei Corrieri. Una fatica mostruosa, una trattativa difficile, sapendo che a Siena i miei colleghi aspettavano buone notizie che tardavano ad arrivare. Immaginatevi la delusione quando, dopo aver annunciato l’uscita del primo numero, nelle edicole non arrivò il giornale perché il sindacato non aveva dato il benestare. Mi chiamò Vittorio Mazzoni della Stella per rincuorarmi e rincuorarci: “Non vi preoccupate, quello che non uccide rafforza. Ce la farete”. Quelle parole sono state profetiche e, dopo quindici anni, a Vittorio voglio dire, a nome dei miei colleghi, “grazie”. Non l’ho fatto prima e, credo, di aver sbagliato.
Ed è giusto dire grazie a quanti, redattori, collaboratori, poligrafici, editori, diffusori, pubblicitari,hanno contribuito a far arrivare il Corriere di Siena al quindicesimo anno della seconda vita. Grazie ai lettori, che ogni giorno ci seguono, ci rimproverano e, talvolta, ci fanno i complimenti per le nostre battaglie, quelle giuste e quelle che, altri, ritengono sbagliate.
In questi anni di cose ne abbiamo fatte, abbiamo cercato di raccontare Siena e le città e i paesi della provincia, le attività sportive delle stelle e quelle dei piccoli campioni, le storie belle e quelle tristi, sempre con grande passione e lealtà, mettendo la nostra faccia. Non sempre è piaciuto quello che abbiamo scritto e qualche volta ci è stato detto con le cattive maniere. Lo hanno scritto anche sui muri. Una mattina di luglio capitò di leggere una scritta offensiva sui muri della redazione. Qualche ora dopo un bambino albanese e il suo babbo provarono a cancellarla a mani nude, perché quel giornale “infame” era stato loro vicino nella battaglia che avevano intrapreso per riconquistare la dignità che avevano provato a togliere. E’ una delle tante piccole-grandi storie che capitano in un quotidiano di provincia che vuole stare al passo con i tempi e per questo si butta a capofitto nelle nuove tecnologie, nei social network che consentono di stabilire un rapporto diretto con i lettori per capire i loro e i nostri sogni. Come quello, da realizzare, Siena capitale della cultura nel 2019, o quello realizzato, il premio Paolo Frajese, ormai appuntamento di primissimo piano dell’autunno senese.
Questo, e altro, è il Corriere di Siena. Grazie

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STEFANO BISI

23 Commenti per “Il Corriere di Siena ri-compie 15 anni”

  1. Auguri di cuore a te, Stefano, e a tutte le giornaliste ( e i giornalisti) che hanno fatto e fanno il giornale. Ora hai anche un blog dove si sviluppano dibattiti niente male. Buon lavoro, maurizio

  2. Grazie Maurizio. Oltre al blog c’è anche la bacheca facebook.
    Poco fa mi ha chiamato Mario Bernini, vecchio amico, già deputato del Monte dei Paschi nella Prima Repubblica e combattente democristiano per farci gli auguri.

  3. Sono un affezionato lettore della Repubblica, dalla sua prima uscita, nel 1976. Non è stata l’unica fonte di informazione, ma mi sono abituato a leggere ogni giorno sulla Repubblica notizie e commenti sull’Italia e sul mondo che mi hanno aiutato a capire ed a pensare. Spesso non sono stato d’accordo con quanto veniva scritto ed altrettanto spesso ho compreso meglio quanto accadeva attingendo anche ad altri giornali o TV (più di recente anche Siti web e Blog) ed anche a qualche buon libro. Per il Corriere di Siena, posso affermare il medesimo atteggiamento, sia pure limitato alla realtà locale. Da qualche anno la lettura quotidiana del Corriere di Siena (e da qualche mese pure del blog di Stefano Bisi) è diventata una piacevole abitudine, anche quando ciò che leggo non è … piacevole! Mi dispiace constatare che la lettura dei quotidiani non è così diffusa come dovrebbe, vuoi per la concorrenza di altri mezzi di comunicazione meno impegnativi o vuoi, soprattutto, per la pigrizia diffusa ad informarsi che talvolta viene mascherata come reazione contro la scarsa attendibilità dei mezzi di informazione. Se gli italiani leggessero di più, non delegherebbero il loro destino con tanta superficialità agli uomini di potere il cui scopo è solo, come scrivevano i Nomadi, solo far carriera (“Dio è morto”). Pertanto, a Stefano ed ai suoi collaboratori: grazie di esistere!

  4. caro Stefano,
    oltre agli auguri – sinceri – mi sento in dovere di dire grazie a te, e a tutti gli amici della redazione, per questi 15 anni di informazione senese. Sul fatto che gli italiani leggono poco non posso che condividere – con un po’ di amarezza, visto il mio lavoro di editore – anche il pensiero dell’amico sindaco Valentini. un caro saluto.

