Stefano Bisi

Violenze a Siena

violenzaDue fatti da segnalare e su cui riflettere. Una donna straniera di 46 anni, da poco arrivata  a Siena, il 9 marzo verso mezzogiorno è stata caricata in auto da due balordi vicino Porta Romana e violentata. Le indagini sono state avviate e un apporto significativo potrebbe venire dalle telecamere del telepass.
Il secondo fatto è avvenuto in Piazza del Campo verso le 22,30 di lunedì scorso: un giovane ubriaco ha inseguito la fidanzata che si è nascosta in un bar. L’ha picchiata. Ha colpito anche il proprietario del bar che cercava di difenderla.

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STEFANO BISI

38 Commenti per “Violenze a Siena”

  1. L’Italia è in veloce declino, economico, sociale e culturale. La colpa non è degli immigrati nè di tutti gli altri capri espiatori che ci piace tanto additare. La colpa è della classe politica, da estrema destra a estrema sinistra con rarissime eccezioni, che per detenere il potere ha portato a questo *inselvatichimento* degli italiani.
    Ci sono città in cui se ti aggrediscono sotto casa, i vicino chiudono le persiane per non sentire. Ci sono persone che si voltano dall’altra parte perchè “non sono affari miei”. Ci sono delinquenti e ladri che neanche vedono le sbarre di una cella. Chi spaccia viene arrestato e poi, a causa di leggi che proteggono i criminali, viene subito rilasciato. Le vittime sono gli onesti, vittoriosi i delinquenti: cosa ci possiamo aspettare da un Paese così ?

    Possiamo discuterne quanto e come vogliamo. Penso che non vi siano altre scappatoie che cercare di arginare l’estremo degrado sociale che ormai affligge tutto il paese, Siena compresa, passando per una *bella pulizia* dell’agone politico.

    Michele

  2. Michele, io sinceramente non so’ che dire. Fatico molto a riconoscere questa cittadina.

    I recenti casi di cronaca nera mi lasciano davvero perplesso e stupito. Sinceramente non so’ se la colpa sia della classe politica in generale se non proprio della societa’, e la società e composta da tutti, vicini di casa, gente che non denuncia, politici, operai, impiegati, poliziotti giudici e tutto il resto.

    Il declino dell’Italia è innegabile e passa sopratutto per la perdita dei valori individuali e collettivi, oltre che per una contrazione dell’economia, della demografia e del senso civico.

    Comprendo di sembrare qualunquista e scontato. Se si dice che la colpa è di tutti sottointendo che la colpa non sia di nessuno. Mi sento come quelle persone che non accusano il malvivente che fa la scelta del crimine ma danno la colpa alle cause che lo hanno portato a fare quella scelta.

    Anni fa c’era chi parlava della “linea della palma” che saliva verso nord per indicare uno spostamento di una certa interpretazione della società. Oggi c’è chi parla di crisi demografica, di paese invecchiato e senza stimoli, chi di videocrazia, chi di abbandono del territorio agli stranieri, chi di disagio sociale.

    Tu aggiungi a questa analisi l’accusa verso una classe politica che ha perso lo spirito di servizio per la comunità. Ma se anche questo fosse un effetto del declino del paese e non la causa?

  3. Sono ormai decenni che si vedono arrivare in Italia poveracci di ogni tipo. Inizialmente i famosi ‘vu cumprà’, generalmente magrebini, qualcuno certamente discendente dei goumiers marocchini che nel 1944 hanno saccheggiato, violentato, stuprato le popolazioni, dalla Ciociaria fino alla Toscana, seminando sgomento e sifilide.
    All’inizio pochi disgraziati, per lo più rispettosi e timorosi, arrivati da noi alla spicciolata. Poi il flusso è stato gestito da organizzazioni malavitose e sono cominciati gli sbarchi di massa attraverso il mare e l’ingresso di clandestini da est, attraverso i non-confini della Venezia Giulia.
    Contemporaneamente alla tragica fine di Ceausescu, si sono aperte le carceri rumene e i detenuti che hanno preso il largo, hanno ben presto fatto i loro calcoli per espatriare nel paese in cui la galera è un optional e la detenzione è comunque meno severa e più breve che altrove.
    Questo è solo il primo problema. Il successivo è la constatazione che l’afflusso di stranieri è composto in gran parte da uomini e molto meno da donne, alcune giovani ‘vu scupà’, ma in maggioranza anziane badanti.
    Una semplice statistica potrebbe dimostrare la stragrande maggioranza dell’immigrazione maschile. E tutti questi maschietti immigrati, come peraltro molti altri nostrani, hanno la più o meno necessità di aprire la cerniera dei pantaloni non solamente per fare la pipì.
    E qui occorre fare un doloroso passo indietro nel tempo: al 20 settembre 1978.
    Sulla spinta di una delle molteplici utopie socialisteggianti, nel 108esimo anniversario dell’apertura della breccia di Porta Pia, sulla brillante iniziativa della senatrice socialista Lina Merlin, furono chiuse le case di tolleranza e da lì, cominciò il gran ‘casino’ delle puttane per le strade, come chiunque ha potuto constatare e tutt’oggi può osservare. Traducendo dal dialetto veneto, “la toppa fu peggio del buco”.
    Ma torniamo ad oggi e alle tante cerniere dei pantaloni che si aggirano per le nostre strade.
    C’è forse da meravigliarsi se questi maschietti venuti da fuori, che non hanno fatto alcun voto né di celibato, né di castità. ad un certo momento sentano l’esigenza di dare sfogo all’istinto primordiale che li spinge verso la femmina?
    Ci saranno pure, tra le casalinghe nostrane, quelle che apprezzano le prestazioni di qualcuno di questi ospiti, tanto per dimostrare con i fatti la possibilità dell’integrazione; qualcuno di questi probabilmente, allettato dai discorsi sull’integrazione, non ha trovato adeguata accoglienza, per cui avrà deciso di passare all’azione personale o di gruppo.
    D’altra parte anche gli antichi romani, – come ci raccontano Livio e Plutarco, – furono costretti dalle circostanze a prendere un’iniziativa più o meno simile nei confronti delle donne sabine.
    Dunque si tratta di una vicenda tutto sommato fisiologica ed insopprimibile, anche se non tutte le donne “prescelte” gradiscono queste … attenzioni e non ‘favoriscono’ l’auspicata integrazione.

