Stefano Bisi

Chi sono

A dieci anni ho scoperto che volevo fare il giornalista. Il merito, o il demerito per chi non mi sopporta, è della maestra Cosma Serchi, che in quinta elementare volle fare il giornalino di classe. La scuola era quella di Arbia scalo, una frazione del comune di Asciano, in provincia di Siena. Era il 1967 e avevo appena dieci anni. Mi piaceva scrivere e la maestra ci insegnò a fare il giornalino di classe. Il primo articolo? La morte di Luigi Meroni, avvenuta il 15 ottobre, il giorno del mio decimo compleanno. Le pagine di quel giornalino erano i fogli a protocollo a righe e le foto erano disegni. Capii che da grande avrei fatto il giornalista. O meglio, avrei provato a fare il giornalista. Sognavo di farlo in un quotidiano locale o alla Gazzetta dello Sport. Ho centrato l’obiettivo, ma non è stato facile.
Nel ’77 ho fatto un periodico, “Siena nord”, che prendeva il nome dal quartiere dove vivevo. Ma la svolta avvenne l’anno successivo quando il Psi decise di affidarmi la redazione di un mensile di area che si chiamava “La Gazzetta di Siena”. Un’esperienza molto formativa affiancata all’esperienza di direttore dei programmi di Antenna Radio Esse, un’emittente privata ricca di informazione. Poi, a fine ’82 nasce Tvs-televideosiena. Ha gli studi all’Osservanza, in un convento. Il contratto di affitto viene rotto quella notte che venne trasmesso un filmino osè. E’ in quegli studi che viene trasmesso il Palio alla moviola. Suscita critiche  ma anche consensi.
Si arriva all’86, quando il coraggioso editore del Corriere dell’Umbria decide di aprire una redazione a Siena e di lanciare il Corriere di Siena. Vengo coinvolto nell’iniziativa e quando Federico Fioravanti lascia la guida della redazione vengo incaricato di guidare il battagliero gruppo di redattori. Il giornale cambia editore e si arriva al ’93 quando le vicissitudini giudiziarie del proprietario portano alla chiusura del Corriere. Rinasce due anni dopo grazie ad una coooperativa, sostenuta dagli artigiani della Cna e dalla Confesercenti. Intanto mi faccio un’esperienza di sei mesi alla Rai di Firenze, dove mi accolgono con due giorni di sciopero audio e video. Il cdr, l’organismo sindacale dei giornalisti, dice che sono lottizzato. Hanno ragione, ma in quella sede Rai hanno vinto tutti il concorso? Nonostante l’avvio, trascorro sei mesi belli ma dopo mi rituffo sul quotidiano. Con tanta fatica, insieme a valorosi colleghi, il Corriere riparte. E va.
E dal primo gennaio del 2009 sono vicedirettore di questo gruppo. E mi vengono in mente la mia scuola di Arbia, la mia maestra elementare Serchi e l’insegnante di italiano di prima e seconda media, Pallesi.

115 Commenti per “Chi sono”

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    Speriamo tu sia un giornalista veramente libero.

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    Tre righe per salutare una delle penne più “roventi” della Provincia dal profondo rosso

    - Un giornalista eclettico che si permette di parlare di tutto e di tutti
    - Un personaggio pragmatico con pochi peli sulla lingua
    - Una penna autorevole al punto di sentenziare a dritta e a manca

    I miei complimenti e auguri di buon lavoro al “buon” Stefano Bisi

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    Eccellente la trasmissione “L’angolo dell’unto”.
    Sono nato a Roma e, dopo avere lavorato per anni in varie regioni italiane, come consulente d’impresa, mi sono stabilito ad Altopascio(Lucca).
    Pur essendo ancora in contatto con l’ambiente di Roma, non ho riscontri di un programma simile a quello che lei conduce.
    Le faccio i miei complimenti per una trasmissione semplice, ma elegante e ricca di contenuti.

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    Manca un elemento importante: l’appartenenza alla massoneria. Secondo me sarebbe una precisazione doverosa, anche alla luce del commento di Simone Esposito.

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    la mia appartenenza, di cui vado orgoglioso da ben 26 anni, è notoria. Trattandosi di un curriculum professionale, non l’avevo scritto. Leggendo il mio libro avrebbe soddisfatto anche questa curiosità

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    La luce della saggezza continui ad illuminare tutti coloro che
    operano per il bene della Fratellanza, dell’Uguaglianza e della
    Libertà del genere umano.
    Il tracciato del percorso iniziato con lucido successo in Italia due lustri fa non può e non deve interrompersi.
    Buon 6009.

    Renato Traquandi

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    voglio condividere con tutti coloro che navigano su questo blog, con quanti mi vogliono bene e con quanti non me ne vogliono, la soddisfazione della mia promozione a vicedirettore del Gruppo Corriere.

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    congratulazioni. il 2009 è iniziato bene per te.

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    Caro Stefano, leggo solo ora la notizia della tua promozione. Meritata per la tua tenacia e soprattutto per la tua capacità di trasformare cose che tanti anni fa assomigliavano ai sogni, in realtà. Ricordo bene la metà degli anni Ottanta: il mio sogno di far evolvere in quotidiano il settimanale “nuovo corriere senese”, che dirigevo, non realizzato per via di qualcuno che volle essere più realista del re. E la tua capacità, invece, poco dopo, di costruire il Corriere di Siena quotidiano, in cui mi volesti tra i redattori. Ben presto ci divise una mia scelta professionale. Resta la stima, la gratitutine per quell’opportunità decisiva per la mia vita, e le mie congratulazioni più sincere per il tuo incarico prestigioso.

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    MeritocraticaMente si riescono ad ottenere sempre i risultati prefissati e a centrare gli obiettivi prestabiliti.

    Complimenti di cuore e auguri di buon proseguimento al “nuovo” vicedirettore del Gruppo Corriere.

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    Nella sua presentazione mancano cinque cose: 1) se lei si è laureato e dove? 2)E’ un massone? e a quale massoneria aderisce, e con quali responsabilità? 3) Chi finanzia il Corriere di Siena in cui lei risulta essere capo redattore per la zona di Siena? 4) cosa ne pensa della frase di Sandro Pertini:”La P2 è un’associazione per delinquere?” 5)Chi ha ucciso Roberto Calvi direttore de l’Ambrosiano a Londra? E Michele Sindona nel supercarcere di Voghera? E cosa ne pensa di Licio Gelli? Spero che non cancellerà le mie domande legittime, dimostrando coraggio ed onestà intellettuale. Grazie.

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    Sì, a Siena, facoltà di Scienze politiche. Sì, sono massone del Grande Oriente d’Italia; incarico: presidente del collegio circoscrizionale della Toscana. A pagina 4, ogni giorno, c’è l’indicazione della società editrice del Corriere. Sulla P2 si sono espressi i tribunali e il Grande Oriente d’Italia. Sulla morte di Calvi e di Sindona posso riferire quello che ho letto e quello che hanno detto i magistrati. Licio Gelli? Condivido quello che dice, molto più autorevolmente di me, il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Gustavo Raffi.

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    Caro Stefano auguri e complimenti per i tuo nuovo incarico,avanti così…spero di vederti presto a Livorno

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    Ciao Bisi, dal momento che “scripta manent” ti rifaccio le congratulazioni per il nuovo – meritato e non ultimo – traguardo professionale raggiunto, aggiungendo anche quelle per la laurea e il libro di cui ho appreso notizia da questo tuo sito. Cari saluti CA

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    Complimenti davvero da uno che ti segue fin dai tempi di TVS!
    Solo una curiosità, di che contrada sei?

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    Ciao Francesco e grazie per i complimenti. Non appartengo a contrade. A presto

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    io sapevo che eri torraiolo…o sbaglio’

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    Mai stato contradaiolo, anche se è vero che mi fatto piacere la vittoria della Torre dopo tantissimi anni.
    Ammetto che all’inizio degli anni Ottanta alcuni pensarono che fossi torraiolo perchè a Tvs mostrai un filmato in cui si vedeva un contradaiolo dell’Oca lanciare un “piombo” contro Bastiano, fantino della Torre. Ma feci soltano il mio lavoro di cronista

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    Visto che siamo entrati nel discorso Palio qual’è la vostra opinione riguardo a Pian delle Fornaci??Secondo me è piu che scandaloso che una città come Siena non abbia un ippodromo da utilizzare per le corse ufficiali rette dall’Unire,come pista di allenamento e per corse di addestramento al Palio.Ormai sono 3 anni se non sbaglio e niente è stato fatto.

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    Buongiorno!
    Mi chiamo Andrea Riccardi, ho 24 anni e studio Scienze Politiche presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Mi scusi se le scrivo qui, ma non ho trovato il suo indirizzo e-mail. Mi piacerebbe rivolgerle qualche domanda per la tesi, mi può trovare a questo indirizzo: joevenale.blogspot.com. Grazie, davvero.

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    Apprendo la sua appartenenza alla massoneria. E’ una scelta libera e consapevole. Può essere condivisa o no, ma va comunque rispettata. L’auspicio è che essa non condizioni il suo lavoro quotidiano e non le imponga di prendere decisioni che contrastano con l’etica giornalistica.
    In bocca al lupo per il suo nuovo incarico.

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    Salve
    sono Gigliola Scucchia, la figlia minore di Benito.
    Vorrei semplicemente ringraziare Stefano Bisi per l’articolo scritto e colgo l’occasione per ringraziare anche il Sindaco Bruno Valentini e Adriano Chiantini e tutti gli amici di Monteriggioni e non che ci sono stati vicini in questo momento di profondo dolore.
    Grazie
    Gigliola Scucchia

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    Un stile diverso di stare sulla notizia e raccontarla, complienti per L’Angolo dell’ Unto piacevole da seguire

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    Gnetilissimo Direttore, le scrivo queste due “critiche” pur sottolineando la mia stima per il suo lavoro e per la qualità di molti suoi collaboratori. Mi riferisco al Corriere di Siena, strumento fondamentale per la vita quotidiana di Siena.
    Mi permetto, però, di chiederle di fare il possibile per diminuire gli errori di battitura e/o di ortografia. E’ vero che tutti possiamo sbagliare, e in tutte le testate giornalistiche (anche più blasonate) orrori ortografici ci sono sempre. Ma, qualche tempo fa, in un articolo sul futurismo, in particolare sul Marinetti, nel testo era riportato più e più volte “Martinetti”…
    Sul Corriere di oggi, invece, sono rimasto stupito dallo spazio che nuovamente è stato lasciato ai “dispacci” di Casapound. Con tutto il rispetto per l’opera meritoria che hanno portato avanti in questi giorni, di cui va loro dato atto e onore, è un po’ imbarazzante la quotidianità con cui comunicano le loro azioni. In particolare, oggi, il viaggio di un gruppo di volontari è stato descritto un po’ come una “tradotta militare”, il gruppo di automezzi è “una colonna” e, soprattutto, per recarsi nell’aquilano sostengono di aver oltrepassato il “tunnel del Gran Sasso”. Guardando la pianta della zona o si sono sbagliati (scambiando una delle tante gallerie di una delle tante montagne con il traforo del Gran Sasso), o hanno pianificato il viaggio piuttosto male…
    Cordiali saluti
    Massimo

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    “Imbarazza la disorganizzazione altrui”

    CasaPound Siena risponde alla lettera quest’oggi pubblicata sul Corriere di Siena che la riguarda.
    “Vogliamo ringraziare l’anonimo lettore del Corriere” – scrive Gabriele Taddei, responsabile di CasaPound Siena – “per la precisazione: chiaramente un errore dovuto alla nostra scarsa conoscenza dei luoghi e… alle errate spiegazioni di un volontario della Protezione Civile campana, operante in quel di Poggio Picenze. Ignorando l’esatta localizzazione del traforo sulla A24, abbiamo infatti preso per buona la spiegazione che il lungo tunnel incontrato sulla nostra strada fosse quello del Gran Sasso: non ce ne vogliano gli abruzzesi! Insieme a questo simpatico episodio, vogliamo però rispondere anche ad altre affermazioni dell’anonimo che, ignorando il significato della parola “colonna” così come lo stile e le modalità d’azione di CasaPound, ha a sua volta “pianificato la lettera piuttosto male”. A nostra volta ci “stupisce” poi l’imbarazzo con cui il lettore accoglie i nostri comunicati. Ringraziandolo decisamente per i complimenti che ci indirizza, deve sapere, l’anonimo, che CasaPound Siena ha preso accordi con la Protezione Civile immediatamente dopo la catastrofe abruzzese, garantendo totale appoggio e facendosi carico dei contatti con una cospicua fetta di cittadini, aziende ed istituzioni su tutta la provincia senese da essa dirottati, raccogliendo aiuti su tutto il territorio (tra cui materiale donato da soggetti quali la Provincia di Siena stessa), mettendo a disposizione la propria sede ed i propri mezzi. Questo con la sola forza volontaria ed autofinanziata dei suoi militanti e senza nulla chiedere in cambio a nessuno, se non la soddisfazione di dare tutti noi stessi per questa nostra Patria ferita”. “CasaPound Italia” – termina Taddei – “ha un campo base a Poggio Picenze (AQ), magazzini di stoccaggio materiali, decine di militanti provenienti da tutto il territorio nazionale che si avvicendano in turni ed è totalmente indipendente nel suo lavoro, collaborando direttamente e di persona con i sindaci e le istituzioni locali. Sappiamo sempre, in tempo reale, ciò di cui hanno bisogno le genti colpite dal recente sisma e siamo un movimento perfettamente organizzato: se altri non sono in grado di avere le stesse informazioni, dovremmo privare i cittadini senesi della possibilità di aiutare nella maniera ottimale? Crediamo di no e, invitando il lettore a farci visita in via Stalloreggi 87, cogliamo l’occasione per ringraziare sentitamente il Corriere di Siena, per la costante pubblicazione delle nostre note e l’opera di informazione a 360° che svolge. Opera non certo propria di certi altri media cittadini”.