  5. complimenti per il compleanno e soprattutto bravi per aver saputo cogliere le opportunità date dal web. penso che l’interazione tra lettori e giornali sarà fondamentale per il futuro (e il presente) dell’informazione

  6. Altri hanno scritto parole che condivido.

    Io sarò telegrafico

    Grazie Stefano e buon compleanno a tutti voi

    Adriano Chiantini

  7. Direttore,
    leggendo il Suo intervento mi son reso conto di quanto passino in fretta gli anni. Ricordo il primo strillone del “Corrierino”, mi sembra ieri. Oggi, a distanza di tre lustri, il bilancio è sicuramente posivo, siete diventati un punto fermo nell’informazione locale e non si può non testimoniarvi la gratitudine per la passione con cui svolgete il vostro lavoro.

  8. Sono orgoglioso di aver fatto parte della vostra squadra, sebbene per un tempo relativamente breve. Siete stati la mia prima scuola, di cui conservo un ricordo più che positivo. Auguri a voi tutti, soprattutto per i traguardi futuri.

    Giuseppe Ceglia

  9. Altri hanno scritto parole che condivido e che sento mie.

    Io sarò telegrafico

    Grazie Stefano e buon compleanno a tutti voi

    Adriano Chiantini

  10. Il Corriere di Siena dà ogni giorno un contributo importante all’informazione locale ed offre spunti di riflessione e di dibattito necessari alla comunità. Auguri.

  11. viva il corriere di siena! complimenti e grazie a tutti quelli che ci lavorano

  12. Senza il Corriere di Siena avremmo una città più povera. Grazie

  13. Un abbraccio grandissimo al Corriere di Siena, che SEMPRE da spazio a TUTTE le voci, rafforzando nel tempo linea editoriale che in quindici anni ha consentito al giornale di aumentare costantemente le vendite ed il peso specifico e di opinione nel nostro territorio. Un abbraccio a Stefano Bisi, a tutti i redattori di oggi e quelli di ieri, non dimentando anche coloro che in tanti anni hanno dato il loro apporto, a tutti i collaboratori, i fotografi, i poligrafici e, non ultimi, gli editori che nel tempo hanno consentito l’uscita quotidiana del giornale. Grazie!

  14. auguri e figli maschi

  15. Caro Stefano,
    auguri a te e a tutta la redazione del Corriere di Siena che da sempre leggo con attenzione tutti i giorni. AUGURONI PER I VOSTRI PRIMI QUINDICI ANNI !

  16. Gentile Direttore, anche Noi ci uniamo al coro degli auguri per i vostri quindici anni di preziosa e puntuale informazione.
    I fatti , le testimonianze, le notizie che quotidianamente pubblicate sul Corriere di Siena sono linfa vitale e fonte di sapere per tutta la comunità.
    Rinnovo gli auguri di cuore anche per lo spazio che avete sempre riservato a tutti i Senesi che vogliono contribuire, facendo sentire la loro voce, al miglioramento dello stile di vita della città.

    David Chiti
    Presidente Associazione Noi – Siena -

  17. Mi scusi dott. Chiti.. so bene che non c’entra nulla con questa parte del blog, ma le ricordo che SENESI è un aggettivo e si scrive con la lettera piccola. La piaggeria delle maiuscole tipiche dei politicanti dellì’ultim’ora le lasci perdere, così come eviti i commenti su facebook :”e Siena. La Cittadella dell’Arte con i suoi colori e sapori, respirare il suo sapore d’infinito inebria il cuore e fa bene all’anima avvolta com’è di candidi profumi e di stagioni..”, visto che abbiamo strade piene di buche e di smog grazie al suo partito che da 60 anni ci governa. Non sono berlusconiano, ma molto di sinistra e da prima di lei. Ho visto che sempre su facebook ha tolto il commento dove dichiarava di aver scoperto quanto è bella Siena e quanto è piena d’arte. Forse l’ha chiamata il suo CARO LIDER dicendo di toglierla? Era un errore.. ma come, sei nato e cresciuto a Siena e non avevi visto che siamo in una città d’arte? Suvvia, dott. Chiti!

