Stefano Bisi

Il futuro del Santa Maria della Scala a Siena

Il sindaco di Siena Bruno Valentini e’ perentorio: “Non svendo il Santa Maria della Scala a Eataly”. Lo dice con forza smentendo l’ipotesi di un arrivo di Oscar Farinetti nel vecchio spedale con il suo “prodotto” alla moda, cibi tipici insieme ai libri di Matteo Renzi in bella mostra. Non so se è giusta o meno la decisione del sindaco ma sul Santa Maria della Scala una decisione va presa. Che cosa farci?

 

 

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15 Commenti per “Il futuro del Santa Maria della Scala a Siena”

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    io credo che abbia ragione il Sindaco Valentini che il patrimonio artistico e culturale del nostro territorio non vada toccato, piuttosto se Oscar Farinetti
    grande imprenditore e portatore di idee, vuole costruire un Eataly a Siena, struttura mirata a far conoscere prodotti tipici del territorio e d’Italia, Secondo un Mio Parere non ne abbiamo bisogno penso che in materia Cultura e tradizioni non ci batte nessuno. Piuttosto se posso suggerire cerchiamo di costruire una catena di ristoratori in città che possono offrire con una modica spesa che può andare dai 15.00 a 20.00 euro un pranzo normale con prodotti tipici e locali e vedrete che avremo il solito risultato al minor costo mantenendo intatti i nostri edifici storici, e magari il Nostro caro Oscar può edificare la sua struttura in periferia dove la gente può arrivare comodamente in auto senza intasare la nostra città .

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    idee per il Santa Maria? tante e nessuna…nel senso che si potrebbe fare tanto anche a costo zero o quasi, ma se non vengono da qualche testa importante non vengono ascoltate. butto là: il famoso (o famigerato) museo del palio che fine ha fatto? cosa ci vorrebbe a creare uno spazio multimediale, con filmati sul palio, la vita di contrada, etc da far consultare ai turisti e agli stessi contradaioli. il materiale è enorme. poi ogni contrada potrebbe donare un costume, una bandiera, insomma qualcosa che tiene gelosamente, si, ma negli armadi, visto che non tutto viene esposto nel museo. questa, secondo me, sarebbe una bella idea, che unirebbe la nostra tradizione,senza macchiarla, alla volontà di trasmettere agli altri la nostra passione. forse è troppo semplice…
    eatitaly: bene venga, magari, con uno spazio limitato, potrebbe essere uno spunto in più per andare al santa maria, ovviamente senza prendere tutto il vecchio ospedale. e poi fantasia, che diamine! mostre, performance, film (si, proiezioni di film, magari d’essai, visto che trovare un posto al cinema a siena è più difficile di trovare un parcheggio.
    non capisco perchè su tanti argomenti si è ripartito dal basso (vedi capodanno, settimana dello sport e altro) e qui non si possa farlo. mah… si vede che io non capisco…non sono nemmeno laureato…

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    certamente a Siena i panini microscopici da 5€ o una zuppetta di farro da 50 gr. altrettanto cara di Eatitaly non incontrerebbero molto. Non è città superficiale dove tutto è buono purchè “faccia fico” o sia di “tendenza”…per quel che la conosco si va al sodo piuttosto. Non sono troppo favorevole al museo delle Contrade perché ritengo che fuori Siena interessi il giusto (non me ne vogliano gli amici) e SMS dovrebbe muovere interesse un po’ dappertutto, ma considerando la dimensione del sito probabilmente potrebbe contenere diverse soluzioni: un piccolo spazio EatItaly magari con la sola cafetteria, il museo ed altro. Ottima l’idea del cineforum…..Una città pregna di cultura come Siena non può non averlo. Tante cose si potrebbero fare, purchè l’amministrazione ascolti anche le voci dal basso e non si fossilizzi su idee grandiose tanto per scaricare la patata ad altri. Certamente Santa Maria DEVE uscire dallo stato comatoso attuale e MOLTO in fretta. Per Siena, per i senesi e per tutto il Mondo che vi passa quotidianamente. Non dimentichiamo, nella fregola che hanno sempre le Amministrazioni di accontentare gli elettori, quei due milioni e passa di turisti che vagano per le strade tutto l’anno lasciando soldi a tutti e che spesso più che vagare e guardarsi attorno non hanno altro da fare. Insomma, diamoci una mossa!!!!