    Benedetto Bargagli Stoffi, Pisa

  4. “Contrordine, compagni !”: questo sarebbe apparso immediatamente in una delle famose vignette del ‘Candido’ di Giovannino Guareschi.

    E la didascalìa sarebbe stata, più o meno, la seguente: “la frase pubblicata da l’Unità ‘… un doloroso passo indietro nel tempo: al 20 settembre 1978. 
Sulla spinta di una delle molteplici utopie socialisteggianti, nel 108esimo anniversario dell’apertura della breccia di Porta Pia …’, è sbagliata.

    Nel caso presente, l’errore è mio e la frase va corretta così: “… un doloroso passo indietro nel tempo: al 20 settembre 1958.
 Sulla spinta di una delle molteplici utopie socialisteggianti, nell’88esimo anniversario dell’apertura della breccia di Porta Pia …”.

    Non era certo mia intenzione fare uno sconto di vent’anni alla sciagurata inizativa socialista della senatrice Merlin. Mea culpa …

    Benedetto Bargagli Stoffi, Pisa

  5. ma Sig. Stoffi chi le ha detto che gli autori di quella bestialità di cui si parla siano stranieri???

  6. Rilegga con attenzione questo leonardo buonista a modo suo: “tutti questi maschietti immigrati, come peraltro molti altri nostrani”.

    L’afflusso di immigrati, in prevalenza di sesso maschile, potrebbe far pensare agli indici rilevati su basi statistiche, analoghe a quelle delle percentuali dei detenuti nelle nostre patrie galere.

    Io punto sulle statistiche e sul calcolo delle probabilità. Staremo a vedere se i “balordi” sono nostrani o stranieri. La cerniera ce l’hanno comunque. Per la vittima della violenza, immagino che la nazionalità faccia davvero poca differenza.

    Hasta la vista!

    Benedetto Bargagli Stoffi, Pisa

  7. Non posso che cogliere l’occasione e approfittare di quanto scritto da Benedetto Bargagli. A mio avviso, quella sciagurata legge passata con il nome della senatrice Merlin, la peggio… ma non ci sono epiteti adeguati per definirla ulteriormente.

    Lo scopo ipocritamente moralistico gabellato fu quello di “liberare le signorine” dal mestiere che esercitavano nelle “case chiuse”, insieme con la volontà falsamente moralizzatrice di far cessare la funzione istituzionale di “magnaccia” allo Stato.

    Niente di più falso. Infatti, le “signorine” avevano la piena libertà di scegliere o meno di esercitare quel mestiere senza alcuna speciale autorizzazione, ma sottostando alle leggi di allora, mentre oggi hanno la stessa libertà di farlo, ma con il vincolo di uno o più “protettori” che lucrano, e non solo, sulla loro attività.

    Le tasse sugli introiti di quelle istituzioni,venivano versate dai tenutari di quelle case allo Stato il quale, tra l’altro, garantiva un idoneo controllo sanitario.

    Illustrare il funzionamento della prostituzione regolamentata sarebbe troppo lungo, anche se magari opportuno, ma qualsiasi apologia o denigrazione rischierebbero di portare fuori dai binari di questo blog.

    Resta comunque il fatto che a insistere più di tutti, furono i partiti di sinistra, come se i loro iscritti non fossero, per importanza e per ‘esigenze’, eguali a quelli di altri schieramenti politici; … religiosi non esclusi.

    Nessun referendum popolare fu indetto, dal momento che governo e parlamento erano consapevoli dell’impopolarità della misura da emanare, che colpiva tutti coloro( maggiormente il ceto popolare) che si vedevano privati di tali licenze fisiologiche, senza escludere le stesse signorine che su quel mestiere bene o male campavano ,in completa sicurezza provvedendo, quando le avevano, anche alle loro famiglie.

