Stefano Bisi

Il Santa Maria della Scala e le solite discussioni

Del futuro del Santa Maria della Scala se ne parla da 35 anni. C’erano ancora i letti nelle corsie e si cominciava a discutere del futuro del complesso. Ne aveva anticipato la discussione Cesare Brandì e il dibattito venne rilanciato da Mauro Barni. Dopo 35 anni si discute ancora del futuro ma il dibattito e’ più sulla forma giuridica da dare alla gestione che sul “cosa farci”. Peccato. Sulla forma giuridica non si capisce perché non si affida alla Fondazione Musei Senesi che è riuscita a collegare con successo molte strutture presenti nel territorio. Forse non si vuole associare Siena con il museo Cassioli di Asciano o con il museo etrusco di Murlo? La supponenza non e’ foriera di buone cose.

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Un Commento per “Il Santa Maria della Scala e le solite discussioni”

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    Scrivo perché la settimana scorsa (sabato scorso) ascoltai il programma RAI dedicato alla presentazione dei progetti relativi al concorso “Capitale Europea della Cultura 2019″, sedi finaliste Siena e Perugia, restando molto perplesso delle modalità con cui sono stati presentati i progetti di queste due città finaliste. Abituato a dar voti (è il mio lavoro ma non la mia passione), darei uno 0,5 in più a Perugia per aver previsto un canale di raccordo culturale tra città e provincia (con Assisi invero) mentre non ho ascoltato alcun accenno in merito sul territorio senese. In pratica il progetto senese si risolverebbe intorno al recupero del Museo Santa Maria della Scala, stando a quanto detto..
    Nel complesso li ho trovati entrambi insufficienti e presentati con poca convinzione; nello specifico, non si può incentrare un’annualità intera della programmazione “Capitale Europea della Cultura” nel Santa Maria della Scala, per quanto si ami questo complesso museale! Il punto di forza della tradizione culturale senese è l’agricoltura, il vino, l’olio, gli allevamenti.
    Si doveva puntare sul raccordo città-campagna, che ha fatto ricca Siena e il contado provinciale, sul risparmio dei contadini (vera origine del Montepaschi).
    Viceversa, va bene, recuperiamo il complesso museale. Ok. E se la commissione scarta il progetto?
    Diverrà motivo delle solite vendette verbali oppure affondando nel “si stava meglio quando comandava Caio!!”.
    Bisogna ammetterlo: manca unità di intenti. Guardate il video degli artisti di strada a Lecce che festeggiano l’arrivo dei commissari per prendere esempio. (E’ su youtube)

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