    Gabriele Taddei
    Responsabile provinciale Casa Pound Italia
    Nucleo Territoriale di Siena

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    Rinnovo i miei complimenti per chi, invece di chiacchierare, si impegna e opera con i fatti. Quindi, ripeto, l’opera di Casapound in Abruzzo rimane senz’altro meritoria e notevole.
    L’imbarazzo di cui parlavo precedentemente era non rivolto ai volontari, ma al fatto che sul Corriere di Siena fossero riportati solo e soltanto i comunicati di chi decide di fare comunicati. Giustamente, direte, “che colpa abbiamo noi?”. Infatti, ripeto tutti i miei complimenti per quello che materialmente fate e avete fatto. Voleva essere un appunto al Corriere che potrebbe, per aumentare l’interesse stesso delle notizie, offrire panoramiche più ampie e complete sul volontariato senese in Abruzzo. Giusto per dire, sul Gazzettino (quotidiano gratuito) erano molte le iniziative descritte e segnalate.
    E poi, se posso, mi permetto di fare anche un altro appunto ai ragazzi di Casapound. Sempre nella comunicazione di domenica, era forse un po’ troppo esagerato il tono militarista usato. Passi la “colonna”, ma il raffronto con i Balcani bombardati dalla Nato era un po’ eccessivo (perchè, il Kossovo bombardato dai Serbi era diverso? e la Serbia bombardata dal Pkk? e la Macedonia?e ci possiamo allontanare…). Così come un po’ troppo forte la frase di conclusione, “dove non c’è lo Stato ci siamo noi”.
    Non voglio aprire nessuna polemica perchè, ripeto, è più importante quello che state facendo. Personalmente però, certi aspetti non li condivido. Si tratta solo di punti di vista, che credo e spero possano tranquillamente convivere.
    Buon lavoro, sinceramente. Anche a tutti gli altri volontari in Abruzzo.

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    Guardi, signor Massimo, che per giorni e giorni abbiamo scritto, e continuiamo a farlo, su quello che fanno i volontari in Abruzzo. Con un euro e dieci centesimi al giorno si leva la disinformazione di torno

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    Mi dispiace che la coperta è sempre corta da una parte o dall’altra…
    L’euro e dieci al giorno contro la disinformazione li investo, glielo assicuro, altrimenti non le scrivevo.
    La mail di sabato era un appunto che mi ero permesso di fare, nella speranza di poter essere utile facendo notare piccoli aspetti che potevano essere migliorati (partendo dalle piccole e grandi inesattezze grammaticali). Mi permetto anche di far notare che l’articoletto pubblicato ieri (che si riferiva proprio alla mail poco più sopra) non è che migliora le cose. Voglio dire, avete pubblicato un articolo, pubblicate una lettera che avanza alcune critiche a quell’articolo, aggiungendo un commento che in pratica diceva “chi ha scritto quel primo articolo ha preso qualche cantonata”, senza accorgervi che in realtà per chi leggeva, il tutto significava “forse prima di pubblicare era meglio se leggevamo, invece di mettere in stampa solo quello che ci arriva”.
    Spero di non aver offeso nessuno, voleva essere solo una critica costruttiva. Anche perchè, come scrivevo più sopra, il tutto è nato da un sincero apprezzamento del lavoro quotidiano che viene fatto dal Corriere. “…si può fare di più…”, no?
    Cordiali saluti

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    Ci è stato segnalato soltanto adesso da un nostro simpatizzante che la “polemica” riguardo i nostri comunicati era nata in questa discussione.
    Rispondo perciò qui ed in maniera più informale che con un comunicato stampa.

    Non capisco proprio quale sia il suo problema con noi signor Pianigiani.
    A parte la questione del traforo, sulla quale ci siamo fatti tutti una gran risata data la panzana che ci era stata rifilata dalla PC, non vedo cosa ci veda di male nella nostra presenza sui quotidiani e, in particolare sul Corriere. Siamo un’organizzazione attiva, al di fuori di ogni lobby e senza collegamenti con alcun partito, che non siano quelli di eventuali buone collaborazioni esclusivamente locali.
    Agiamo a livello volontario, ci autofinanziamo in tutto sia a livello locale e nazionale, non chiediamo niente a nessuno nè pretendiamo alcunchè in cambio se non Rispetto per il nostro disinteressato lavoro.

    Leggendo i suoi commenti pare che Lei sia in buonafede, altrimenti avrebbe usato tutt’altro linguaggio, ma non vedo quale sia il problema di tanta insistenza. Se il Corriere ci pubblica tanto spesso, probabilmente, è perchè siamo un’associazione più attiva e vitale delle altre. Sappiamo benissimo come funziona Siena e quali siano gli equilibri di potere sui quali è poggiata. Di associazioni ne esistono a bizzeffe, ma quante sono realmente operanti? Poche, molto poche.
    Chiaramente non posso dire pubblicamente nomi, ma Lei non ha idea di quanti soggetti istituzionali e del mondo associativo abbiamo contattato per questa emergenza, ottenendo sempre lo stesso imbarazzante dialogo:
    “se qualcuno ci contatta per l’Abruzzo ve lo inoltriamo”
    “ma voi non lavorate per il terremoto?”
    “eh no, non abbiamo contatti e non sapremmo cosa fare”
    Altra cosa: vogliamo parlare di chi ha dichiarato di aver raccolto e spedito materiali e mezzi… senza in realtà farlo? E’ sulla bocca di tutti quanto “certi” partiti senesi abbiano dichiarato quanto in realtà non realizzato.

    E allora, le ripeto: siccome abbiamo canali diretti con l’Abruzzo, siccome ci impegnamo in prima persona, siccome abbiamo aggiornamenti in tempo reale sulle varie necessità… dovremmo starcene zitti e privare i senesi di queste informazioni? Riguardo l’Abruzzo come tante altre questioni.

    Chi non fa niente e vivacchia in maniera parassitaria sui famosi finanziamenti a pioggia, perchè dovrebbe essere pubblicato?

    Oppure il Corriere dovrebbe fare come “altri” organi d’informazione locali, pubblicanti soltanto le veline delle istituzioni?

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    Fra qualche giorno tornerò a casa, nella mia terra: l’Abruzzo.
    Ho voglia e bisogno di annusare quell’aria frizzante, nonostante la primavera inoltrata, di guardare dalla finestra di casa quell’orizzonte frastagliato dalle creste delle montagne. Montagne brulle e calcaree dove nascono solo pochi cespugli e qualche conifera. Montagne difficili, alte e innevate spesso anche in agosto…il terremoto è una spaccatura, la noti lungo il terreno che si è aperto, la noti negli occhi e nell’animo della mia gente, la noti nelle crepe delle case. Crepe che si aprono sempre più ad ogni scossa non facendo terminare mai il lavoro di sopralluogo dei vigili. Non so cosa troverò a casa. Non so cosa è successo al cimitero. Vado a riprendermi i ricordi, vado alla ricerca dei miei antenati. Torno a casa.

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    Ogni iniziativa in favore dell’Abruzzo merita di essere segnalata. Tanto più quando l’attenzione dei mass-media nazionali sul terremoto sta diminuendo. Secondo i resoconti trasmessi da alcuni network, sembra che L’Aquila stia già rinascendo. Chi è stato in quelle zone sa bene che non è così. I disagi degli sfollati sono enormi ed i tempi della ricostruzione sono molto lunghi. Credo che la stampa locale, pubblicando le testimonianze di chi opera in Abruzzo, descriva la situazione in modo più obiettivo di quanto stia facendo quella nazionale.
    Se poi esiste un problema di campanilismo o di visibilità, beh!, non diamogli peso, almeno per ora.

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    Caro stefano,

    scusa se uso questo spazio…
    l’Ateneo senese è stato giudicato il migliore tra i piccoli. E’ un ateneo d’eccellenza. Perchè non metti la notizia sul blog? Cavolo, questa è una notiziona!!!!!!!! Un bell’argomento su cui ragionare tutti insieme! Non si può far finta di ignorarla: qualità dell’insegnamento e dei servizi offerti non devono esser messe sullo stesso piano di chi non ha saputo amministrare. La crisi è finanziaria, non della qualità della didattica. E da senese sono contento che il mio ateneo si sia “riscattato” nella didattica e nei servizi, tanto più che la mia facoltà, lettere, è la migliore in assoluto!!! Se c’è qualcosa che funziona a siena io sono contento a prescindere. E se c’è qualcosa che funziona io lo dico a tutti, la “pompo”, perchè tutta la collettività guadagna dalle cose che vanno bene. Ecco tutto.
    Ti ringrazio.

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    questa proposta fa veramente ridere!!
    ma mi meraviglio anche dal pulito da cui arriva…il signor Francesco ancora non sa che queste classifiche sono molto, direi molto pilotate!!!!

    Invece di considerare la cattiva gestione che per anni è stata fatta dell’Ateneo, e dopo essere stati sulle pagine dei giornali per mesi ed essere derisi anche dal ministro Tremonti in visita a Siena che ci ha ricordato che : “Per ogni 10 studenti l’Università di Siena ha 2 dipendenti”. Tale affermazione si commenta da sola.

    Invece di “pompare” simili notizie che fanno venir la pelle d’oca, io mi farei altre domande…..caro……

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    Era proprio questo che volevo suscitare: il dibattito. Posso essere d’accordo con Lei, è tutta una ricerca aperta e di punti oscuri ce ne sono molti, anzi moltissimi. Alle indagini personalmente ho sempre creduto poco, ma siena città più vivibile d’italia viene pompata da tutti oltremodo (e se si guardano i parametri, se si analizzano fino in fondo, ci sono cose che non tornano neppure li, una per tutte: gli spazi verdi disponibili, che non sono pubblici, ma in concessione alle contrade…). Insomma s’è parlato sul blog dei buoni pasto, delle nomine, delle vendite ecc… e si ignora una classifica. A me piace parlare di tutto, che tutto compaia alla luce del sole, poi ognuno si fa la sua opinione. Se una notizia esce con paginate su tutta la stampa nazionale e riguarda siena questo blog ha il dovere di riportarla. Poi si discute. Se le indagini valgono per il comune, devono valere anche per l’università. Se si da rilievo all’una si deve dare anche all’altra. Io non credo a nessuna delle due classifiche, ma credo nella correttezza di bisi, che stimo molto, unica voce che da spazio a tutti, e credo nel dibattito: ognuno esprime il suo parere. Ma per permettere questo le notizie grosse (e questa, pilotata o no, lo è per rilevanza data da tutta la stampa) vanno riportate. Proprio per parlarne.

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    ah, a proposito. La repubblica di ieri è stata molto corretta: ha parlato della qualità della didattica e dei servizi che hanno posto siena al vertice, ma ha scritto a chiare lettere della crisi finanziaria in cui si trova l’ateneo e quindi della gestione fatta a caso. E’ aperto il dibattito, grazie a Cristina.