    Ragione per cui, da quello sciagurato 20 settembre 1958, io – e come me moltissimi altri italiani, – fummo privati di una libertà non democraticamente perchè non consultati e dunque, a buona ragione, ci ritenemmo … “perseguitati politici”.

  8. Stoffi lo sa e basta. Lui detiene la verità assoluta.

    Poi magari se si scopre che sono nativi della zona si dirà “e si ma è colpa della società” oppure “è colpa di internet”…un altro classico.

    O meglio ancora “è colpa della xxxx” dove al posto di xxxx a scelta ci puoi mettere droga o alcool.

    Dimenticavo, c’è anche la possibilità di incolpare la playstation 3, oppure il nintendo Wii.

  9. Sig. Bargagli Stoffi, i suoi commenti, ricchi di cultura, di citazioni, di nomi di fatti e di citazioni, esprimono veramente una cultura non comune,però prima di fare sfoggio di tale cultura sarebbe il caso di leggere meglio gli articoli che si vanno a commentare, perchè poi “L’Unità” sarà costretta a fare un secondo contrordine al suo intervento dal momento che UNA DELLE VITTIME DEI FATTI DI CUI SI PARLA è PROPRIO UN’IMMIGRATA!!.

  10. Hasta la vista a chi ???
    Sig. Stoffi, i suoi due interventi sono, almeno per me, viziati da un pregiudizio: il razzismo. Provi a confutarlo, ma prima però rilegga con ponderazione quanto da lei asserito.
    il suo puntuale sfoggio di pseudo-cultura con cui crede di poter nobilitare queste teorie aberranti è davvero stucchevole.
    La pensiamo diversamente e, alla faccia del buonismo imperante, le confesso di non stimarla.

  11. ciabattini, ciabattini… sta’ a vede’ che anche questa volta, così come per la chiusura dei casini (lei ha parlato della sinistra, ma a quei tempi, cioè gli anni 50, governava la DC e senza il suo placet uan legge non passava di certo) è colpa dei comunisti…gnamo…basta, ma lei li sogna la notte

  12. Credo che negli interventi sopra non sia stato centrato il problema, che non è quello degli extracomunitari bensì della violenza sulle donne. Anche in questo caso, come nella maggior parte dei casi che da sempre bengono registrati di violenze carnali, dopo i primi articoli pieni di “indagini in corso”, “responsabili da assicurare alla giustizia” ecc ecc, si mette in dubbio quanto dichiarato dalla donna. Ed ecco che spuntano i “forse li conosceva”, “forse era un amante respinto”, “forse era troppo provocante”, “forse aveva bevuto” e, soprattutto si insinua il dubbio “mi sa tanto che era consenziente”. Di sicuro cìè una cosa che non si fa e che invece la gente vorrebbe: beccare i responsabili e chiedere a loro il perchè. Mi sembra che negli ultimi mesi a Siena siano accaduti diversi (non dico molti altrimenti ricomincia la solfa dei reati in diminuzione e di Siena città vivibile) reati gravi: due stupri, un delitto, anche solo questi non mi sembra che siano poca cosa, ma di nessuno di questi è stato rintracciato il colpevole. S’è cercato invece di rigirare la frittata e colpevolizzare le vittime. Alla gente poco importa se i colpevoli sono biondi o bruni, alti o bassi, italiani o stranieri. Importa che siano arrestati, e possibilmente sia buttata via la chiave.

  13. Chissà perchè, appena uno dice o scrive “di sinistra”, qualcuno pensa subito si debba trattare di comunisti. Questo vuol dire veramente aver la coda di paglia ! O sbaglio ?
    In quanto a sognarli di notte, oggi è veramente più facile che vederli di giorno. Antonio e Ciabattini scusate se mi sono introdotta nel vostro dissertare su di un argomento sempre attuale.

  14. Questo Stoffi, che per claudio sarei io, non detiene alcuna verità, ma pretende almeno la libertà di esprimere la propria opinione per quanto, come afferma Platone, non abbia la competenza propria della verità. Quanto al ricorrere ad un futuro “si dirà”, sarebbe meglio aspettare che le cose si siano verificate e non giudicate in anticipo.
    Nonostante l’asserito “sfoggio di cultura”, di nintendo … non m’intendo; anche se a Frankfurt – guarda caso – mio figlio lavora proprio a Nintendo Europe Gmbh e dunque, almeno questo Stoffi, “lo sa lui”.

    A proposito di “… quella bestialità di cui si parla”, (ne parla leonardo), intanto da “l’Unità” di marco Burroni è già arrivato il solito contrordine, in quanto “la” bestialità, per la cronaca, sono due: una donna sudamericana di 46 anni aggredita in pieno giorno a porta Romana ed una giovane studentessa stuprata in un portone di via del Comune a tarda notte. Se la sudamericana fosse o meno immigrata lo dice Burroni che la conosce, io no; ma di certo lei conosce il significato del saluto “hasta la vista”.

