Stefano Bisi

Il celibato dei preti

pretOKLe cause degli abusi operati dai sacerdoti? Vanno ricercate “sia nell’educazione dei preti, sia negli strascichi della rivoluzione sessuale fatta dalla generazione del 1968″. Un problema che riguarda “il tema del celibato, così come la formazione della persona”. Proprio sul celibato, anzi, ci vuole “un cambiamento di visione”. A sostenere questa tesi, poi rettificata in parte, è l’arcivescovo di Vienna, Christoph Schoenborn. Dopo le dichiarazioni del cardinale di Vienna Christoph Schoenborn secondo cui il celibato è tra le cause del fenomeno il vescovo di Ratisbona (diocesi dove sono stati denunciati abusi nel periodo in cui il fratello del Papa era direttore del coro), Gerhard Mueller, ha definito tale teoria «una stupidaggine» e ha affermato che non c’è motivo di modificare l’istituzione. Voi che cosa ne pensate?

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STEFANO BISI

9 Commenti per “Il celibato dei preti”

  1. Benedetto XVI ha
    difeso questa mattina l’istituzione del celibato nella Chiesa
    cattolica ricevendo in udienza i partecipanti al convegno teologico
    «Fedeltà di Cristo, fedeltà del sacerdote», promosso dalla
    Congregazione per il clero. «L’orizzonte dell’appartenenza ontologica
    a Dio costituisce – ha affermato li Pontefice – la giusta cornice per
    comprendere e riaffermare, anche ai nostri giorni, il valore del sacro
    celibato, che nella Chiesa latina è un carisma richiesto per l’Ordine
    sacro ed è tenuto in grandissima considerazione nelle Chiese
    Orientali».
    «Esso è – ha aggiunto – autentica profezia del Regno, segno
    della consacrazione con cuore indiviso al Signore e alle ’cose del
    Signorè, espressione del dono di sè a Dio e agli altri».
    «Quella del sacerdote è, pertanto, un’altissima vocazione – ha
    detto ancora il Papa – che rimane un grande mistero anche per quanti
    l’abbiamo ricevuta in dono. I nostri limiti e le nostre debolezze
    devono indurci a vivere e a custodire con profonda fede tale dono
    prezioso, con il quale Cristo ci ha configurati a sè, rendendoci
    partecipi della sua missione salvifica». «Infatti – ha detto ancora
    Ratzinger – la comprensione del sacerdozio ministeriale è legata alla
    fede e domanda, in modo sempre più forte, una radicale continuit
    tra la formazione seminaristica e quella permanente. La vita
    profetica, senza compromessi, con la quale serviremo Dio e il mondo,
    annunciando il Vangelo e celebrando i Sacramenti, favorirà l’avvento
    del Regno già presente e la crescita del Popolo di Dio nella fede»

  2. In Italia il clero è la personificazione dell’ipocrisia. Non frequento l’ambiente ma, per i pochi contatti avuti, direttamente o indirettamente, le storie che avvengono appaiono incredibili. E’ proprio di questa “incredibilità” che queste persone si fanno scudo. E personalmente provo un sentimento di rabbia ma anche un po’ di pena. Il desiderio nascosto, oppresso, prende strade diverse e imprevedibili. Se l’omosessualità può essere un ripiego quasi accettabile, i casi di pedofilia meriterebbero ben più considerazione da parte dele autorità ecclesiastiche. La cosa sorprendente è che l’obbligo di denuncia alle autorità civili appare ora come un passo in avanti e non come una cosa ovvia e che sarebbe stato giusto fare da sempre. Il problema è che se si va a vedere di preti con problemi di questo tipo ce ne sono fin troppi e di questi tempi con la crisi delle vocazioni che c’è……

  3. Il presidente della Conferenza
    episcopale tedesca, l’arcivescovo di Friburgo Robert Zollitsch,
    ha ammesso per la prima volta che la Chiesa cattolica tedesca ha
    nascosto «per anni» i casi di abusi sessuali commessi da
    religiosi nei confronti di minori. Zollitsch lo ha detto in
    un’intervista al settimanale Focus

  4. Voglio ringraziare i molti sacerdoti che vivono con serietà la loro missione dedicando tutta la loro vita al prossimo, che animano le nostre comunità, che educano i nostri ragazzi. Chi conosce la Chiesa e la frequenta sa che la base è sana e la pedofilia non è la regola ma un’orrenda eccezione che fa notizia, giustamente, in quanto mai così riprovevole se attribuita proprio a chi dovrebbe amministrare i sacramenti (e quindi fare da tramite con Dio). Detto questo ritengo che il celibato ai preti sia ormai una regola anacronistica e da correggere non tanto in relazione alla pedofilia ma alla scarsità di giovani preti. Assistiamo anzi a frequenti abbandoni di giovani sacerdoti preparati e benvoluti dalle comunità in quanto scelgono la vita di coppia. Può l’amore di coppia annullare l’amore per l’Assoluto ? La storia della Chiesa ha introdotto il celibato solo con il Concilio di Trento; è forse il momento di tornare alle origini.