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    L’Università di Siena prima nella classifica Censis
    per qualità dei servizi e vivibilit
    Lettere e filosofia è la migliore in Italia

    L’Università di Siena ha ottenuto quest’anno il primo posto nella classifica “Repubblica-Censis” delle università italiane per qualità dei servizi e vivibilità, mentre le due facoltà di Lettere e filosofia sono le migliori in Italia.
    Le due notizie sono state annunciate oggi dal quotidiano “la Repubblica”, in anticipo sull’uscita della pubblicazione annuale che valuta tutti gli Atenei fornendo indicazioni sull’offerta formativa ai giovani che si avvicinano alla scelta del loro percorso di studi.
    “A fare ottenere il primato all’Università di Siena, oltre alla didattica e alla ricerca di livello – spiega il rettore Silvano Focardi – è la qualità di tutti quei servizi e quelle strutture che sono a disposizione di chi studia, dalle biblioteche ben fornite e aperte durante un orario ampio, alle aule capienti e ben attrezzate, al web, a cui è possibile accedere senza fili con il collegamento wi-fi da ogni edificio dell’Ateneo (che permette di compiere in rete molte funzioni, come l’iscrizione agli esami), al centro linguistico, dove si possono seguire corsi gratuiti di lingue anche self-access, alla disponibilità dei docenti nei confronti degli studenti. A favorire la qualità dello studio sono anche le numerose strutture e i servizi garantiti dall’Azienda regionale per il diritto allo studio, come le residenze studentesche, le mense, le borse di studio, le strutture per lo sport”.
    Per quanto riguarda invece le facoltà di Lettere e filosofia, in testa su tutte nella classifica nazionale per facoltà, l’ottimo risultato deriva da quattro parametri di giudizio: la produttività, la didattica, la ricerca e i rapporti internazionali, che sono stati valutati in maniera aggregata per le due facoltà, quella di Siena e quella di Arezzo.
    “Questi risultati – ha concluso il rettore Focardi – sono il frutto dell’impegno dei docenti e del personale tecnico e amministrativo; per questo sono lieto che anche dagli studenti arrivi un giudizio positivo su quanto viene loro offerto. Ma credo che se all’Università di Siena si studia bene sia anche merito della città e della collaborazione che le sue Istituzioni ci hanno sempre accordato. A Siena i nostri studenti possono contare su un ambiente che indubbiamente favorisce lo studio, non solo per le dimensioni, ma soprattutto per la tradizione di cultura, di arte e di ricerca scientifica”.
    L’indagine “Repubblica-Censis” quest’anno è stata redatta incrociando i risultati ottenuti dagli atenei e dalle singole facoltà negli ultimi sei anni.

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    Io mi riferivo a questo articolo di Laura Montanari su R2 Repubblica di ieri, pagina 39, di cui riporto di seguito il finale per ragioni di spazio

    …Tutte le medaglie hanno un lato
    B, quello di Siena è il profondo ros-
    so dei conti. Il rettore Silvano Fo-
    cardi si è ritrovato con un deficit
    che è una montagna di 230 milio-
    ni di euro, tra debito strutturale e
    altre voci di allarme ereditate co-
    me per esempio l’evasione dei
    contributi Inpdap. Per rattoppare
    quest’ultima situazione, l’univer-
    sità ha ceduto, con diritto di riscat-
    to, uno dei suoi gioielli, la pro-
    prietà dell’ex manicomio San Nic-
    colò (74 milioni di euro): ora pa-
    gherà un affitto per occuparlo. Ha
    chiamato un nuovo direttore am-
    ministrativo, Emilio Miccolis e va-
    rato un piano di risanamento in 4
    anni che prevede l’alienazione di
    alcuni immobili (va detto che l’u-
    niversità ne ha per un valore com-
    plessivo di un miliardo e 300 mi-
    lioni), l’apertura di una grossa li-
    nea di finanziamento (forse col
    Monte dei Paschi) e un lista di rior-
    ganizzazioni e snellimenti: meno
    corsi di laurea, dipartimenti, affit-
    ti, prof a contratto, appalti, rispar-
    mi su bollette del telefono, dota-
    zioni e «una clima nuovo per eli-
    minare gli sprechi e rilanciare l’a-
    teneo dei numeri» spiega Micco-
    lis. L’ateneo dei servizi invece, a
    giudicare dalla hit del Censis, è
    sufficiente mantenerlo com’è. Ci
    riuscirà?

    Bene! Almeno la Laura Montanari ha chiuso con una bella domanda che se l’aveva fatta Stefano nel suo blog era parecchio meglio! Avrebbe aperto un dibattito enorme, riportando una notiziona che ha portato Siena su tutta la stampa nazionale, e che poi ognuno avrebbe commentato. Tutto qui. Pensavo di fare un piacere a stefano chiedendogli di non omettere nel suo blog una notizia che parla della nostra città. Il dibattito sarebbe stato bello, almeno da parte mia avrei avuto tante cose da dire.

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    … ma quali servizi… La gente si deve portare la carta igienica da casa e gli asciugamani… Per le cose che si guastano (bagni, porte, porte frangifuoco, ascensori, lampadine, infiltrazioni di acqua dai soffitti, ecc..) ci vogliono mesi per vederle riparate, ammesso che vengano riparate! Quali sono i servizi importanti per gli studenti? Quelli riportati dal giornale? Ovvero internet ‘aggratis’ per poter chattare, per usare Facebook, Youtube e fare il proprio comodo con il portatile? Lo sport del CUS? Se sono questi i parametri di giudizio, allora siamo messi bene…

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    Salve, vorrei inserirmi nel dibattito nato intorno all’Università di Siena.
    Sono stato studente nella cittadina toscana dal 1998 al 2003 ed attualmente sto studiando per una seconda laurea in economia (ma non vi dirò mai in quale città).
    Quello che , invece, vi posso dire solo le mie impressioni sull’Università di Siena, nate da un costante e continuo confronto con altre sedi universitarie.
    Siena è una città piccola, dove tutte le sedi sono facilmente raggiungibili (medicina essendo all’ospedale è un pò + complicata…) e rispetto a città dove si prende l’auto e fare migliaia di chilometri o ore di attesa è già un grandissimo vantaggio.
    In alcune facoltà di Siena, ci sono professori molto disponibili e competenti (ed esempio Economia è considerata una delle migliori d’Italia nonostante sia molto scettico sulle classifiche) come accade in altre università.
    Ma, forse, quello che caratterizza Siena è proprio la qualità degli studi.
    Mi ricordo le notti insonni per superare esami, cosa che attualmente non faccio, e la precisione di certi professori, che ancora accompagna i miei incubi.
    Sicuramente l’Università è tra le migliori d’Italia: internet gratis nelle facoltà, biblioteche aperte fino a tardi… Certo, ci sono alcuni punti d’ombra: le lunghissime file alle segreterie, la poca disponibilità di aule…
    Ma, come si dice, tutto è migliorabile, basta volerlo..
    E a Siena, a dir la verità, per migliorare basta davvero poco…
    Per rendersene conto, basta andare a Roma o in altre città universitarie…Provare per credere…

    C.S.

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    SIENA – “Voglio sottolineare la grande qualità dei servizi della nostra università, che per il secondo anno consecutivo è stata classificata al primo posto in Italia. Ho visto che la stampa locale, a differenza di Repubblica, non ha riservato grande spazio a questa notizia mentre intere paginate sono state dedicate ad altre problematiche che ci riguardano. La mia non vuole essere una polemica ma una semplice constatazione”.
    Il rettore Focardi, in questo periodo, sembra più attento alle vicende del Palio che a quelle dell’università se gli è sfuggito che il Corriere di Siena, a pagina 9 dell’edizione del 18 giugno, ha dedicato amplissimo spazio alla classifica del Censis sugli atenei italiani.
    Forse “Silvanino Nostro”, come lo chiamano i suoi chiocciolini, nella lettura quotidiana si è fermato a pagina 6, dove è pubblicata una sua intervista in qualità di capitano della contrada di San Marco, corredata da una foto che lo ritrae a Mociano mentre parla con Antonio Villella detto Sgaibarre, noto fantino del Palio.

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    Per Carlo: … mi sa che è da tanto che non fai un giro all’interno dell’Università (dal 2003 dici). Credo la qualità degli studi sia molto calata, dato che ormai per sopravvivere le Università sono diventate tutte dei laurifici, e Siena non fa eccezione. Infatti più studenti bocci agli esami e meno te ne ritroverai iscritti l’anno dopo. E le cosiddette lauree dei Carabinieri? Grazie alla convenzione col ministero degli interni sono state elargite lauree a pioggia! Che qualita! ‘Tutto è migliorabile, basta volerlo’. Più che altro bisognerebbe avere i soldi per far funzionare bene le cose e soprattutto bisognerebbe avere degli amministratori competenti senza manie di grandezza e che non gettino al vento questi soldi!

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    Per Andrea: a dire la verità ero all’Università (facoltà di economia aziendale come ho scritto, se leggi bene) anche pochi giorni fa dove ho sostenuto un esame…
    Detto questo, nei vari post si parlava di quella di Siena nello specifico, ed io ho solamente detto di fare dei confronti con altre città universitarie..
    E quel “tutto è migliorabile basta volerlo” era riferito proprio alla vostra (dico vostra perchè credo tu sia di Siena) struttura.
    Per il resto, se vogliamo parlare del mondo delle Univeristà, potrei anche concordare con te…E posso anche dirti che non sono solamente i carabinieri, quelli a cui basta iscriversi pr avere il pezzo di carta…Ma tante altre professioni…Non mi piace la nuova riforma, e non mi piace chi la sta sfruttando per avere un pezzo di carta…Ma sai com’è, a volte avere il titolo “dott” negli elenchi telefonici a qualcuno piace…

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    Dal mio blog voglio ringraziare l’amministrazione comunale di Monteriggioni, in particolare il sindaco Bruno Valentini e l’assessore all’urbanistica Adriano Chiantini, che ieri mi ha premiato per l’impegno che, secondo loro, ho profuso per far conoscere le iniziative culturali del Comune. La premiazione è avvenuta nell’ambito della festa medievale e il premio si intitola, appunto, “Medioevo presente”. Grazie