    Ed a proposito di opinioni e del pregiudizio di razzismo che mi viene attribuito, la confutazione consiste nel fatto che io abbia convissuto per quasi due anni in casa di una studentessa camerunense non di color cioccolato, ma liquirizia. Che l’abbia aiutata a conseguire la laurea a Pisa, che le abbia procurato un lavoro all’università del Kentucky ed un’abitazione a Lexington.
    Il fatto che tra noi ci fosse una differenza d’età di 30 anni ha talvolta provocato commenti poco simpatici da chi mi conosce e di tanto in tanto suscita ostilità razzista nei confronti della coppia bianco/nera in vari posti del Kentucky, Virginia, Illinois, West Virginia, North Carolina dove ci rechiamo.

    Ma per venire al mio criticato intervento, per chiunque oltre saper leggere, sia capace di interpretare, l’oggetto effettivo verteva non solo sulla “necessità”, ma sulla “esigenza sociale” di affrontare un particolare aspetto, – quello sessuale, per intenderci, – della complessiva situazione di effettivo disagio che sta a monte di parecchi casi di violenza sulle donne.
    E questo disagio riguarda in varia misura, – come non ho mancato di specificare, – “… maschietti immigrati, come peraltro molti altri nostrani”. Poi vengono le statistiche che classificano i vari episodi.

    Dunque l’attenzione dei lettori più avveduti avrebbe dovuto cogliere questo aspetto che se non è propriamente una “apologia dei casini” – considerazione sociologica che lascio al più esperto Pietro Ciabattini – e prendo atto che ci sono coloro che alla vista di un dito che indica una direzione, sono capaci di vedere solo il dito e non guardano nella direzione indicata.

    Per terminare con la “pseudo-cultura”, non pretendo alcuna stima da chicchessia e la mia posizione può coincidere con l’indifferenza del frate medievale Jacopone da Todi, il quale scriveva al Papa “fama mia t’arraccomanno, au somier che va ragghianno”-

    Benedetto Bargagli Stoffi, Pisa

  15. Sig. Bargagli Stoffi, il suo razzismo è vergognoso. Le consiglio la lettura di un libro “Immigrazioni e reati in Italia” di Fabio Berti. Almeno tra i tanti libri di cui far sfoggio di aver letto ce ne sarà uno che racconta la verità.

  16. Ancora due ubriachi in Pantaneto a far danni! Che il Consiglio COmunale, sindaco e assessori si sveglino!!!!!!!!!!!!!!!!

  17. A sentire quel che mi manda a dire questa Selene, sembrerebbe che quel libro “immigrazione e reati …” che mi consiglia di leggere, mi coinvolga in qualche atteggiamento di vergognoso razzismo e che sia l’unico libro che, – dopo il Vangelo, – racconta la verità.

    Posso, al contrario, rassicurare la gentile signora che nel corso degli anni ho aiutato e mantenuto, materialmente e moralmente, diverse persone di vari colori, nazionalità, età, sesso (perfino … meridionali!); e da queste persone, con cui ho spezzato il pane, ho ricevuto e ricevo lettere di ringraziamento e gratitudine e, per loro, il mio razzismo non “è vergognoso”.

    La sensibile signora dovrebbe piuttosto raccontarci cosa abbia materialmente fatto lei di concreto, oltre che a leggere Fabio Berti, per sostenere la indigenza dell’immigrazione. Perché, “cum parole – insegna Machiavelli – non si mantengono li stati” e, tantomeno, cara la mia signora, gli immigrati.

    Benedetto Bargagli Stoffi, Pisa

  18. Stoffi, i tuoi commenti sembrano pagine di wikiquote. Tutte citazioni… Machiavelli, Platone…

    Ma fammi capire perchè devi sempre tirar fuori la storia della libertà di opinione…?? Qualcuno ti ha detto di non scrivere?

    Non posso che essere d’accordo con Selene. I tuoi post trasudano razzismo. Puoi confutare quanto vuoi, dicendo che hai vissuto con camerunensi, eschimesi, iracheni ecc ecc… ma è così!

  19. Lei ,signor Bargagli Stoffi si pone in una posizione di superiorità rispetto agli immigrati, dicendo che li aiuta ecc.. Perchè pensa agli immigrati come persone da aiutare? Ce ne sono di perfettamente integrati che piuttosto potrebbero aiutare gli altri e lei.
    Per quanto riguarda quelli da aiutare invece trovo di cattivissimo gusto vantarsi di quello che si è fatto di buono , quindi non si preoccupi di quello che faccio io perchè certo non lo ostenterei in un blog .Ma stia sicuro che a differenza di qualcun’altro non mi limito a leggere i libri.