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    Gentilissimi Amici, pur non essendo un Senese, posso dirmi un buon conoscitore della Vostra magnifica città fin dal non recente 1979 quando in preparazione dei Corsi di alta formazione alberghiera per conto della Jolly Hotels venni ad incontrare l’allora ottimo Direttore Mario Pescini, poi divenuto Albergatore in proprio. Fu lui con il suo amore per la Città a farmi conoscere i valori non a tutti visibili di un costrutto unico nel suo genere. Sono poi in altre occasioni tornato a rivederla per non dimenticarla! Ho visto anche il “Santa Maria della Scala” e ritengo che oggi potrebbe essere una struttura atta ad ospitare una grande Università quale: la School of Economics and Finance Queen Mary di Londra od il MIT Economics di Cambridge nel Massachusetts. Occorre innanzitutto proporre l’idea come a suo tempo fece Firenze con Harvard. Siena per gli Ospiti stranieri ed in più giovani è un posto magico. Occorre tentare strade difficili ma di grande orizzonte. Per poter mangiare bene non avete certamente necessità di impegnare i vostri
    monumenti. Auguri cari Amici di Siena e “ad maiora semper”.

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    Cosa fare dentro un vecchio ospedale se non il museo dell’uomo? Sicuramente appassionerà chiunque. E magari trovarci nuovi e vecchi rimedi per vivere meglio!

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    la presenza a Siena di Farinetti sarebbe un’ottima occasione per la città. Certo che, se eventualmente collocato all’interno del Santa Maria, dovrebbe essere ospitato in uno spazio che non pregiudichi la vocazione di questa struttura che già in passato ha visto la presenza di esposizioni e manifestazioni spesso ben al di sotto della sua importanza. Non è concepibile che qui abbiano luogo manifestazioni dall’importanza poco più che locale. E soprattutto bisogna metterci in testa che l’antico ospedale senese non à uu luogo appropriato per un “fritto misto” di iniziative eterogenee legate solo dal fatto di essere ospitate in un contenitore (termine orrendo)dalle ben diverse prospettive.
    E poi finiamola di crederci i più brevi e intelligenti d’Italia solo perché abbiamo una grande tradizione alle spalle. Alle spelle, appunto!

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    Anche Eugenio Neri è intervenuto sul futuro del Santa Maria della Scala definendo Oscar Farinetti “il pizzicagnolo”. Non è una caduta di stile?

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    Eataly l’ho frequentato a Genova da cliente. Per chi lo conoscesse e non, a Genova ha un piano dedicato ai cibi tradizionali regionali accuratissimo: c’è persino la spuma dell’adriatico nella bottiglia in vetro con etichetta ottocentesca, ottimo ristorante, ma in complesso prezzi cari.. dubito che a Siena possa aver successo l’idea perché a Genova ha spazio nel porto antico, a Siena avrebbe un impatto diverso. Potrebbe occupare uno spazio del santa maria dedicato ai sapori regionali attirando i turisti.. ma ristoranti e trattorie senesi penso ne risentirebbero.
    Coinvolgerei maggiormente i produttori locali nel caso si volesse offrire uno spazio in affitto del santa Maria della scala, per poi potenziare le attività culturali, o se preferite, ricominciare a produrre cultura.