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    SAN GUSME’ – Grande successo e momenti di sincera emozione hanno
    caratterizzato la serata della Festa del Luca dedicata al Premio Silvio
    Gigli ed al Premio giornalistico Paolo Maccherini. La regia dell’evento era
    affidata, come sempre, a Maurizio Bianchini, la bella e sorridente Chiara
    Lanari ha introdotto e simpaticamente intervistato i personaggi premiati.
    Premio Silvio Gigli ed ogni anno c’è stata la possibilità di conoscere
    sempre qualcosa di inedito, di particolare che i vari ospiti hanno da
    raccontare su di lui. Sabato scorso Bianchini ha presentato Gigli con le sue
    “radiocronache a colori” del Palio.
    Sembrerebbe un non senso che dalla radio possano uscire parole colorate. Ed
    invece la forza evocativa, la grande passione, l’amore per il Palio facevano
    sì che chi ascoltava potesse avere la suggestione di vedere il turbinio dei
    colori che si davano battaglia sul tufo. E per dimostrare l’assunto
    Bianchini ha fatto scorrere sullo schermo una clip in cui la tensione, la
    lotta tra avversarie, i vari momenti della carriera, le cadute dei fantini
    corrispondevano esattamente nei tempi al commento del radiocronista. Davvero
    un grande e meritato omaggio a Gigli.
    E’ salito poi sul palco Stefano Bisi, vice direttore del gruppo Corriere a
    cui è stato assegnato la prima edizione del Premio Giornalistico Paolo
    Maccherini. “Fin da bambino volevo fare il giornalista. Se è stato così il
    merito è della mia maestra Cosma Serchi che mi incoraggiò nella mia
    aspirazione. Il mio primo articolo su un foglio a protocollo lo scrissi su
    Gigi Meroni il calciatore del Torino deceduto perché investito da un’auto.
    Avevo dieci anni. Il mio compagno di banco, bravissimo nel disegnare,
    completò il pezzo con il ritratto dello scomparso. Paolo è stato un mio
    grande amico, un punto di riferimento per tutti noi che facciamo questo
    mestiere”. A consegnare il premio Carlo, il figlio di Paolo.
    A Stefano Gigli, figlio di Cesare ed ovviamente nipote di Silvio è stato
    assegnato il “Premio San Gusmè”. Figlio e nipote d’arte, Stefano fa la regia
    di Domenica In la trasmissione condotta da Pippo Baudo, oltre che quella Rai
    per il Palio di Siena. “Stasera, dice il premiato, ho l’opportunità di
    ringraziare pubblicamente Pippo che mi ha aiutato in modo determinante nel
    mio lavoro. Se oggi sono un regista lo devo a lui, padre putativo artistico,
    ad a mio padre Cesare che fin da piccolo mi ha permesso di curiosare in quel
    mondo affascinante e mi ha dato le basi per intraprendere la carriera”. Lo
    premia l’assessore Mauro Giannetti.
    Poi Pippo Baudo, Premio Silvio Gigli. Le sue prime parole sono state per
    Mike Bongiorno. Tutti in piedi per un lungo, commosso applauso nel ricordo
    del grande Mike. Ma lo spettacolo “must go on”, deve andare avanti ed allora
    Baudo ha illustrato un Silvio Gigli assolutamente inedito. “Gli piaceva
    viaggiare in treno per una semplice ragione. Perché, diceva lui,
    “raccattava”. Con la sua parlantina toscana, la verve, le ironie, i
    complimenti investiva come un ciclone le donne e talvolta succedeva che
    qualcuna si lasciasse prendere”. Poi rivolto ad Antonio Vigni, come ogni
    anno presente alla serata del Premio “caro direttore generale del Monte dei
    Paschi io sono stato debitore con la sua banca. Volevo costruirmi la casa a
    Militello, mio paese di origine, ma non avevo soldi sufficienti. Ti porto a
    Siena al Monte dei Paschi, mi disse Silvio. Conosco tutti, vedrai che si
    risolve. Ed infatti fummo ricevuti con grande cortesia ed io feci la mia
    richiesta. Il funzionario mi ascoltò, poi… ma quali garanzie può offrire a
    copertura del mutuo? Ho solo il mio lavoro, risposi. Un po’ poco dal momento
    che ero agli inizi della carriera. Ed allora Silvio “garantisco io per lui”
    e firmò l’impegno a rifondere le rate nel caso io non lo potessi fare. La
    mia casa di Militello si chiama Silvio Gigli”. Naturalmente è stato
    stimolato a parlare delle canzoni che ha scritto. Si è seduto al pianoforte
    ed ha coinvolto il pubblico a cantare con lui la famosissima “Donna Rosa”.
    Il premio consegnato dal sindaco Roberto Bozzi.
    E’ stato poi la volta del Premio San Gusmè a Paola Perego. Festeggiatissima,
    ha detto che è in attesa che vengano sistemate tutte le pratiche con l’India
    per poter iniziare il nuove reality Adventures show, un esperimento di
    scambio interculturale con una realtà così lontana da noi. L’ha premiata
    Stefano Tassini presidente della Pro Loco. Premio San Gusmè a Paolo
    Lombardi, lecaiolo, scrittore, attore di teatro “da Salvo Randone a
    Bramieri” per sottolineare la sua versatilità, notissimo doppiatore
    cinematografico, tra tutti Hitchcock, nonché dei personaggi dei cartoni
    animati, ha lavorato con Sandra Nannini nel comporre le sue canzoni.
    Personaggio schivo, stranamente non ha una grande notorietà tra i senesi.
    Naturalmente amico e coautore con Silvio Gigli de “La Contrada” immaginata
    come centro di “un giallo” ed invece racconto della vita, della cultura,
    delle tradizioni delle contrade senesi. Lombardi ha dato un saggio
    straordinario delle sue qualità “mille voci” leggendo alcune pagine de “La
    contrada” ed animando con una gamma incredibile di toni le esternazioni, i
    permali, i rinfacci, i pettegolezzi dei partecipanti ad una tombola tra
    amici. Lo ha premiato l’assessore Filippo Giannettoni. Per chiudere “Luca” a
    Massimo Sportelli, capitano tartuchino vittorioso il palio di luglio
    “All’esordio ci vuole c…” ha chiosato il tartuchino Cesare Gigli che l’ha
    premiato. Assente il fantino Gingillo impegnato in altra festa per la
    vittoria di un palio. A Paolo Betti, che nel Palio di agosto ha rotto il
    trentennale digiuno della Civetta, accompagnato dal fantino Brio. “Anche per
    te, ha sorriso Bianchini, vittorioso all’esordio, una questione di c…?”.
    Come no, certo sì.
    Rimane da dire della serata? La performance del duo di ballo Fabrizio
    Calanna e Lara Viscuso, direzione artistica di Anastasia Sardo del
    Sienadanza, del maestro Michele Donzelli che ha accompagnato al pianoforte i
    danzatori e che si è poi esibito in appauditissimi brani di George Gershwin,
    del complesso musicale I dinosauri. Soprattutto della perfetta
    organizzazione della Festa del Luca di cui è andato giustamente fiero
    Stefano Tassini presidente della Pro loco.
    Per chiudere le mitiche donne di San Gusmè che hanno deliziato il palato dei
    commensali.
    Piero Ruffoli

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    Gradirei che lei facesse un editoriale sulla situazione del Siena Calcio,che non credo tutto dipenda dalla squadra ma dalle scelte fatte in estate in Società.
    Mi sembra che tutti tendano a coprire qualcosa che noi tifosi normali non dobbiamo sapere salvo aver fatto 8000 abbonamenti;Mandorlini fu mandato via per molto meno! Cosa fa lo sponsor?
    Forse lei potrebbe fare un poco di chiarezza visto che nei programmi televisivi nostrani si tende a canticchiare o fare sfoggia di cravatte senza toccare con obbiettività i tasti dovuti.
    La ringrazio anticipatamente per quello che vorrà fare.

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    Egregio Direttore vorrei una sua opinione sull’ennesima Colata di Cemanto che tra un pò invaderà quel trianglo verde compreso tra Viale Sardegna ,Viale Pietro Toselli e Via Simone Martini (basta andare su Google Maps e vedere cosa perderà la nostra Città)dove non è dato a vedere cosa ci verrà fatto,in quanto non esistino cartelli di nessun genere e tutta la zona è chiusa alla vista con dei teloni verdi,le chiederei cortesemente di se mai la ritenesse una notizia degna di discussone di inserirla nel Blog
    Cortesemente la saluto

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    Caro Nanni, pubblico la lettera dell’Impresa Picciolini sulla “colata” di cemento in cui spiega che cosa succede nella zona

    Egregio Direttore,
    la SCE srl e la Impresa Picciolini Febo & C srl, società che stanno realizzando la costruzione di un nuovo complesso polifunzionale tra via Simone Martini e viale Sardegna, sono orgogliose di presentare compiutamente a Lei ed ai suoi Lettori questo importante progetto immobiliare.
    In un periodo di forte crisi economica questa importante operazione di riqualificazione e sviluppo urbano svolgerà una determinante azione di traino e di sostegno anche per mantenere e meglio qualificare quelle professionalità che rischiano di essere disperse per la mancanza di lavoro nel nostro territorio.
    Saranno circa 200 i lavoratori impegnati, a vario titolo, annualmente e per i prossimi 3 anni nell’attività di costruzione suddivisi tra quelli coinvolti direttamente e quelli coinvolti nell’indotto .
    Sarà nostra cura creare un “cantiere scuola”, sia per quanto concerne gli aspetti della sicurezza sui luoghi di lavoro attraverso il progetto promosso dalla Regione Toscana “Cantiere sicuro”, sia in quanto vorremmo attivare collaborazioni con gli enti paritetici provinciali e le forze sindacali che si renderanno disponibili a seguire, assieme a noi, le varie fasi di esecuzione anche da un punto di vista pratico/didattico.
    Il nostro nuovo intervento si inserisce in una scarpata in cui la vegetazione era cresciuta in modo spontaneo ed in parte incontrollato non consentendo la adeguata manutenzione e/o controllo del torrente Riluogo; nel corso degli anni si era via via ridotta in un zona quasi insalubre ed insicura, come peraltro buona parte del tessuto urbano prossimo alla ferrovia..
    Il programma, concordato con l’Amministrazione comunale, prevede la presenza integrata di uffici per società di servizi pubblici, residenze “speciali” (destinate cioè esclusivamente a studenti, lavoratori fuori sede e comunque non residenti etc.), una quota di attività direzionali ed una di attività economiche di servizio; verrà mantenuta integra, da tutto il tratto viario, la visuale sulla collina e la Basilica dell’Osservanza. Ai piani inferiori del complesso si troveranno tre livelli di autorimesse di pertinenza dell’edificio, un parcheggio pubblico all’aperto e una rimessa per piccoli mezzi “puliti” di Siena Ambiente così da dare risposta anche al notevole incremento del traffico che già spontaneamente è presente nella zona. La compresenza di attività e funzioni rende chiaro l’obiettivo del progetto, ovvero quello di realizzare un complesso vivibile e fruibile dalla comunità dando risposta ai fabbisogni di una collettività in fase di fisiologico mutamento. Particolare attenzione sarà anche posta al risparmio di energia sia per le tecniche di costruzione che per le dotazioni di impianti tecnologici.
    In un momento di grave crisi economica come l’attuale crediamo che debba essere necessario ricercare, incoraggiare, sostenere, quelle iniziative che, nel rispetto della tutela del territorio, diano un ritorno per la collettività, anche in termini economici e di posti di lavoro, e che siano inquadrabili all’interno di un sistema coordinato di azioni che abbiano a base un più ampio progetto di sviluppo sostenibile per la nostra città e per la nostra provincia.

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    Costituzione e diritti umani. Sabato scorso ho avuto la fortuna di partecipare a Cagliari a una giornata di lavori su questo tema. Si sono storici e politici. L’iniziativa era organizzata dai massoni sardi del Grande Oriente d’Italia. Davvero bravi

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    Salve amici, mercoledì 18 novembre alle 18 nel palazzo comunale di Siena presenterò lo “stradario massonico senese”, un libricino che parla delle vie dedicate ai massoni.

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    Sig. Stefano

    Appena può, dopo la questione riguardo le persone, approfondisca quella dei simboli in marmo apposti su alcuni palazzi senesi, specie sui portoni. Ce n’è uno in particolare percorrendo Via della Sapienza, al lato destro, andando verso S. Domenico, che mi ha sempre solleticato la fantasia. Manco da un po’ a Siena, ma ricordo che ha la forma di rettangolo ed al suo interno c’era una specie di incudine che somiglia ad un pianoforte, una catena e un altro simbolo che non ricordo (una croce se non mi sbaglio). Sono assai curiosi anche altri marmi, e francamente non si può parlare di casualità nel campo della scultura.
    Saluti

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    Grazie, grazie per la bella serata che ho trascorso ieri.
    Grazie per la possibilità che mi hai dato di sentir riparlare di persone che hanno segnato la storia d’Italia fra 800 e primi del 900.
    Grazie per aver potuto sentir parlare di illustri senesi che hanno contribuito alla storia della seconda parte del 900.
    Grazie per il meraviglioso gesto di solidarietà verso i più deboli.
    Grazie Stefano

    Adriano

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    Egregio Direttore, complimenti per il suo nuovo e ben meritato successo letterario.

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    Dal Santa Maria della Scala al policlinico Santa Maria alle Scotte: una storia senese” è il tema di un dibattito che si terrà mercoledì 9 dicembre alle 17,30 nella sala San Pio del vecchio ospedale. L’idea è promossa dal gruppo consiliare Riformisti, da un’idea del circolo culturale Arcadia. Parteciperanno Mauro Barni, professore emerito di Medicina legale, già rettore dell’università ed ex sindaco; Pieraldo Ciucchi, capogruppo del Partito socialista in consiglio regionale. Moderatore Stefano Bisi.

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    Caro Stefano, leggo sui giornali di stamani che l’on. Castelli propone di mettere la croce sul tricolore italiano e che occorre un segnale forte per battere l’ideologia MASSONICA e filoislamica.
    Non ti sembra strana questa accoppiata fra la Massoneria e l’Islam?

    Inoltre, almeno a me, sembra strana la proposta di mettere la croce su una bandiera che, secondo la Lega, non ha valore per la “padania”.

    Forse, come ho sentito dire stamani per radio, la Lega Nord dopo avere messo una croce sulla Costituzione, una croce sulla Giustizia ora vuole mettere una croce anche sulla Bandiera Nazionale

    Adriano Chiantini

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    Caro Adriano, la Lega, che ha una vocazione separatista, non ama un’istituzione che propugna valori universali e la fratellanza tra i popoli. I massoni credono nel Grande Architetto dell’Universo e in loggia convivono in pace e armonia cattolici, musulmani, ebrei…

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    Dal Santa Maria della Scala al policlinico delle Scotte è il tema di un dibattito che si terrà mercoledì 9 dicembre alle 17,30 nella sala San Pio del Santa Maria della Scala. Parteciperanno Pieraldo Ciucchi e Mauro Barni. Mi divertirò a fare il moderatore.