  20. Sig. Bargagli, la prego di non prenderla come una polemica personale o come un’offesa, ma i suoi interventi sembrano sempre dei lunghi preamboli che girano, girano, girano e non arrivano mai al dunque, il suo modo di argomentare è talmente involuto che non solo lei, volendo indicare la luna, non riesce a mostrarcela, ma spesso non si riesce a vedere nemmeno il dito tanto la sua prosa è pleonastica e ridondante, ovvio che poi la gente equivoca le sue posizioni. Per concludere un consiglio: perchè non apre un suo blog ? Lei ha evidentemente molte cose da dire, in uno spazio suo avrà modo di argomentarle in maniera più appropriata che in qualche commento ( spesso a sproposito…) su un blog altrui.

    …e “hasta la vista” anche a lei.

  21. Appare logico ed evidente che chi non c’era o non ricorda, è il meno adatto a tirar giudizi sui fatti.
    La Merlin era una senatrice socialista e nonostante ciò la sua legge fu, seppur con molti distinguo, votata da tutti i gruppi parlamentari con esclusione di missini e monarchici.
    Chi non conosce i fatti, vada dunque a leggersi i giornali di allora e così potrà rendersi conto come i “sinistri” in genere (comunisti, socialisti di varie sfumature, azionisti, repubblicani, e in particolare per duplice motivo, le associazioni femminili) fossero capaci di stracciarsi le vesti e piangere sulla condizione di schiavitù in cui sarebbero state segregate e sfruttate dallo Stato quelle “povere disgraziate“ le quali, altro, non chiedevano se non di essere lasciate in pace per poter continuare a lavorare tranquille e in sicurezza dovendo mantenere se stesse e, il più delle volte, i figli collocati in collegi o presso parenti..
    Nessuna consultazione popolare, manifestazioni spontanee, scioperi generali o, come su usa oggi, “presidi” e fiaccolate. Tutti zitti !
    Chi ci rimise furono i maschi del ceto popolare, studenti, militari e minorati fisici(di cui nessuno si ricordò) con pochi soldi in tasca e quindi costretti a rinunziare alle “manicure” o alle “massaggiatrici” cautamente pubblicizzate negli avvisi economici dei giornali del tempo.
    Quindi per quei maschietti iniziarono squallidi e frettolosi incontri notturni dietro i distributori di benzina posti lungo i viali di circonvallazione.
    Di contro aumentarono : il lavoro dei dermatologi, le vendite nelle farmacie, le rapine e di conseguenza anche gli stupri.

    *- Le associazioni femminili si schierano ufficialmente a favore della chiusura delle “case chiuse”,per obbedienza al partito/i e perchè desideravano far cessare ai propri uomini scappatelle mal sopportate.

  22. La solita ineffabile Selene, trincerandosi nel blog dietro l’evangelico “non far sapere alla sinistra ciò che fa la tua destra”, non contenta di aver lanciato a bischero sciolto gratuite accuse di ‘vergognoso razzismo’, prosegue imperterrita nel suo ‘prefazio’ alla Jacopone da Todi, (o più propriamente alla Bonifazio VIII), per cui vorrebbe gabellare una mia ipotetica “posizione di superiorità rispetto agli immigrati”.

    Per rassicurarla anche su questo, voglia prendere nota la nostra evangelica Selene che le opere di misericordia sono dirette ai miseri e non ai crapuloni. E anche se ho aiutato o meno immigrati, l’ho fatto nei confronti di coloro che a mio giudizio ne avevano bisogno, mentre altri, che mi hanno rubato in casa, non li ho trattati allo stesso modo.

    Ammetto di non essere uno stinco di santo per cui talvolta, oltre a vestire evangelicamente gli ignudi, ho spogliato – quando è capitato – donne vestite (belle e consenzienti) e con l’aiuto di un becchino, ho seppellito morti e non i vivi.

    Ho incontrato, tra i tanti, negri africani o afroamericani che giravano in Mercedes o in Cadillac con targa CD e questi signori non mi hanno destato affatto alcun moto di generosità. Dunque di che stiamo, o meglio, questa Selene che piuttosto che stare a Siena sembra stare sulla luna, di che sta parlando?

    D’altra parte forse i senesi non stanno più a Siena e la città del palio si è riempita di campagnoli immigrati. Infatti un senese ‘doc’, in un suo libro, ha inteso “ … di proposito, fin dall’inizio, operare una netta distinzione tra la Città e la Provincia e quindi tra cittadini senesi e immigrati, anche dai comuni limitrofi, riportandomi il più possibile al modo di pensare dell’epoca che, senza giungere al 1938, poteva già chiamarsi ‘razzista’ …”. (P. Ciabattini: “Siena tra la Scure e la Falce e Martello”, ed. I Mori, Sovicille 1991, pag.16). E tutti zitti: nessuno lo ha mai smentito.

    Dunque, quanto a razzismo, “unicuique suum”.

    Benedetto Bargagli Stoffi, Pisa

  23. Stoffi, non riesco a leggerti.
    Siena si è riempita di “campagnoli immigrati”??? Ho incontrati “negri” africani??
    negri?? campagnoli??
    Ma ti rendi conto?

    Siamo tutti uomini, cittadini del mondo. Sei fuori luogo e anacronistico. Sei umanamente arretrato, senza offesa.

    Se davvero lo hai fatto, non hai aiutato negri, hai aiutato uomini!

