Pedofilia, che succede nella Chiesa
Ecco alcuni articoli di agenzie di stampa su casi di pedofilia avvenuti nel mondo della Chiesa cattolica
OLANDA – La Conferenza episcopale olandese ha annunciato che sarà avviata un’inchiesta indipendente per accertare quanto accaduto in diverse scuole cattoliche dove sono state denunciati casi di abusi nei confronti di bambini. Lo si è appreso dai media olandesi.
AUSTRIA – Presunti casi di abusi sessuali si sarebbero verificati in due istituti religiosi austriaci negli anni ’70 e ’80. Lo rivela oggi la stampa austriaca, secondo cui l’attuale padre superiore dell’abbazia San Pietro di Salisburgo ha ammesso di essere implicato in uno di questi casi e proposto le proprie dimissioni.
GERMANIA – È polemica aperta fra il governo di Berlino e la Chiesa cattolica tedesca sul caso degli abusi sessuali negli istituti e nei collegi gestiti dal clero. A intervenire questa volta è stato il ministro per l’Educazione Annette Schavan, che si è detta «in collera» per quanto sta accadendo. Nei giorni scorsi c’era già stato un secco botta e risposta fra il presidente dei vescovi tedeschi, l’arcivescovo Robert Zollitsch, e la cancelliera Angela Merkel.
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Siena News – Citizen Journal
scritto da Stefano Bisi





mar 9th, 2010 da 20:16
Per non falsare la prospettiva
Una nota di padre Federico Lombardi
La Chiesa sta facendo tutto il possibile affinché in futuro non si ripetano più abusi sessuali su minori. Così, in sintesi, il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, che in una nota si sofferma sul dibattito che da settimane sta coinvolgendo la Chiesa in alcuni Paesi europei. Ecco il testo integrale della nota:
Da alcuni mesi la gravissima questione degli abusi sessuali su minori in istituzioni gestite da enti ecclesiastici e da parte di persone con responsabilità nella Chiesa, in particolare sacerdoti, ha investito la Chiesa e la società irlandese. Di recente il Santo Padre ha dimostrato la sua partecipazione, in particolare con due incontri, prima con i più alti rappresentanti dell’episcopato e poi con tutti i vescovi ordinari, e prepara la pubblicazione di una lettera sull’argomento per la Chiesa in Irlanda.
Ma nelle ultime settimane il dibattito sugli abusi sessuali nei confronti di minori sta coinvolgendo la Chiesa anche in alcuni Paesi dell’Europa centrale (Germania, Austria, Olanda). Su questo sviluppo ci siano permesse alcune semplici considerazioni.
Le principali istituzioni ecclesiastiche coinvolte (la Provincia dei gesuiti tedeschi – prima ad essere coinvolta per il caso del Collegio Canisius di Berlino -, la Conferenza episcopale tedesca, la Conferenza episcopale austriaca, la Conferenza episcopale olandese…) hanno affrontato il manifestarsi del problema con tempestività e con decisione. Hanno dato prova di volontà di trasparenza, in certo senso hanno accelerato il manifestarsi del problema invitando le vittime a parlare anche quando si trattava di casi di molto tempo fa. Così facendo hanno affrontato le questioni “con il piede giusto”, perché il punto di partenza corretto è il riconoscimento di ciò che è avvenuto, e la preoccupazione per le vittime e le conseguenze degli atti compiuti contro di loro. Inoltre, hanno ripreso in considerazione le “Direttive” già esistenti o hanno previsto nuove indicazioni operative per mettere a fuoco anche la strategia di prevenzione, affinché sia fatto tutto il possibile perché in futuro simili gravissimi fatti non abbiano a ripetersi.
Questi fatti mobilitano la Chiesa ad elaborare le risposte appropriate e vanno inseriti in un contesto e in una problematica più ampia che riguarda la tutela dei bambini e dei giovani dagli abusi sessuali nella società. Certamente gli errori compiuti nelle istituzioni e da responsabili ecclesiali sono particolarmente riprovevoli, data la responsabilità educativa e morale della Chiesa. Ma tutte le persone obiettive ed informate sanno che la questione è molto più ampia, e il concentrare le accuse solo sulla Chiesa porta a falsare la prospettiva. Solo per fare un esempio, i dati recentemente forniti dalle autorità competenti in Austria dicono che in uno stesso periodo di tempo i casi accertati in istituzioni riconducibili alla Chiesa sono stati 17, mentre ve ne sono stati altri 510 in altri ambienti. E’ bene preoccuparsi anche di questi.
Giustamente in Germania vengono ora ipotizzate iniziative, promosse dal Ministero della famiglia, per convocare una “tavola rotonda” delle diverse realtà educative e sociali per affrontare la questione in una prospettiva complessiva e adeguata. La Chiesa è naturalmente pronta a partecipare e impegnarsi. Probabilmente la sua dolorosa esperienza può essere un contributo utile anche per altri. Il Cancelliere, Signora Merkel, ha giustamente dato atto alla Chiesa in Germania della serietà e della costruttività del suo impegno.