  5. E’ una questione di ignoranza di molti (e furbizia di pochi).

    Il celibato obbligatorio è una pratica che non ha traccia nella Bibbia, nella sua interezza.
    Nel nuovo testamento non c’è traccia nei vangeli;
    Nelle lettere di Paolo, insegna che “meglio sposarsi che ardere”

    “Ma se non sanno vivere in continenza, si sposino; è meglio sposarsi che ardere”
    1 Cor. 7,9

    addirittura dà come caratteristiche eccellenti per un “anziano” (o presbitero o prete) la capacità di avere una famiglia virtuosa, dei figli ubbidienti ed una moglie.

    “Certa è questa parola: Se uno aspira all’ufficio di vescovo, desidera un’opera buona. Bisogna dunque che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola moglie, sobrio, assennato, costumato, ospitale, atto ad insegnare, non dedito al vino nè violento, ma sia mite, non litigioso, non amante del danaro, che governi bene la propria famiglia e tenga i figliuoli in sottomissione e in tutta riverenza (che se uno non sa governare la propria famiglia, come potrà aver cura della chiesa di Dio?), che non sia novizio, affinchè, divenuto gonfio d’orgoglio, non cada nella condanna del diavolo. Bisogna inoltre che abbia una buona testimonianza da quelli di fuori, affinchè non cada in vituperio e nel laccio del diavolo” (1 Tim. 3:1-7).

    -Sempre nella Bibbia, il sesso matrimoniale, non è MAI condannato (semmai quello extra coniugale o quello pre-matrimoniale, anche se non esplicitamente)

    La chicca è sapere che Paolo scrive nella ! lettera a Timoteo, capitolo 4 :

    4:1 Ma lo Spirito dice esplicitamente che nei tempi futuri alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demoni,4:2 sviati dall’ipocrisia di uomini bugiardi, segnati da un marchio nella propria coscienza.4:3 Essi vieteranno il matrimonio e ordineranno di astenersi da cibi che Dio ha creati perché quelli che credono e hanno ben conosciuto la verità ne usino con rendimento di grazie.4:4 Infatti tutto quel che Dio ha creato è buono; e nulla è da respingere, se usato con rendimento di grazie;4:5 perché è santificato dalla parola di Dio e dalla preghiera.

    Il celibato è solo volontario, e solo per coloro che hanno un dono particolare da parte di Dio (ergo non per tutti coloro che vogliono servirlo).
    E’ un consiglio per poter dedicare tutta la parte di vita che altrimenti bisognerebbe dedicare alla moglie/marito ed ai figli, quindi per essere più liberi.

    “Io vorrei vedervi senza preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, e si trova diviso!”
    1 Cor. 7,32

    “Vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca”.
    Mt. 19,12

    POI SE VOGLIAMO ANDARE CONTRO QUELLO CHE DIO CI DICE, SIAMO LIBERI DI FARLO, MA NON SENZA CONSEGUENZE.

    Ricordo che Gesù dice che chi fa male ai bambini, sarebbe meglio per lui che si legasse una macina al collo e si buttasse in mare.
    Cristo farà giustizia a quei poveri bambini, ma noi dobbiamo alzare la voce adesso, perchè questa chiesa cattolica non è, o non è più la vera Chiesa Cristiana.

    Gabriele C.