  24. PER BARGAGLI STOFFI

    …scrive NEGRI, è un errore di stampa oppure altro?

  25. no no…scrive proprio negri!

    A quelli come Stoffi mi piace dire “Darwin, pensaci tu!”.

  26. non per prendere le difese del signor Stoffi, ma volendo parlare in un italiano corretto il termine negri non è offensivo poichè definisce persone di razza negroide, dire neri è errato. poi che abbia purtroppo preso connotazione negativa è un altro paio di maniche, ma conoscendo il modo di esprimersi sempre molto corretto educato ed erudito del signor Stoffi credo che non volesse essere offensivo. Facciamola finita una volta per tutte con questi termini politicamente corretti, si dice negri cosi come bianchi gialli rossi oppure verdi, tanto sempre uomini siamo!

  27. Non si capisce perché quel tal claudio se la debba prendere con l’opinione in genere. Dovrebbe intanto chiarirsi un po’ le idee, e magari cambiare opinione, leggendosi il saggio di Walter Lippmann “L’opinione pubblica” con 
prefazione del compagno Nicola Tranfaglia, Donzelli ed. Roma, piuttosto che farsi una solida cultura su wikiquote.

    Intanto diamogli – gratis – anche questa citazione di Lippmann su cui meditare in tema di opinione: “In qualsiasi società che non sia talmente assorbita nei suoi interessi, né tanto piccola che tutti siano in grado di sapere tutto ciò che vi accada, le idee si riferiscono a fatti che sono al di fuori dal campo visuale dell’individuo e che per lo più sono difficili da comprendere”, per cui, “ciò che l’individuo fa, si fonda non su una conoscenza diretta e certa, ma piuttosto su immagini che egli si forma, o gli vengono date”.

    Questa citazione, per quanto involuta e difficile da comprendere, la dovrebbe capire anche marco burroni, il quale non mi offende per niente, (figuriamoci …); ma per quanto riguarda i suoi paternalistici e accorati consigli letterari, non ne sento il bisogno e se li può anche tenere.

    Tanto più che il “blog altrui”, che mi invita democraticamente ad abbandonare, ritengo che non sia esclusivamente suo; ed inoltre consideri, da intollerante quale si dimostra, che non anelo al suo apprezzamento e che, se preferisce la concisione dei “pizzini”, non è affatto obbligato a sorbirsi alcuna “prosa pleonastica e ridondante”; e, per quel che mi riguarda, potrebbe anche scegliere di essere lui a cambiare il blog, o – in alternativa e se gli sembra una buona idea, – di buttarsi in un burrone. (Nessun riferimento, involuto o meno, alla traduzione italiana del vocabolo spagnolo “burro”).

    Saludos, amigos.

    Benedetto Bargagli Stoffi, Pisa

  28. …come sempre sono d’accordo con il sig. Bargagli e l’intramontabile Ciabattini.
    Bisognerebbe imparare molto di più da persone come loro che tutto sono forchè razzisti.
    cordialità

    Maurizio

  29. Questo blog non è una vetrina per dar sfoggio della propria erudizione. Qui si dovrebbero affrontare, stando il più possibile in tema, le questioni poste dagli interventi del Bisi. O no?

  30. Questo leo vorrebbe arrogarsi il diritto di dettare regole degne dell’inquisizione e dell’ideologia nazista.

    Per fortuna siamo in un regime che ancora permette qualche libertà anche ad un qualunquista quale io dichiaro di essere.

    A moderare o censurare gli interventi, graditi o sgraditi che siano, ci pensa un “moderatore” a cui è attribuita quella insindacabile facoltà: queste, e non altre, sono le regole di qualsiasi blog.

    Chi non le accetta, o chi non ha niente da fare, è bene che lo vada a fare da un’altra parte.