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    “Scienza e etica: un dialogo per la vita”. Convegno nazionale del

    Collegio dei Maestri Venerabili della Toscana con massimi esponenti

    del mondo della cultura e dell’opinione

    “Scienza e etica: un dialogo per la vita” è il tema di dibattito
    quotidiano sulla stampa ed in tv scelto dal Collegio dei Maestri
    Venerabili della Toscana (Grande Oriente d’Italia, Palazzo
    Giustiniani) per la tavola rotonda che si terrà nell’Aula Magna nuova
    dell’Università degli Studi di Pisa (Palazzo della Sapienza, via
    Curtatone e Montanara) sabato 30 gennaio alle 16.30. Ad animare il
    confronto sono chiamati alcuni tra i massimi pensatori ed opinionisti
    del momento, quali Antonio Baldassarre, Vito Mancuso, Giorgio Israel,
    Mauro Barni e Ignazio Marino, che saranno moderati da Stefano Bisi,
    presidente del Collegio dei Maestri Venerabili della Toscana. Porter
    un saluto Marco Pasquali, Rettore dell’Università di Pisa e chiuderà i
    lavori Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia. Il
    tema del rapporto tra scienza e etica è da sempre alla base
    dell’evoluzione della ricerca per il miglioramento della qualità della
    vita del genere umano, comprendendo sia tutto ciò che concerne la
    salute del corpo e della mente umani nonché l’impatto dell’opera
    dell’uomo sull’ambiente nel quale esso vive. Un tema vastissimo, che
    interessa aspetti come la medicina, la ricerca, la religione, la
    psicologia, l’economia nei suoi risvolti sociali, la politica nel suo
    significato più elevato. Da qui il parterre delle personalità che
    cercheranno di tracciare una visione armonica di questo difficile
    rapporto: un giurista come Baldassarre, un teologo come Mancuso, un
    matematico come Giorgio Israel, un medico legale esperto di bioetica
    come Mauro Barni ed un chirurgo prestato alla politica come Ignazio
    Marino.

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    Gentile Stefano
    e anche caro collega, mi permetto.
    Ho visto il blog, ho letto il profilo con un misto di entusiasmo e
    malinconia: “correva l’anno 1967 alla scuola dell’Arbia”.
    Ricordo esattamente dov’era: dopo il negozio di sementi e prima della casa del Cetoloni, che vendeva i polli ed era detto “pallesecche”.
    Io non c’entravo nulla con la scuola: passavo l’estati dai nonni, che abitavano in una casa dopo il Ricci, di fronte alla fornace. Nel 67 avevo quattr’anni e le mie licenze mi consentivano di arrivare alla cannella a prendere l’acqua, di correre sul viale della stazione, ancora a sterro all’epoca, di fare il bagno all’Arbia, ma sempre accompagnato.
    Sono di Milano, all’Arbia ci sono tornato fino a che è resistita l’ultima zia, due anni fa.
    Con viva cordialit
    Dario Colombo

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    Sarei curioso di sapere quanto guadagnano i consiglieri della Fondazione e relazionarle alle ore di lavoro, cio’ in merito all’aumento del 7% di cui leggevo stamani sul Corriere.

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    Stefano, non vorrei “stemperare” questa sezione, che ho trovato carica di molti interventi interessanti, ma la volontà di esprimerti i miei complimenti e le più sincere congratulazioni sono forti e motivate al punto che mi permetto di scriverlo qui, dato che non sono riuscito a trovare un indirizzo email dove scriverteli privatamente.
    Forse non ti ricorderai nemmeno di me perché di tempo ne e’ passato molto da quando ci incrociavamo ad antenna radio esse.
    Da oltre dieci anni vivo e lavoro all’estero ed ieri, in un attimo di nostalgia senese, ho cercato qualcosa che mi aggiornasse un poco su Siena, ho trovato il link al tuo sito e, pezzetto pezzetto me lo sono letto quasi tutto. Bello, complimenti sentiti! Buon proseguimento.
    Stefano Pellegrini

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    Mi ricordo benissimo, caro stefano, anche se sono passati almeno 30 anni. Io faccio quello che facevo allora e con lo stesso entusiasmo. Ricordo quell’esperienza radiofonica molto formativa. Facevamo cose belle con pochi mezzi. Ricordo tutto il calcio minuto per minuto fatto dai campi dilettanti. Straordinaria esperienza. Fatti vivo ancora su questo blog

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    Ho appena appreso dalle colonne de Il Tirreno della sua pubblicazione sulla Siena massonica, e anche dell’esistenza di questo sito. Approfitto della sua competenza sull’argomento per porle una domanda rimasta più volte senza risposta, sia che interrogassi esperti (o presunti tali) in materia sia che cercassi la risposta nei libri: come si giustifica la presenza sul fonte battesimale della parrocchiale di Manciano (GR) di ben tre simboli massonici? Faccio presente che si tratta di un’opera di travertino di fattura piuttosto trascurata ma datata al XIII secolo, che la squadra il compasso e la P sono molto evidenti e si accompagnano a una M in gotico e ai ceppi caratteristici di san Leonardo, a cui è dedicata la chiesa. Altri elementi di difficile collocazione culturale sono le incisioni su bugne, sempre di travertino, all’esterno dell’edificio e che pare raffigurino oscuri teoremi geometrici.
    Le sarei grato se volesse indicarmi dei semplici percorsi di ricerca, fermo restando l’interesse che mi ha destata la recensione del suo libro.

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    Grazie per la tua attenzione. Potresti mandarmi la foto del fonte battesimale?

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    E’ probabile che squadra, compasso e P rappresentino le insegne della Compagnia Laicale che ha commissionato il fonte battesimale. Pensi che in certi luoghi si trova il simbolo della forbice: vuol dire che quell’opera d’arte è stata voluta dai sarti.
    In ogni caso, è da osservare se P ed M siano stati scolpiti ambedue in carattere gotico.

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    Mentre i deputati della Fondazione aumentano le loro già alte indennità del 7% , mentre l’altro quotidiano cittadino (LA NAZIONE) definisce il Corriere di Siena “un foglio locale”-evidente il disprezzo-mentre l’ipocrisia cresce nella nostra città, il Massone Stefano Bisi abbraccia Suor Ginetta di San Girolamo e consegna oltre mille euro per la mensa dei poveri, il ricavato della vendita del suo libro.Allora conta di più fare le cose (la carità) o i comunicati caro presidente della Fondazione Mancini? I suoi deputati caro Mancini (cattolici, laici, comunisti e altro) cosa hanno deciso? verseranno il 7% nel fondo? Non abbiamo sentito le loro voci ma soltanto quella di un Presidente (non senese, senza laurea e senza nemmeno un curriculum adeguato al ruolo) che guida la Fondazione senese soltanto per accordi di EQUILIBRIO POLITICO.Un Presidente di una delle più grandi Fondazioni italiane dovrebbe avere titoli di studio di alta eccellenza-economica e finanziaria non soloO UN “DIPLOMINO” DA RAGIONIERE e un percorso professionale da impiegato o funzionario di una azienda sanitaria di provincia.
    Il Massone Bisi è presente, attacca anche i poteri forti, si prende critiche.Bisi è presente e io lo saluto con i miei complimenti

    A.R.

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    Non ci credo, che Mancini abbia solo un diploma di ragioneria. Via, non prendeteci in giro. Per il ruolo che ricopre, non può non avere almeno una laurea in Economia, ma credo che disponga anche di un qualche PHD conseguito in NordAmerica.Anzi ne sono certo. Sarebbe troppo strana la cosa.

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    Mi permetto rispondere alle osservazioni di Akaki che-giustamente-si rifiuta di credere che il Presidente di una delle più ricche e potenti Fondazioni bancarie del Paese (la nostra!) abbia il solo titolo di ragioniere.Purtroppo è vero, è così! ho in verità il dubbio che abbia preso una laurea negli ultimi anni, quindi da “vecchio” (Mancini ha 64 anni, classe 1946) ma ciò non risulterebbe.Risulta invece che fosse un semplice consigliere comunale a San Gimignano, poi Segretario Provinciale della D.C. , impiegato alla USL Val D’Elsa.Comunque per essere sicuri di questo-è un dato pubblico-non è difficile.Lo ripeto per un simile ruolo basterebbe un dirigente di banca senese, sottolineo il SENESE (in pensione)che a solo titolo onorifico-per amore della città e della comunità-potrebbe amministrare la Fondazione e guidarla in modo autorevole con un solo gettone di “rimborso spese” forfettario, diciamo ventimila euro l’anno.Questa è la proposta che le forze politiche sedicenti di “sinistra” dovrebbero lanciare, e anche le forze sedicenti cattoliche.Le cariche nella Fondazione (altro discorso è la Banca)lo ripeto dovrebbero essere onorifiche, non esiste infatti una specifica capacità da banchiere-imprenditore che giustifichi indennità da capogiro (centinaia di migliaia di euro, perchè di questo si parla!). Se poi tale capacità da banchiere dovesse esistere davvero o fosse ritenuta indispensabile mi chiedo e vi chiedo: Gabriello Mancini, sarebbe Lui il banchiere? Ma via, smettiamola di prenderci in giro.

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    PER AKAKI e anche al fine di non tralasciare altre notizie pubbliche-quindi non riservate-sul Presidente della Fondazione Gabriello Mancini.
    Leggo sul sito della regione Toscana la seguente scheda:

    Nato a San Gimignano (SI) il 7 agosto 1946 e qui residente, è diplomato ragioniere e lavora come dirigente dell’USL n.19 a Poggibonsi.
    Dal 1973 fa parte degli organi dirigenti della DC di Siena e ne è segretario provinciale, prima dal 1978 al 1980, poi dal 1986 al 1989, anno in cui entra a far parte anche della direzione nazionale del partito. E’ capogruppo del comprensorio socio-economico Val d’Elsa e medio Valdarno dal 1975 al 1980; capogruppo DC dell’Associazione intercomunale n.19 dal 1980 al 1985 e consigliere al Comune di San Gimignano dal 1970.
    Entra in Consiglio regionale il 16 luglio 1991 in sostituzione di Gianmario Carpi. Alle elezioni del 6 – 7 maggio 1990 era candidato consigliere regionale nella circoscrizione di Siena, nella lista della DC ed era risultato primo dei non eletti con 6.128 preferenze. Membro della commissione Sicurezza sociale, è successivamente nominato vicepresidente della commissione di Controllo.
    Ha aderito al gruppo DC.

    Così è scritto, poi se ha preso una laurea negli ultimi tempi meglio per lui; non risulterebbe ma riporterei volentieri la notizia.
    A.R.

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    caro alessandro tu dici “per un simile ruolo basterebbe un dirigente di banca senese, sottolineo il SENESE (in pensione)che a solo titolo onorifico-per amore della città e della comunità-potrebbe amministrare la Fondazione e guidarla in modo autorevole con un solo gettone di “rimborso spese” forfettario, diciamo ventimila euro l’anno” ed hai pienamente ragione, visto anche che non ci vogliono capacità eccelse, basta un ragioniere, quindi… ma purtroppo ciò che auspichi è pura utopia. sarebbe una cosa sconvolgente per la nostra città ed il suo circuito di poltrone, poltroncine e sgabelli, di tutti, ripeto tutti, i colori politici.

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    Ritengo che per amministrare una Fondazione o un altro ente non si debba essere Nobel dell’Economia. Il punto di discussione: e’ opportuno aumentare del 7 per cento le indennità degli amministratori della Fondazione Monte dei Paschi? Discutiamo di questo

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    Non solo non è opportuno in questo momento di grave crisi economica dei lavoratori, aumentare le già soddisfacenti indennità degli amministratori di una fondazione SESESISSIMA e dimostra, se ce ne fosse bisogno, che anche questa Istituzione senese sia caduta, come altre, sotto il potere degli immigrati del dopoguerra, ansiosi di sostituirsi tronfiamente ai cittadini grazie alla imbelle sottomissione politica di chi doveva avere a cuore gli interessi dei protetti da Sant’Ansano.

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    Non credo di aver capito il senso dell’intervento della Sig.ra Fiorenza. Almeno spero di non aver capito. Qualcuno mi aiuta?