  6. La Chiesa non ha bisogno di nuovi apostoli laici né di in nuovi inquisitori che invitino ad alzare la voce.
    Gli episodi di effettiva pedofilia ecclesiastica, che senza dubbio si sono verificati, sono stati in realtà in numero assai inferiore rispetto a quanto percepito tramite l’enfatizzazione strumentale operata dai mezzi di informazione anticattolici.
    Dal punto di vista puramente statistico sono confrontabili con analoghi esecrabili episodi di carattere sessuale attribuibili al rabbinato, al clero islamico, ai monaci buddisti ed a quanto è avvenuto nell’ambito dell’ufficio pastorale del clero protestante (per quanto questi siano ecclesiastici sposati), senza parlare di episodi verificatisi anche nelle progressiste scuole a gestione laica o comunque nell’ambito di istituzioni o comunità giovanili.
    Infatti si tratta di un peccato (o piuttosto di un reato) purtroppo diffuso in ogni parte del mondo e non si tratta certo di un fenomeno data recente e comunque non riconducibile in modo diretto al celibato sacerdotale. Verrebbe da dire che tutto il mondo è paese, come anche che niente è di nuovo sotto il sole.
    Se un tempo, riferendoci all’antichità classica, non veniva usato il termine di pedofili, per quanto riguarda agli “efebo fili” basti pensare agli esempi riconducibili a famosi personaggi storici quali Alessandro Magno e Giulio Cesare ed essi non erano certamente un eccezione di depravazione sessuale nella società del tempo.
    Per quanto riguarda lo specifico problema all’interno della Chiesa, non si tratta comunque di un peccato costituito da un fenomeno recente, ma tale peccato rientrava nella competenza della cosiddetta Santa Inquisizione, tanto per dimostrare la secolare inflessibilità della Chiesa nei confronti del clero in tema di crimini sessuali, omosessuali o pedofili .
    Se in tempi recenti ed in particolare nel periodo attuale torna alla ribalta la questione della pedofilia, ciò è finalizzato ad attaccare non solo la Chiesa in genere , ma la stessa autorità morale del Pontefice che si vorrebbe coinvolgere in una campagna volta alla denigrazione basata su una presunta responsabilità quantomeno indiretta e , se vogliamo, in un atteggiamento di connivenza.
    La realtà è in buona misura diversa, dal momento che Ratzinger, sia nella sua funzione svolta da cardinale come prefetto per la congregazione della fede, come anche da pontefice, non ha mai tollerato in alcun modo i reati del clero, quali che fossero ed ha sempre agito in conformità con le norme del diritto canonico.
    Se vi sono state difformità di atteggiamento in paesi diversi, dalla dissimulazione dei casi, alla eccessiva tolleranza volta a non compromettere l’immagine del clero, non può essere acriticamente addossata al Papa l’asserita connivenza, dal momento che in nessun caso è stato tollerato in alcuna misura ogni episodio giunto a conoscenza degli organi competenti della Santa Sede.

    Benedetto Bargagli Stoffi, Frankenthal

  7. caro Stoffi, il problema non è solo dei casi di Pedofilia effettiva. Quello che emerge è che praticamente il 90% del clero sapeva e ha insabbiato tutto.
    In pratica chi sapeva ha nascosto, seguendo precise direttive della chiesa.
    E’ vero, Ratzinger non tollera, ma copre. Ancora peggio…

  8. concordo pienamente con lei Bargagli stoffi. credo anch’io che una certa crimonia nei confronti della chiesa abbia dettato lel recenti critiche sulla pedofilia. non mi può negare,però, una certa omertà da parte dei vertici della chiesa riguardo ai peccati per meglio dire reati, sessuali. c’è sempre stata e se oggi il papa è dovutointervenire, questo conferma che in passato questa omertà esisteva e forse, esiste tutt’oggi. fisiologicamente è capibile, è un po’ una banca che licenzia il suo dipendente che ha rubato piuttosto che denunciarlo, ma qui si sta paralndo di religione, di valori morali assoluti e questo non sarebbe dovuto succedere e non dovrebbe succedere. qualche settimana fa vidi alal tv un servizio nel quale un ragazzo che era in difficoltà economiche, era andato a chiedere aiuto a quello che pensava la guida spirituale, cioè un frate. questo non fece di meglio che cominciare a palpeggiarlo, facendogli capire che none ra peccato e che poteva aiutarlo. venuto allo scoperto, qualche giorno la troupe tornò nel convento e scoprì che il frate in questione ra stato trasferito. tra l’altro vennero fuori altre testimonianze che facevano capire che il frate fosse recidivo. mi domando? trasferito? non era meglio denunciarlo?

  9. Ragazzi forse la questione non è chiara.

    TUTTI i preti che sapevano di altri preti pedofili hanno coperto la cosa! La massima punizione che i pedofili “attivi” hanno avuto è stato lo spostamento da una diocesi all’altra!

    Nessun prete a conoscenza di atti pedofilia si è recato dalle forse dell’ordine per denunciare. NESSUNO!

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