    Benedetto Bargagli Stoffi, Pisa

  31. Cari amici,
    fino a qualche anno fa, la mia bighellonaggine mi faceva essere uno dei ragazzi delle notti senesi. Negli anni novanta facevo le 2 minimo tutte le sere. Giravo per i locali con gli altri studenti, in piazza, nei vicoli. Poi mi sono laureato, quindi dalle due sono passato alle una, ma il venerdì e il sabato facevo comunque le tre. Questo fino al 2003. Poi dal 3 al 6 solo il venerdì e il sabato sera uscivo. Sempre per siena, sempre per locali. Non esco più, non giro più per siena: adesso ci sto male. Il malessere è percepibile dopo la mezzanotte/una. Ho visto risse, moltissime le più fra senesi. Ho visto un ragazzo trascinare la sua ragazza per i capelli ed essere fermato da altri. Il ragazzo senese, la ragazza studentessa fuorisede. Un energumeno contradaiolo fermò il ragazzo dicendo: se sei così incazzato qualcosa ti ha fatto e la devi punire. Ma non qui davanti a tutti. Se la vuoi picchiare fallo dove non ti vede nessuno, perchè se lo fai davanti a me io sono costretto a picchiare te. Poi te la vedrai con lei….
    Ho visto rivoli di piscio nei vicoli. Tutti pisciano, i più sono senesi. Sono cresciuto per il corso, le finestre della mia camera da letto sul corso. Ho sempre dormito bene, tranne il venerdì sera e il sabato sera e nei giorni del palio. Ma questo era normale, era il bello di abitare li. Nel 1996 iniziò il tormento, che culminò nel 97/98: dovemmo mettere le finestre quelle dei grattacieli americani. Il rumore, le urla, il piscio, le cazzottate: tutti i giorni, non solo il fine….
    Il sabato sera dopo mezzanotte c’è sempre qualche ragazzina minorenne senese, bellina, vestita bene, che vomita nei vicoli dopo la cena sorretta dalle amiche e si sente male. Spesso viene chiamata l’ambulanza. Nei giorni del palio dopo le 2 la piazza è invivibile: quando vanno a letto i più, si percepisce un’aria di violenza strisciante, non siamo tranquilli. Si sente, anche se niente o poco succede, l’aria è brutta. Io da qualche anno non vado più “in su”, resto in contrada. Mi piaceva andare un po’ in su, si parlava con gli altri contradaioli. Ora mi rammarico e basta. Mi incazzo. Mi fa schifo. Ho fatto per anni le feriae matricolarum, quindi non sono antisbornie, antivino, anticasino, antidivertimento, antiesagerazioni giovanili. Ci mancherebbe altro! Ma è diverso adesso: ora si percepisce malessere profondo e tanta, tanta violenza. Due o tre anni fa, andai a vedere l’operetta il venerdì con molti miei coetanei ex goliardi. All’uscita, allegri, vedemmo una scena raccapricciante: un ragazzo di siena delle superiori cazzottava in faccia la sua ragazza di siena delle superiori perchè era andata a vedere l’operetta e lui non voleva. L’aspettò fuori e le fece uscire il sangue. Non sono più andato nemmeno all’operetta. Insomma, prima di parlare a vanvera passate alcuni fine settimana a fare tardi la sera a giro per siena e ditemi poi come è e come vi sentite. Siena sta male. Poi si possono fare tanti discorsi sugli immigrati, sul vino, sulla droga, ecc… Ma prima fotografiamo tutti come è la situazione reale attuale. Poi si citano le citazioni, si parla per frasi fatte, si ripete come pappagalli il sapere degli altri, quello enciclopedico, dimostrando che quel sapere e quei concetti non si sono interiorizzati, ma si sta facendo il pappagallo, l’intellettualetto fuori dalla realtà che parla dalle pagine altrui.

  32. Stoffi,
    il mio era ed è un invito a rispettare quel codice di regolette che si chiama “netiquette” (se ne ignorail significato lo googli)non di censura.
    Si parlava di violenze, di brutali episodi di violenza avvenuti a Siena. Lei, da Pisa, è intervenuto assieme al sig. Ciabattini, da Firenze, e ci siam ritrovati a parlare di bordelli e legge Merlin per arrivare alle menate su quanto è dotto quello o quell’altro.
    Quanto al nazista, dietro ad una tastiera lei è libero di scrivere quello che le pare, non tema. Ma a tutto c’è un limite. Stia attento. Non vado oltre per non continuare i continui ed antipatici, a mio avviso, off – topic.

  33. Per Leo
    Il signor Ciabattini Pietro opina che nel caso, le “menate” siano particolarmente sue in quanto, evidentemente,a corto di argomenti concreti.
    Ciò è confermato dal trincerarsi dietro la siepe dell’anonimato.

  34. Caro Francesco

    Io vivo ormai da anni lontano da Siena ma le notti senesi le ho frequentate anch’io più o meno nei tuoi stessi anni,e concordo con te sull’”imbarbarimento” progressivo dei comportamenti ma credimi,non è solo un problema senese. Anche da me in Veneto le sbornie e le violenze tra ragazzi sono all’ordine del giorno, e le droghe sono sempre più diffuse, nonostante il perbenismo di facciata che cerca di coprire tutto. Difficile dare una spiegazione a tutto ciò, eppure la ricchezze ( sia a Siena che a Venezia ) è diffusa, il lavoro – per quanto precario – si trova,ci sono occasioni di svago e di divertimento che i nostri genitori nemmeno si sognavano. Eppure nessuno sembra soddisfatto, tutti a lamentarsi, musi lunghi e parole incazzate contro tutto e tutti: forse si è perso il senso del futuro, l’idea del progresso; sembrano parole grosse, ma basta pensare ai nostri nonni, che invece dei vestiti firmati dei ragazzi di oggi avevano davvero le pezze al culo, ma avevano una dignità e una voglia di fare che spostavano le montagne a mani nude tanta era la fiducia che avevano in sè stessi e nel futuro. Del resto era un mondo in cui se studiavi duro e riuscivi a laurearti eri quasi certo di trovare un bel lavoro e di trovarci la pensione, e comunque se lavoravi sodo potevi comprarti la casa e mantenere la famiglia.
    Oggi la vita è molto più facile ma anche estremamente più complessa e precaria, non è detto che se studi trovi un lavoro adeguato, e con gli stipendi di oggi difficile mettere su casa: e in un mondo così precario allora diventa logico godersi la vita finchè si può, e allora si cerca in tutti i modi di ubriacarsi, drogarsi, sballarsi, cercare di divertirsi ad ogni costo, e se una ragazza ” non te la dà ” gliela prendi con la forza, e se il barista vede che sei ubriaco e non ti dà da bere tu lo picchi perchè ti ruba il divertimento, e così via.
    Forse la mia è una visione semplicistica, sbagliata o viziata dai pregiudizi di un uomo ormai di mezz’età e che non capisce più i “Giovani” , però come hai detto tu “Siena sta male” e con lei anche gran parte d’Italia, ed è da qui che bisognerebbe partire, capire che c’è qualcosa che non va nelle nostre città e cercare delle soluzioni.