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    vorrei chiedere a fiorenza, ma anche ad altri, perchè, vista la mole (secondo alcuni) di problemi irrisolti dai nostri amministratori e del (molto) presunto malcontento, la cosiddetta opposizione a siena non si prepara a presentare candidati a sindaco all’altezza della situazione, perchè si riduconosolo all’ultimo momento. e sempre stato così e io me lo sono sempre chiesto. questo è la conferma a quello che ho semrpe pensato e cioè che al di là dei “berci” c’è sempre poco o nulla di veramente credibile, ma solo la voglia di ritagliarsi il proprio spazietto grazie a qualche intervento strappa appluasi quando succede qualcosa. se il ricambio è questo….

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    Tentando una traduzione senza dizionario, par di capire che secondo Fiorenza la Fondazione prima era in mano ai senesi e ora è in mano a signori non senesi.

    Dal tono credo di interpretare che “non senesi” in questa sede significhi “meridionali” o forse più scientificamente, attenendosi ai riscontri oggettivi, semplicemnete “esterni a Siena”. E questo a Fiorenza non piace, ma non viene detto perché.

    Ho tradotto bene?

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    ah ecco, allora siamo in due ad aver capito la stessa cosa. Che tristezza!!!
    Non ho il passaporto, credo sia arrivato il momento per farlo.

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    Leo, se sei nato fuori le mura, ovvio che dovresti avere un passaporto.Ma come, ancora non ce l’hai?

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    Leo, scusa, come hai avuto il permesso di soggiorno? a chi ti sei rivolto? Tu fossi Lea, potrei immaginarlo, ma essendo Leo, son qui perplesso. Certo, a pensarci bene, in certi ambiti un Leo si propone meglio di una Lea…

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    Non prendetevela, son toscano come voi, e scherzavo…su, cercate di non massacrarmi per due fesserie…so anche riconoscere i vostri pregi e le vostre ragioni, quando è il caso, e difenderli…

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    Akaki, il guaio è che non sono toscano.. e si, hai ragione devo provvedere quanto prima a procurarmi il passaporto o un salvacondotto:)

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    Caro Antonio i cosiddetti “Berci” li ha fatti fino ad ora la maggiorenza che Governa la Città vedi caso Paolino, poi a dirla tutta io credo che nemmeno esista Paolino, e come diceva il Divo Giulio
    “A pensar male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina.”

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    La Sig.ra Fiorenza dice-senza ipocrisia-quello che pensa anche se alcuni possono non concordare, ma questo Signori si chiama DEMOCRAZIA.Mi permetto una “lettura politica”-se mi sbaglio l’interessata provvederà a correggermi.Fiorenza sente il disagio di una comunità senese non più “pura” (chiaramente sul piano culturale e sociale non certo etnico-razziale), quindi esposta a interventi di culture esterne che non riescono (non per cattiva volontà ma per incapacità) ad interpretare, gestire e amministrare tutte le sensibilità della comunità originaria.Fiorenza forse auspica, spera o immagina che Siena, città “particolare” possa realizzare una specie di “pacchetto Alto Adige” cioè una forma di autotutela amministrativa a difesa dei residenti storici.Ho provato a leggere in chiave tutta senese la la lettera della Sig.ra Fiorenza.

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    Ho chiamato la Questura, mi hanno assicurato di poter garantire tempi celerissimi per il rilascio del passaporto.

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    Sui “Berci” della maggiorenza riproporrei a Nanni un filmato di una seduta del Consiglio Provinciale di qualche anno fa di qualcuno che, credo, sia un suo “interlocutore politico” privilegiato.

    Mi meraviglio che, visti i precedenti, non sia stato scritturato per qualche trasmissione RAISET, e continui ad intestardirsi con la vegetazione……

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    Tratto dal sito del Siena Club Fedelissimi

    Nonostante la posizione in classifica, anche ieri sono stati più di 10.151 gli spettatori presenti al Rastrello (abbonati: 8444, paganti: 1707-ospiti 868).

    Per una realtà come Siena sono numeri importanti, cifre che dimostrano come, indipendentemente dalla posizione in classifica, la Robur sia una realtà ormai consolidata che riesce a coinvolgere una fetta importante della città e della provincia.

    Il pubblico senese è fedele, per qualcuno troppo critico, ma sicuramente partecipe alla vita quotidiana di questa realtà evidenziandolo con i numeri in continuo aumento.

    Riuscire a mantenere una media di 10.000 spettatori in un anno così negativo è la prova inconfutabile di una crescita costante, il raggiungimento di uno zoccolo duro che solo pochi anni fa era impensabile.

    L’obiettivo da inseguire ora è quello di non disperdere un patrimonio così importante, di non arrestare un fenomeno di grande valenza sia dal punto di vista sportivo che sociale.

    Spetterà a Mezzaroma e all’intera città preservare e coltivare quanto conquistato in questi ultimi anni, progettando un futuro solido che consenta il raggiungimento della stabilità a certi livelli, non dimenticando che la tifoseria bianconera ha dalla sua la forza della passione più che quella dei successi.

    mi faceva piacere renderla partecipe di tutto ciò, vista la scarsa considerazione di cui godono i tifosi della Robur presso il Suo giornale.

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    FONDAZIONE MPS: INCARICHI A SOLO TITOLO ONORIFICO

    SI AVVICINA IL 1 APRILE, cosa deciderà la Deputazione amministratrice della Fondazione? Prenderanno il 7% di aumento come vuole (con coerenza per la verità) l’ex dirigente sindacale CGIL Mariotti?Mentre aspettiamo le loro decisioni rilanciano con forza il grande VALORE DELLO SPIRITO DI SERVIZIO,
    il VOLONTARIATO CIVICO per la nostra città che devono (dovrebbero) indurre tutti gli interessati a rinunciare alle indennità economiche.INCARICHI A TITOLO ONORIFICO, completamente gratuiti.I membri della Fondazione hanno già stipendi e pensioni riferibili ad altre attività, per quale motivo devono prendere ulteriori centinaia di migliaia di euro? (oltre due milioni di euro percepiti nell’anno 2008 da tutti i componenti come già riportato dal direttore Stefano Bisi).La Fondazione non è una azienda bancaria strutturata e quindi complessa nella gestione strategica; La Fondazione è il tesoro della città e amministrarlo DEVE ESSERE UN ONORE, una missione civica non un secondo lavoro.MEMBRI DELLA FONDAZIONE RINUNCIATE A TUTTI I GETTONI! Oppure prendeteli e versateli al fondo di solidarietà per le famiglie colpite dalla crisi.Fatelo subito e il popolo di Siena crederà alle dichiarazioni-tante volte lette sulla stampa-che avete accettato l’incarico per “spirito di servizio” e al “servizio dei cittadini”.

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    Direttore Bisi, lei che è sensibile e attento alle questioni dela giustizia sociale, per cortesia LANCI UNA CAMPAGNA GIORNALISTICA CONTRO IL MALCUSTUME DI EVADERE LE TASSE.Oggi la vera emergenza è proprio questo aspetto, una vergogna, una autentica offesa ai lavoratori dipendenti che onorano gli impegni con il fisco.Gli evasori contribuiscono alla destabilizzazione della Società, alimentano la lotta sociale, creano spaccature e malcontento.E’ triste ascoltare le varie “litanie” di ‘alcune’ segretarie che,nemmeno a bassa voce “osano” ripetere: ” la ricevuta la vuole?” Direttore BISI ma questa domanda è già un REATO! Se ne rendono conto?Andiamo quindi dai nostri medici,dai nostri dentisti,dai nostri notai,dai nostri avvocati,dai nostri artigiani con questa unica intenzione: VOGLIO PAGARE UN GIUSTO PREZZO E VOGLIO UNA REGOLARE RICEVUTA.Diversamente questo nostro Paese non si cambia e continueremo a guardare “in cagnesco” il nostro vicino che,guarda caso,paga sempre in contanti.PER QUALE MOTIVO?Apriamo un dibattito direttore BISI, coinvolgiamo i cittadini onesti per far passare il VALORE E LA CULTURA DELL’ONESTA’ contro la DISONESTA’
    perchè evadere le imposte e le tasse è un’azione DISONESTA.

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    Leggere attentamente e dopo maneggiare con cura
    ( A proposito di presidenzialismo.