  18. Anche se in ritardo, tanti auguri da una sporadica ma attenta lettrice del giornale e del blog!
    Buon compleanno!

  19. Gentile Dante,
    è vero, gli aggettivi si scrivono con la lettera minuscola e mi scuso per questo grave errore.
    Preciso che non sono dottore: non ho potuto studiare, come tanti, e non me ne vergogno anche se ne ho rammarico. Sono una persona come molte, presiedo un’associazione per la valorizzazione di Siena e del suo territorio che raccoglie persone comuni come me. Scrivo su Facebook i miei pensieri condividendoli con quanti li ritengono interessanti o divertenti. Tutto qui.
    Il resto sono illazioni maligne e infondate fatte per costruire una polemica sterile e inadeguata, visto il soggetto del blog. Se le armi per criticare l’operato di questa amministrazione non sono altro che un attacco alla mia persona di così bassa lega non vedo come lei, signor Dante, o chi per lei possa aspirare a proporre un’alternativa degna di questo nome. Le ricordo che ogni amministrazione fa cose più o meno pregevoli. Se, al di la delle strade con le buche, questa amministrazione, come lei dice, continua a governare da 60 anni significa che qualcosa di buono, forse più importante del coprire le buche, è stato fatto. Oppure sta dicendo che la maggioranza dei senesi sono fessi?
    Chiudo con simpatia ricordandole che il suo più famoso omonimo non attribuiva titoli a casaccio come ha fatto lei con me. Anzi, semmai li ha posti davanti al giudizio divino indipendentemente dai titoli che avevano.
    Giudicare nel merito dovrebbe essere una buona abitudine per tutti, anche per lei. Infine in inglese si scrive “leader” e non “lider” ma questo anche il suo più famoso omonimo non l’avrebbe saputo. Se fosse stata una citazione spagnola sarebbe stato più efficace l’aggettivo maximo invece che caro….. se è di sinistra da molto più di me dovrebbe saperlo….

    Auguri di nuovo direttore Bisi e scusi la digressione. Un Saluto, David Chiti

  20. CARO LIDER era un simbolo, scritto come si pronuncia, infatti si differenziava dagli altri per una forma diversa. Comunque, caro sig. Chiti, mi complimento con la sua umiltà, che cela una sottile forma di vittimismo, forse, ma non si arrabbi di questo.
    Altro tema da lei analizzato… 60 anni di governo della sinistra a Siena… quando io votavo PCI lei non era ancora nato e quando poi è cresciuto forse votava altri partiti, visto che molti iscritti al PD sostengono con orgoglio di non essere mai stati comunisti (Veltroni cit.) pur avendo avuto la tessera del Pci. Persone cattive, spargendo voci false e tendenziose, la definivano di estrema destra! Pensi un poco la cattiveria, lei, che mai è stato fascista, accusato di cotanto!
    Concludo con un… No grazie, non mi dia lezioni di storia o di morale. Lungi da me attaccarla, essendo soltanto un modesto cittadino senese, come fra le righe lei si definisce. Con questo chiuda questa “non polemica” e la saluto.

  21. Uno dei tanti difetti del direttore STEFANO BISI è quello di dare spazio giornalistico a tutti!Proprio così, anche a persone mediocri (parlo in termini di analisi della realtà, quindi capire di sociale, di economia, di contesto globale cittadino, mai di Valore della Persona in quanto tale che è sicuramente intangibile e non “pesabile”)si conquistano un loro ‘spazio’ mediatico in città e i risultati sono già evidenti: la mediocrità al potere, PARLO DI POTERE DIFFUSO, QUINDI ECONOMICO,FINANZIARIO,CULTURALE.
    Bisi però non ha colpa diretta, è costretto dalla “massa” di mediococrità che lo circonda.Tanti auguri a Bisi e al Corriere da un cittadino (forse) anch’egli mediocre.

  22. GLI AUGURI DI ROMALDO PER IL CORRIERE DI SIENA CI SONO?

    Recentemente ho letto un comunicato proveniente dalla Curia della nostra città a firma del portavoce dott.Roberto Romaldo.
    Il dott. Romaldo,che è anche giornalista a Siena e autorevole, sottoscrive una dichiarazione nella quale definisce il CORRIERE DI SIENA un “quotidiano locale”.Stupisce dott.Romaldo una simile affermazione; per quale motivo non ha chiamato le cose con il loro nome?Questo è rispetto anche per le Persone (i suoi colleghi giornalisti del Corriere)che lavorano e lottano per migliorare la società senese.Il “quotidiano locale” cioè il Corriere è quello che ha denunciato tanti abusi edilizi, è il quotidiano locale che ha scoperto la vicenda dello scambio dei tubi alle Scotte, che denuncia ogni giorno le cose che non vanno in città.Poi,forse è questo il motivo della Sua freddezza dott. Romaldo, ha rivolto domande imbarazzanti sul famoso aumento del 7% AI MEMBRI DELLA NOSTRA FONDAZIONE MONTE DEI PASCHI.A proposito, Lei è favorevole a questo aumento?
    Senza alcuna polemica spero di trovare il suo nome fra i tanti che hanno formulato gli Auguri al “quotidiano locale”, il CORRIERE DI SIENA.
    Firmato: un cittadino senese cattolico democratico di centro (altrimenti si pensa subito: “ecco il solito laico anticlericale e magari comunista”

  23. Caro alessandro, roberto romaldo ha fatto gli auguri al corriere e con molto affetto

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