  35. Sig,. Ciabattini,
    se vuole le fornisco il mio indirizzo e numero di telefono, a condizione che non lo dia al sig. Stoffi e che non abusi dell’argomento case chiuse, specie se si parla di altro.
    Cordialit
    Leonardo

  36. Sig.Leonardo(Leo), la sua cordiale risposta la esime dal fornirmi indirizzo e telefono che comunque non avrei potuto passare al sig. Stoffi in quanto ancora non lo conosco.
    E dire che dovrei ringraziarlo per la pubblicità che ha fatto al mio libro citandolo in una risposta.

    Speravo di lasciare le tristezze delle “case chiuse” ma purtroppo, proprio adesso aprendo il blog, ho appresso della morte del mio caro amico ed estimatore Giulio Pepi. Fu proprio lui a recensire i miei libri su Siena sulle pagine della NAZIONE.
    Un gran senese che però, nella Siena di oggi, non ci si sarebbe più ritrovato.
    Io non so chi lei sia, se giovane o vecchio, di Siena o di fuori, ma se potrà, spenda qualche parola perchè ai senesi, e ai loro amministratori,possa ritornare il buonsenso e rendere nuovamente vivibile la nostra Città..
    Ricambio le cordialità e…..alla prossima
    Pietro Ciabattini

  37. Francesco e Marco, anche io ricordo altri modi di vivere il bellissimo centro della nostra città. E anch’io vivevo le vostre stesse notti, probabilmente anche negli stessi anni. Ha ragione Marco, quando dice che ovunque è così, ma a Siena vedo un aspetto diverso rispetto ad altre città che ho avuto modo di conoscere. Qui l’inbarbarimento è quasi esclusivamente nel centro storico. Una specie di zoo dove ognuno si sente libero di comportarsi come vuole. Perchè? Io di quelle notti ricordavo che, essendo una ragazza, se qualcuno ti importunava un po’ di più, usavi il trucco di camminare vicino a qualche passante più grande. C’era il pensionato che portava fuori il cane fino a tardi, il marito e moglie che facevano due passi, i grandi che uscivano dalla contrada… Insomma, fino a una certa ora in giro c’era anche gente “normale”, che ti dava sicurezza. Adesso non è più così. In centro arrivano solo i giovani, quelli che ci abitano perchè studenti e quelli che ci arrivano, solitamente così giovani da usare il motorino. Siena è diventata deserta di gente “normale”. Ormai chi va più a fare due passi in centro, dovendo lasciare la macchina in capo al mondo. Chi va più a far cena in centro, sobbarcandosi chilometri a piedi. Quanto è diminuita la frequenza di gente adulta in contrada durante le sere invernali da quando abbiamo il più grande centro storico blindato dell’Europa. Abbiamo lasciato il nostro centro storico, svuotato di attività (pensiamo ai cinema, la gente va a Poggibonsi) ad orde barbariche (anche senesi, mica parlo di fuorisede e basta) che non hanno rispetto e che si sentono forti dell’esserci solo loro. Rivitalizziamo questo nostro splendido centro storico, torniamo ad aprirlo (Firenze questa volta insegna) e renderlo fruibile, lasciamo i parcheggi scambiatori alle ore lavorative, facendo invece in modo che la gente “normale” possa riappropriarsene. Prevedo che in caso contrario sarà sempre peggio.

  38. Katia sonod accordo con tutto quello che dici, cioè di rivivere ilcentro storico, etc etc, ma non farmi paragoni con Firenze! il centro di Firenze è da ormai 30 anni il posto meno sicuro che esista. nemmeno nel centro di Milano o Roma (ripeto: centro) accadono quotidianamente fatti di cronaca nera. io credo che qualcosa da migliorare ci sia, ma a siena non serve la bacchetta magica, viste le dimensioni basterebbe, per esempio, solo qualche passaggio in più delle volanti o qualche telecamera, se proprio nons e può fare a meno. comunque vorrei ricordare a tutti che anch’io ho vissuto nel recente passato, molto più di oggi, il centro storico, e qualche rissa o ubriaco che molestava c’è sempre stato (purtroppo).

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