    Finita la competizione elettorale, che ha determinato ancora l’affermazione del berlusconismo, della lega e del centro destra in generale, con la conquista di un bel numero di regioni e il consolidamento, nell’Appennino centrale, del pidi bersaniano, comunque e dovunque legato dal fattore “I” ( leggi Interessi economici corporativi) ai potentati della borghesia emiliana, toscana e umbra, la diatriba politica continua nel confronto succinto di due tematiche, apparentemente lontane tra loro, e pur unite da un fil rouge che tortuoso non è. La prima è la constatazione, da parte delle forze politiche tutte del Bel Paese, che il fenomeno dell’astensionismo diffuso è in costante aumento. Si sono formate due scuole di pensiero in proposito, come al solito (ricetta prettamente italica), si sono armate l’una contro l’altra e si fronteggiano con la solita veemenza di roboanti paroloni. C’è chi, come il presidente del Consiglio stesso e molti studiosi di etica politica, considera il mancato disbrigo di questo dovere civico come il segno di una democrazia matura, allorquando si dice che la barca sta a galla, naviga bene nella giusta rotta e non c’è alcun bisogno di disturbare i conducenti, preferendo un week end in famiglia o una rilassante gita in montagna, piuttosto che restare in città due giorni intieri, dei quali sono un’ora da impiegare per quel “fastidio”. Di contro la fazione avversa imputa il fatto che ben più di un terzo dell’elettorato italiano non si reca alle urne alla disaffezione nel migliore dei casi. Tra costoro, secondo i soloni della disaffezioni, esistono delle sotto classi che vanno dalla protesta all’odio, dall’apatia al desiderio di rivolta.
    La seconda tematica è il periodo degli anni tre prossimi venturi, durante i quali non ci saranno più tornate elettorali; la qual cosa consentirà agli addetti ai lavori di prendere in esame l’astensione dal voto, con il vantaggio per il centro destra di governare il consenso con la politica del fare e la fatica, che dovranno fare le opposizioni parlamentari e non, per recuperare e risalire negli indici statistici in voti e potere.
    La proposta principale, lanciata dal principale leader del centro destra, dai suoi alleati e dalla pletora dei collaboratori, fidatissimi al limite della piaggeria, è al momento quella delle tanto attese riforme, prima fra tutte quella annosa esigenza di una più adeguata rappresentanza democratica e partecipativa negli Organi costituzionali.
    “Toh! Ritorna il presidenzialismo!!!”, sbotteranno parecchi tra Voi, e magari avvertiranno lunghi brividi per tutto il corpo, almeno coloro che hanno oggi i capelli bianchi. Correva l’anno 1974 quando uno dei principali protagonisti odierni del dibattito su questo tema, allora giovine magistrato, si trovò tra le mani il fascicolo della Polizia Investigativa che aveva seguito l’attività politica di due persone eminenti e firmò con cipiglio sicuro l’ordine di arresto per l’ambasciatore Edgardo Sogno del Vellino, nobile di origini e liberale di formazione, con niente popò di meno che l’accusa di “golpe eversivo contro lo Stato Italiano”, coinvolgendo nell’accusa l’onorevole (non più all’epoca, del Partito Repubblicano di cui era stato leader storico) Randolfo Pacciardi , che nell’immediato dopoguerra era stato Ministro della Difesa e Vice Presidente del Consiglio.
    Sogno e Pacciardi sono da tempo deceduti, obnubilati dall’epilogo terreno della sconfitta, della quale fino al loro ultimo giorno di vita hanno patito le cocenti stigmate; l’ex giudice, vivo, vegeto e lungimirante, risponde al nome di Luciano Violante, politico di merito.
    Del nobile ambasciatore liberale e del politico che arrivò a ricoprire l’incarico di Presidente della Camera dei Deputati non parlerò; del primo per averlo conosciuto poco e frequentato ancor meno; del secondo perché tuttora si gloria di quell’atto, che, se per lui è stato foriero di brillante carriera politica, a me e ai miei amici è costato lacrime e in qualche caso sangue ( due suicidi persino, uno a Cesena ed uno a Frosinone). Dopo aver gettato e fatto gettare su di noi sterco a piene mani, l’inchiesta terminò con la scarcerazione di Sogno dopo alcuni mesi e il “non luogo a procedere perché il fatto non costituisce reato” dopo due anni per l’accusa di aver organizzato conferenze , comizi e dibattiti tra la gente, in teatri e sale d’albergo, per diffondere il tema delle riforme istituzionali.
    Voglio parlarvi di Pacciardi, dell’ “insulso avvocatino di Grosseto”, che, con altri appartenenti a “Italia Libera” ebbe il coraggio di interrompere un comizio di Mussolini a Palazzo Venezia nei primi anni del ventennio, già diventato dittatura. Quel Randolfo Pacciardi, nato in provincia di Grosseto, l’ultimo anno del diciannovesimo secolo, che tra i ragazzi del novantanove durante la prima guerra mondiale, nel fronte alpino, combatté contro l’Austria meritando due medaglie d’argento al valor militare. Militante repubblicano e mazziniano, divenne celebre per essere riuscito a far condannare i metodi fascisti nella causa che il gerarca Italo Balbo intentò a La Voce Repubblicana, nella quale erano apparsi articoli contro di lui, accusato apertamente di essere il mandante della bastonatura e la conseguente morte di don Minzoni, prete militante in organizzazioni cattoliche anti fasciste; La Voce venne assolta e Balbo condannato alle spese processuali. Appena coniugato con Luigina, sua compagna di vita, nel 1926 riesce a riparare in Svizzera, a Lugano, grazie all’aiuto del figlio e della vedova di Cesare Battisti. Prima in Svizzera, poi, in Francia, dal 1936 al 1938 è comandante della Brigata repubblicana Garibaldi, composta da fuoriusciti antifascisti italiani; poi in Marocco e negli Stati Uniti. Rientra in Italia solo dopo il Referendum che istituisce la Repubblica; ricopre gli incarichi di Vice Presidente del Consiglio e di ministro della Difesa nei primi governi De Gasperi ed è parlamentare per le tre legislature successive. Nel 1964 esce dal partito Repubblicano Italiano perché contrario alla coalizione tra socialisti e democristiani. Assieme ad altre personalità della cultura e della politica italiana lavora alla stesura di un Manifesto per la Nuova Repubblica, auspicando per l’Italia un sistema presidenziale all’americana. Fonda L’Unione Democratica Nuova Repubblica, movimento politico che alle elezioni politiche del 1968 non raggiunge le percentuali di voto necessarie per eleggere i candidati al Parlamento. Il sistema partitocratico italiano lo avversa e lo teme; tutti, partiti politici, poteri religiosi, destra, sinistra, cattolici e marxisti adoperano il metodo brutale del boicottaggio e della criminalizzazione, fino ad arrivare alle incriminazioni firmate da Luciano Violante del 1974. Randolfo Pacciardi era una personalità ingombrante; il sistema politico lo aveva sconfitto e negli ultimi anni di vita tentò di riparare e rimediare alle cattiverie messe in atto nei suoi confronti. Nel 1980 Nuova Repubblica venne sciolta e Randolfo Pacciardi entrò nella Direzione Nazionale del P.R.I., dove restò fino al 1991, anno della morte.
    Adesso si torna a parlare di impostare la nostra democrazia adottando quel metodo e nessuno deve sottrarsi a fare i conti con la sua memoria e con i suoi “orfani” dei quali fa parte chi scrive. E’ stato per me una grande gioia averlo conosciuto, ammirato ed aver lavorato con lui e per lui. Aveva un fisico imponente, di belle fattezze piaceva alle donne ed un carisma naturale affascinava chi si trovava ad ascoltarlo. Amava scrivere articoli di giornale, ne fondò alcuni e collaborò a più riprese a La Voce Repubblicana.
    Leggere oggi il piccolo manuale da lui redatto “ La Repubblica presidenziale spiegata al popolo” sarebbe esercizio utile e saggio per chi vuole discettare su questi temi; nel mio piccolo cercherò di tracciare un piccolo sunto, magari prendendomi la libertà di aggiornarlo a questi tempi.
    Il primo, decisivo, passo da compiere è la suddivisione del concetto di potere democratico in legislativo ed esecutivo. Il potere legislativo è quello cui il popolo ricorre nella selezione dei suoi rappresentanti chiamati a lavorare per la realizzazione delle leggi. Due Camere, una di Deputati ed una di Senatori, i primi eletti in collegi distrettuali, con metodo proporzionale, ed una percentuale minima di sbarramento e con la possibilità di esprimere preferenze. Nel Senato della Repubblica devono essere eletti membri su collegi regionali, sempre con metodo proporzionale, su liste proposte dalle organizzazioni socio economico politiche ( sindacati, organizzazioni di categoria, ordini professionali), ma presentate alla competizione in liste con gli emblemi dei partiti politici. Naturalmente la discussione da effettuarsi sulle norme proposte deve avvenire tramite le Commissioni Parlamentari. La promulgazione e l’efficacia della normativa prodotta dovrà avvenire in tempi e modalità da stabilire. Il potere esecutivo è rappresentato dal Presidente della Repubblica, che è anche capo del Consiglio dei Ministri, da lui nominati al di fuori del Parlamento. L’elezione del Presidente della Repubblica avverrà con il sistema maggioritario tra candidati che dovranno possedere particolari requisiti di specchiata onestà e un curriculum culturale, sociale ed etico di tutto rispetto, che provenga sia dalla società nelle sue varie componenti che dalle organizzazioni statali, Parlamento compreso. Questi candidati alla Presidenza della Repubblica devono affrontare una serie di votazioni popolari, con regole stabilite dal Parlamento e tramite ordinarie selezioni primarie, con finale di ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di suffragi.
    Altri aspetti da prendere in considerazione sono un maggior grado di utilizzo del Consiglio Nazionale delle Ricerche; una regolarizzazione legislativa ottimale di partiti, sindacati, e organizzazioni di categoria; una miglior distribuzione di risorse ambientali, sociali ed economiche, oltre ad una miglior curatela degli interessi laici della repubblica, a fronte dei bisogni religiosi del popolo multietnico. Oltre a ciò il campo delle riforme da effettuare quanto prima comprende quella relativa alla Giustizia, con la separazione del potere inquirente da quello giudicante. In comune con altre forze politiche riformatrici è d’uopo lavorare alla soppressione delle Province, quali enti istituzionali, così come pensarono i nostri padri costituenti dopo aver creato gli Enti Regione. Da tenere presente in simile contesto le riforme che devono essere fatte per ottemperare agli obblighi di osservanza alle delibere dell’Unione Europea, che sono molteplici e fondamentali al fine di amalgamare leggi uguali per la comunità europea; tra queste urgenti sono considerate quelle della abolizione degli ordini professionali e della impronta giuridica dello stellone dello Stato sui diploma di laurea, con la liberalizzazione degli atenei.
    Rivedere e mettere sotto controllo ogni tipo di finanziamento pubblico, definire una ottimale assistenza sociale, combattere la criminalità e l’ignoranza, sono altri settori che abbisognano di leggi più moderne ed efficaci.
    Ecco in sintesi perché il ricordo di Randolfo Pacciardi abbisogna di essere messo in primo piano; e noi repubblicani ci stiamo provando, a proporre di lavorare tutti, al fine di riprendere il bandolo della matassa e ritrovare la giusta strada, per restituire alla politica il ruolo che gli è proprio e che la deve riavvicinare alla popolazione, che resta la vera, unica, detentrice del potere in democrazia.

    Renato Traquandi ( traquandi.renato@gmail.com)
    Consigliere Nazionale P.R.I.

    (Mi piacerebbe vederlo pubblicato)
    Articolo da La Voce Repubblicana

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    Vista la trasmissione. Sul satellite, tra l’altro…ci sai fare. Nient’altro da aggiungere.
    ric

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    Grazie caro Riccardo. Ti ricordo quando facevi le corrispondenze da Petroio, per la squadra di Val Gelata. Eri il Beppe Viola dei poveri. Ma ora dove sei?

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    per noi è stato un piacere aver avuto ai nostri microfoni Stefano Bisi che si è raccantato ai nostri microfoni in una intervista di cui si è parlato di giornalismo ma non solo…..

    http://www.italiaonline.tv/valdelsaplay.php?video=localita/_poggibonsi/video/bisi2.flv

    buona visione

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    Caro Direttore le scrivo per segnalarle un fatto molto strano, che ho costatato girellando per il Castello di Monteriggioni durante la Festa, al passaggio della Guardia Armata ho notatato che prennunciavano la loro presenza in Dialetto VENETO, sono rimasto di Me…, quando chiedendo in giro ho saputo che quasi la totalità dei figuranti sono VENEZIANI.
    Una domanda sorge spontanea ma fino ad ora i figuranti non erano LOCALI (ProLoco)!!!! come mai questo cambio???
    Poi se il bilancio della festa va in ROSSO non sarà per casa dovuto anche a questa nuova trovata??
    Grazie dello spazio

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    Quando una persona fa bene, con entusiasmo e con amore il suo lavoro ha già fatto metà di quella grande opera che, infine, è il libro della vita. Vedendo questo nuovo blog del giornalista Stefano Bisi non posso che complimentarmi con sincerità, invitando tantio “giornalai” ad imparare. Se in tutto questo c’è anche la voglia di trasferire nella quotidianità, da noi ritualmente detta “profana”, quel nostro modo di essere iniziatico, cioè sforzandoci di essere giusti e perfetti, saggi e di buon senso, allora devo complimentarmi ancora dato che lo sforzo è apprezzabile e percepibile. NOn è importante essere sempre giusti e perfetti, ma occorre sempre provarci e credo che Stefano Bisi, che leggo sempre volentieri, sfrutti ogni momento per migliorare e per dare quella necessaria trasparenza e visibilità necessaria. Da non sottovalutare l’opportunità data a tante voci di trovare spazio. grazie ed auguri