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    Il Santa Maria della Scala, ora quasi morto, si deve porre l’obiettivo di alto profilo di diventare uno dei principali plessi museali e culturali d’italia. Ben vengano quindi iniziative idonee a richiamare gente in questo sito che potranno far diventare economicamente sostenibili le iniziative culturali che oggi non possono essere programmate perchè economicamente in perdita. E quindi ben venga Eataly posizionato a fianco delle esposizioni museali con prodotti a Km zero (quindi nostri)! Vi siete domandati quante migliaia di visitatori occorrono per far chiudere in pareggio una manifestazione importante?
    Ci sono altre idee alternative per raggiungere l’obiettivo?
    Se si tiriamole fuori se no smettiamo di chiaccherarci addosso!
    Poi è ovvio che qualcuno può temere di restare penalizzato( penso a qualche ristoratore o pizzicagnolo ) ma quì subentra la legge della competitività: visto che il noto marchio Eataly richiama persone di buon palato siate “bravi” e riuscirete anche ad incrementare il vs. fatturato dato che in prezzi di Eataly sono non certamente bassi!

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    Basta girare un po’ l’Italia per conoscere l’azienda Eataly, ovvero un’ottima impresa di Megastore della gastronomia, diciamo un McDonald di ” noialtri ” che porta senza dubbio nelle tasche del Sig. Farinetti molti soldi, visto che e’ un bravissimo imprenditore. Ecco credo che Eataly all’interno del SMS, nella fattispecie a Palazzo Squarcialupi, sia il segnale di un degrado estetico della città, che sia il modo peggiore per usufruire di uno spazio museale riqualificato grazie a 70 milioni di euro di ristrutturazioni con i soldi di Siena e dei Senesi, che gestire la cosa pubblica in trattativa privata non sia LECITO, che aprire uno spazio così grande per la ristorazione danneggerebbe commercialmente tutte le botteghe alimentari (pizzicherie, salumerie, osterie, bar) di cui Siena e’ ricca con conseguente perdita di ricchezza sul nostro territorio, ricchezza economica diretta, ricchezza di professionalità, ricchezza di lavoro ( ne apre uno ma ne possono chiudere 100).
    Sono indignato e spero che lo siano molti senesi, di come il Sindaco non si preoccupi della nostra città.
    PS
    Dopo l’esternazioni sulle Scotte e questa sul Santa Maria della Scala, inizio ad avere dubbi sulla buona fede del Sindaco, “consigliato” una volta da Rossi ed una da Renzi. In certe parole mi sembra ci sia l’ambizione professionale e la tutela degli interessi personali, che mal si addice ad uno uomo che amministra la cosa pubblica.

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    Oscar Farinetti ha deciso di non investire a Siena. L’ultima idea su cui discutere è l’esposizione delle opere d’arte di Banca Mps al Santa Maria della Scala

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    http://www.mps.it/NR/rdonlyres/B3BBCC16-2341-4E21-83DB-6B674E08D9CD/3980/XV13_5.jpg

    Se cliccate sopra dovrebbe rimandare al dipinto del Fungai: “Impresa della città di Siena”, commissionato all’artista dal Monte dei Paschi.
    E’ interessante, rappresenta la città e quello che un tempo era un mecenate d’arte seppure poco stimato o conosciuto.
    Rivediamolo.

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    Oggi ho esposto ai miei studenti lo schedario con cui sono state catalogate le opere d’arte della fondazione MPS, per come appare sul sito web. Son rimasto affascinato dalla precisione con cui han lavorato gli addetti, senza contare le facce dei ragazzi, più stupiti di me. In pratica ho spiegato come si fa la misurazione di un’opera d’arte, descrizione fisica, etc da un modello esposto su un sito web di una banca. Premesso: è eccezionale, colleghi di licei e accademie, studenti, ve lo consiglio.
    Ma è possibile che a Siena non passa questa nottata profonda? Altrove non avrebbe neanche avuto senso una discussione sul come impiegare parte di un museo. Sarebbe da esser orgogliosi di come hanno lavorato in passato chi ha portato in alto il livello di alcune competenze.
    E portiamoli gli studenti delle scuole al museo, l’università torni ad appassionare.. che se le cose andassero bene ne godiamo tutti i benefici.

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    Le polemiche continuano dopo l’attività‘ sportiva al Santa Maria della Scala

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    Mai visti tanti turisti a Siena come negli ultimi giorni. Perché? Mi date una risposta per favore

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