Per completare queste considerazioni, è bene ricordare ancora che la Chiesa vive inserita nella società civile e in essa assume le sue responsabilità, ma ha anche un suo ordinamento specifico distinto, quello “canonico”, che risponde alla sua natura spirituale e sacramentale, in cui quindi anche le procedure giudiziali e penali sono di natura diversa (ad esempio non prevedono pene pecuniarie o di privazione della libertà, ma impedimento di esercizio di ministero, privazione di diritti nel campo ecclesiastico, ecc.). Nell’ambito canonico il delitto di abuso sessuale di minori è sempre stato considerato uno dei più gravi fra tutti, e le norme canoniche lo hanno costantemente riaffermato, in particolare la Lettera “De delictis gravioribus” del 2001, talvolta inopportunamente citata come causa di una “cultura del silenzio”. Chi conosce e capisce di che cosa si tratta, sa che è stata un segnale determinante per richiamare l’episcopato sulla gravità del problema e un impulso concreto per l’elaborazione di direttive operative per affrontarlo.
In conclusione, se non si può negare la gravità del travaglio che la Chiesa sta attraversando, non bisogna rinunciare a fare tutto il possibile perché se ne ottengano alla fine anche risultati positivi, di migliore protezione dell’infanzia e della gioventù nella Chiesa e nella società, e di purificazione per la Chiesa stessa.
mar 9th, 2010 da 20:48
esimio sig. Roberto,
premesso che la chiesa ha deciso di non aiutare i preti pedofili americani dopo aver speso ben oltre 1.000 mld, e qui mi dolgo di aver dato per anni 8 per 1000 alla chiesa cattolica, stia tranquillo ho smesso, quindi soldi anche miei, ma il vaticano ha smesso perche’ in via indiretta ha finito i soldini e solo adesso chiede trasparenza e chiarezza. ma mi faccia il piacere. il fenomeno adesso ha risonanza, grazie, oltre i soldi che ha finito e spesi dal vaticano, all’informazione che corre alla velocità della luce, immagino in passato quanto è stato sotterrato e insabbiato.che abusi di un minore un malato… è insopportabile ma in una triste logica ma che sia la chiesa questo non è sopportabile e sostenibile e devo dire che ancora tra i prelati c’e’ RETICENZA che a mio modo di vedere è COMPLICITA’.
mar 12th, 2010 da 13:06
affidare un bambino a un prete è come affidare l’iniziativa legislativa agli avvocati di un corruttore…ho sbagliato esempio.
mar 17th, 2010 da 01:12
Generalizzare come fa Squarcialupi è un grosso errore e dimostrazione di mancanza di rispetto.Centinai di preti e suore sono impegnati nel sociale, con i poveri, con gli ultimi del mondo.I peccati della “carne” (i famosi laici invece sono tutti bravi Squarcialupi? Dalle cronache giudiziarie non sembrerebbe)purtroppo ci sono e la Chiesa fa bene a utilizzare attenzione e rigore.Io sono cresciuto in Parrocchia, fra preti, frati e suore, penso di essere più che normale, anzi rimpiango una Madre Superiora,anni ’60 i cui rimproveri erano delicati.Ci hanno fatto bene a noi oggi cinquantenni.
Mentre utilizziamo il nostro tempo a polemizzare Suor Ginetta di San Girolamo sfama i poveri a Siena con la mensa che ormai è diventata famosa.Aiutiamo Suor Ginetta ( come ha fatto il Direttore Bisi), esempio per tutti noi, contro la nostra pigrizia e la paura.Un pacco di pasta per Suor Ginetta dei poveri, potrebbe essere una proposta buona per tutti.
mar 17th, 2010 da 17:44
Che succede nella Chiesa? Succede una cosa molto semplice: inizia a squarciarsi il velo di omertà. E questa è cosa buona e giusta, seppur tardiva.
I fatti denunciati sono presumibilmente molti di meno di quelli accaduti. Questo perchè la vittima, assolutamente indifesa, in molti casi non viene creduta e, al massimo, finora il colpevole veniva trasferito in altra parrocchia.
Sicuramente non tutti i preti sono pedofili. Il problema è però che certi atteggiamenti, o tendenze, sono più diffusi nelle parrocchie più che in altri ambienti forse anche per il contatto stretto che hanno i sacerdoti con i bambini più piccoli.
mar 21st, 2010 da 19:14
L`avete sentito il Papa? Che decisione! Che voglia di fare pulizia!
I religiosi sospetti prima di tutto andrebbero denunciati e messi sotto processo. Poi, se colpevoli, allontanati definitivamente dalla Chiesa e, dopo la galera, mandati (finalmente) a cercarsi un lavoro vero. E invece lui parla di perdono, indulgenza, ecc. ecc.