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    Ecco quello che ho detto al convegno sulla massoneria toscana a Follonica l’11 settembre
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    Quando si parla della massoneria toscana mi vengono in mente le iniziative che si sono fatte negli ultimi anni. Non riesco a farmi venire in mente la P3 di cui tanto si è parlato questa estate per un tanto azzeccato slogan giornalistico quanto falso, perché i massoni in questa storia non c’entrano nulla. Tanto per chiarire.
    Mi vengono in mente il senatore Gaetano Quagliariello e il premio nobel per la pace Rigoberta Menchù, il presidente della Fondazione Monte dei Paschi Gabriello Mancini e il parlamentare Ignazio Marino, i sindaci e i rettori di molte città dove siamo stati, da quelli di Pisa a quelli di Siena, Lucca, Grosseto e Prato, e poi il presidente della Banca Monte dei Paschi Giuseppe Mussari e lo scrittore Vito Mancuso, e ancora lo storico dei diritti umani Marcello Flores d’Arcais e il matematico Giorgio Israel, i professori Cosimo Ceccuti, Mauro Barni e Fulvio Conti. Con loro abbiamo parlato di scienza ed etica, di etica ed economia, abbiamo parlato della storia di questo nostro paese,.
    Ma sarebbe riduttivo pensare che la massoneria toscana del Grande Oriente d’Italia è solo questa. Anzi, l’attività dove il massone cresce, si forma, è la loggia, e in Toscana ce ne sono 110, dove lavora per il bene dell’Ordine e dell’umanità e alla gloria del Grande architetto dell’universo. Sono formate da persone normali, che fanno una vita normale, che mangiano, che bevono, che sorridono, che partecipano alla vita sociale. C’è chi vorrebbe farci andare in giro con la squadra e il compasso al collo per riconoscerci.
    Lo facevano anche i nazisti con gli ebrei. Talvolta, e in maniera ciclica, si torna a parlare di noi ma chi lo fa soffre di una terribile malattia, la mania di persecuzione, e vede nei massoni e nella massoneria i cattivi, sempre anonimi e persecutori.
    Dispiace che lo facciano i giornalisti, a me ancora di più ed è chiaro il perchè. Non sanno che il primo contratto nazionale di lavoro dei giornalisti lo devono a un massone toscano, Giuseppe Meoni di Prato. Non sanno che l’istituto di previdenza è intitolato a Giovanni Amendola, massone, picchiato a sangue da squadristi nel pistoiese e morto proprio per queste botte.
    …….I massoni sono persone che stanno nel mondo, che hanno idee, che hanno diritto di esprimerle, e a quel partito o quei partiti che ritengono moralmente ed eticamente incompatibile l’iscrizione al partito e alla massoneria voglio riferire le parole di un mio fratello: “non siete voi a dirci che siamo incompatibili ma visto quello che succede nella politica italiana, per provocazione potrei dire io, che noi siamo incompatibili con voi”. Ma non lo dico, perché ragiono, quella ragionevolezza che manca in questo nostro martoriato paese, perché non rinuncio ad usare la ragione.
    Siamo consapevoli delle nostre caratteristiche, anche di quelle negative, ed essendo uomini del dubbio spesso ci autoflagelliamo, ma siamo consapevoli anche delle nostre qualità. Anzi, vi chiedo, e chiedo a te, Alberto Monaci, se ti senti più vicino a quel massone che ha proposto di mettere la gigantografia di Sakineh sulla torre del Mangia come atto forte di solidarietà o agli assessori senesi, molti tuoi compagni di partito, che hanno rifiutato di farlo.
    Allora, caro Alberto, ripensa alla legge regionale 68/83 che obbliga eletti, nominati e designati della Regione Toscana a rendere pubblica la propria situazione associativa. La legge fu varata dopo lo scioglimento della Loggia P2 deciso dal Parlamento. L’obbiettivo della legge regionale, mai nascosto, era di obbligare i massoni toscani a dichiarare la loro appartenenza all’Istituzione. Ben consapevoli che una richiesta esplicita in tal senso avrebbe esposto la legge ad illegittimità, i legislatori regionali hanno esteso la richiesta di pubblicità a tutte le forme associative, dalle filarmoniche alle associazioni sportive. Qui, a mio parere, sta uno dei punti delicatissimi della legge, che non solo lede diritti costituzionalmente garantiti, ma anche il buon senso. Perché un cittadino chiamato a svolgere funzioni pubbliche deve dichiarare di appartenere all’Aci o al Touring Club, all’Arci Gay o all’Arci Lesbiche, all’associazione dei malati di talassemia o di epilessia oppure, ancora peggio, all’associazione dei genitori di bambini affetti da tali malattie? Io credo che queste sfere della persona debbano rimanere riservate, se non deciso altrimenti dall’interessato, anche per un cittadino chiamato a svolgere funzioni pubbliche. Da lui la collettività ha diritto di pretendere caratteristiche come titoli culturali e professionali adeguati alle sue funzioni o l’assenza di conflitti di interesse, non dichiarazioni di quel tipo.
    Siamo come una casa con le finestre sempre aperte. Il nostro sito http://www.grandeoriente.it è una grande casa, dove c’è tutto. Basta volerci guardare dentro, basta non avere pregiudizi e si può conoscere la massoneria. La massoneria è il contrario dell’Aids, se la conosci non la eviti.
    Noi siamo quelli come Dino, un fratello che per venti anni è stato segretario delle logge senesi. Ora è al cimitero di Pievescola e nella sua tomba ha fatto disegnare una foglia di acacia. Siamo come Eros, il fratello di Follonica che da da dodici anni organizza una borsa di studio per i ragazzi della zona. Noi siamo come Franco, un fratello cieco, cieco da quando è andato in pensione ma che ti illumina con lo sguardo e con il sorriso. Siamo come quei fratelli di Piombino che per primi capirono che Licio Gelli non era uno di noi e che doveva essere messo fuori dall’istituzione. Lo capirono prima dei magistrati.
    Siamo come Silvano, che all’inizio degli anni Ottanta in consiglio comunale a Massa marittima si alzò e rivendicò con orgoglio la sua appartenenza alla massoneria.
    Siamo come Renzo, che a 83 fa sempre il maestro delle cerimonie della sua loggia.
    Siamo come Canzio Vannini, un massetano di umili origini che fu sindaco di Siena e viene ricordato ancora come esempio di sindaco buono e bravo.
    Siamo quelli come Massimo Bianchi che è entrato in comune da ragazzo con un motorino ed è uscito con lo scooter, con una cosa in più, il casco. Come Ettore Loizzo che negli anni Ottanta era vicesindaco di Cosenza per il Partito comunista, fu costretto alle dimissioni dal suo partito quando seppero che era massone e quando incontrò Pietro Ingrao e gli riferì la vicenda, sapete quale fu la riposta dell’illustre dirigente del Pci? “Spero che sia l’ultima cavolata del mio partito”.
    Non è stata l’ultima e neppure la peggiore.
    Noi siamo quelli come Ezio Gabrielli, che tra fare l’assessore comunale del Pd ad Ancona e la frequenza in loggia, ha scelto la loggia, con dignità e per non tradire una storia personale e familiare.
    Non siamo quei mangiapreti come talvolta si viene descritti: ci siamo commossi quando è morto il vescovo emerito di Livorno Alberto Ablondi, perché era un monsignore che giudicava gli uomini per le opere e non se la domenica andavano alla messa; abbiamo salutato con profonda partecipazione la morte di papa Paolo VI, il papa che definì il 20 settembre del 1870 come una data della provvidenza perché significava la fine del potere temporale.
    Non siamo mangiapreti ma dico con forza che la laicità dello Stato va salvaguardata. Lo dico con le parole di un cattolico fervente come Arturo Carlo Jemolo che diceva che il cattolico doveva portare nella vita una visione ispirata dal vangelo senza che volesse dire tradurre questa visione in articoli di legge.
    Siamo quelli che difendono la scuola pubblica, perché i bambini devono stare insieme e non possono essere divisi per il colore della pelle o per la loro religione.
    Siamo quelli che non hanno la Verità in tasca per ogni cosa, siamo quelli che rispettano ogni credo religioso e ogni idea.
    I massoni sono coloro che ogni anno vanno a San Galgano perché quel monumento è testimonianza della ferrea volontà degli uomini che vollero elevarsi verso il cielo attraverso la verticalità delle navate. Noi ci sforziamo di essere come loro. In quel giorno traiamo forza e vigore guardando verso il cielo, quel cielo stellato che dobbiamo avere dentro di noi, per aprire il cuore e la mente, e guardare lontano cercando di concretizzare i nostri sogni per il bene dell’umanità…
    Questi sono i massoni…..sono quelli che seguono in massa le nostre iniziative nelle aule magne delle università e nelle sale dei consigli comunali; sono quelli che compiono il loro rito con rigore e con l’autorità dei nostri simboli; sono quelli che fanno una festosa gazzarra dopo le riunioni; quelli che sono capaci di trasmettere i valori di fratellanza e di amicizia che diventano solidarietà nel trascorrere di intere vite.
    Quindi luci e qualche preoccupazione, come il bianco e il nero del pavimento dei nostri templi. E’ ovvio, quindi, che ogni sera, dopo una tornata di loggia, a notte fonda, mi ponga una domanda. Mi trovo sempre davanti a un bivio: prendo la strada di rinchiudermi in me stesso, nel mio lavoro, in una vita comoda, sicuramente più comoda di quella di mio babbo che faceva il camionista, oppure prendo la strada che mi fa andare avanti per cercare di essere, insieme ai miei fratelli, una piccola fiamma di luce, di libertà, di amore in questo paese che sembra aver perso la bussola.
    Di fronte a questo bivio ho scelto una strada pensando a Dino, a Franco, a Renzo, ai fratelli di Piombino, di Massa, di Livorno, di Siena, di Firenze…. Secondo voi, quale strada ho scelto?
    Ho scelto di imboccare la strada che mi fa continuare ad andare avanti insieme ai fratelli che mi vogliono bene perché tutti assieme quella fiammella di luce possiamo farla diventare un grande fuoco di libertà e di amore. In Toscana e in Italia.

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    mi levi una curiosita’ tutto questo grande impegno dei massoni è rivolto al bene degli altri “fratelli” o al bene della colletivita’….. perchè il grande dilemma riguardo alle libere associazioni di persone (dai partiti politici alle confraternite passando per le associazioni), mi creda, è proprio questo.

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    “…per il bene dell’Umanità e alla Gloria del Grande Architetto dell’Universo…”

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    Ieri mattina 19 febbraio 2011 a Firenze Palazzo dei Congressi “La massoneria in Toscana nei 150 anni d’Unità d’Italia” ero lì, per cercare di capire, per ascoltare.
    Mi sono ritrovato in piedi a cantare l’inno d’Italia orgoglioso di essere Italiano.
    Alla fine ho capito di essere in mezzo a tantissimi galantuomini, molti giovani che credono fieri in quello che sono e che fanno. Non sono un massone e mi permetto di dire a quelli come tony, con il dito saccente puntato che l’ignoranza e il pregiudizio fanno più male della cattiveria. Vi prego studiate o almeno leggete e ascoltate che cosa è stata ed è la massoneria in Toscana. A Stefano Bisi grazie per questa importante iniziativa. Per il bene di tutti speriamo che gli atti del convegno siano pubblicati sul vostro sito. E senza retorica Viva l’Italia!

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    Neanche una parola di solidarietà a Mauro Tedeschini?

    Lei da che parte sta: coi boiardi di regime ormai al crepuscolo o con il coraggio della verità ad ogni costo?

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    Ma lei sa perchè è stato licenziato?

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    Ce lo speighi Lei, direttore…

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    Non sono l’editore della Nazione. Lui sa perchè, io no

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    Alcuni lettori mi hanno chiesto che cosa penso del programma “Report” andato in onda domenica sera. Lo scriverò domani sul Corriere di Siena. Grazie a tutti per l’attenzione

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    Ero un pò prevenuto sul Dott. Bisi a causa della sua appartenenza alla massoneria. Poi ho cominciato a partecipare al suo blog ed ho visto che la cosa era buona e ben fatta. Poi quando ho visto come si è comportato in occasione di Report ho iniziato addirittura ad ammirarlo.
    Ringrazio il Dott. Bisi per l’ospitalità.

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    Complimenti e Imboccallupo.

    T.’. F.’. A.’. N.O.I.I.

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    Congratulazioni vivissime….!!! TFA

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    i miei migliori auguri
    ad majora

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    Ho letto la bellissima notizia.
    Congratulazioni Stefano. !!!!!!!!

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    Preg.mo Dott. Stefano Bisi,

    Auguri per la sua elezione e nomina a Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia.

    Cordialità,
    Gianni Festa [@giannifesta]

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    Buongiorno, accolgo con piacere la notizia della sua prossima elezione a Gran Maestro del GOI. Le auguro di poter portare avanti con forza tutti i sani principi che fino ad oggi hanno caratterizzato il suo fare.Spero che nel quinquennio che le si prospetta innanzi riusciamo a far capire che la Massoneria non è un comitato di affari segreto, ma un luogo entro il quale le persone si possono elevare culturalmente e personalmente. Un grosso in bocca al lupo.
    Un aspirante Muratore

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    Le invio le mie più vive e sincere congratulazioni per il suo nuovo incarico, naturale coronamento di tanta dedizione e impegno, professionale, personale e spirituale.

    Cordialmente

    Antonio Polizzi

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    Preg.mo Dott. Stefano Bisi,

    le faccio i miei più sinceri auguri per la sua futura nomina a Gran Maestro del GOI.

    Anche se non sono un cittadino di Siena, ho il piacere di seguirla nei suoi interventi, già da dove si capisce la sua apertura mentale.

    Non si poteva scegliere un personaggio migliore alla guida di un sistema che propone il libero pensiero come faro e luce della nostra integrità, il vero degno erede del Gran Maestro Raffi non poteva essere che lei, ed in più ha “rotto” la consuetudine che anche un giornalista può ambire a tale ruolo e non solo gli avvocati/notai.

    AD MAIORA

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    Dopo tanto tempo ti “leggo” e scopro che sei il “Grande Capo” del Grande Oriente. Congratulazioni con i migliori auguri e buon lavoro in questa Italia che ha tanto bisogno di laicità.
    Ciao
    Marcello Paris

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    Buongiorno Stefano Bisi,
    ho saputo solo adesso sia della nomina che del blog.
    Mi ha fatto molto piacere perchè quando ci siamo conosciuti nella cornice splendida di Montegridolfo, tra le colline dell’entroterra che abbraccia la Romagna alle Marche,ho avuto veramente l’impressione di avere davanti una Persona “Giusta”.
    Questo è il mio Augurio per il tuo mandato. L’affermazione della Verità e della Giustizia.
    Qualche giorno fa, seguendo un programma televisivo sulle tristi vicende del mostro di Firenze, una giornalista (che disonora la categoria) parlò di oscure presenze di mafia e Massoneria. Sono molti anni che sento queste sciocchezze; tutte le colpe, tutte le cose inspiegabili e vergognose avvenute in Italia, hanno origine secondo i disinformati ed i cretini (che incredibilmente vanno sempre in coppia) nei servizi segreti deviati e nella Massoneria.
    Non conosco i servizi segreti normali, figuriamoci quelli deviati, per cui mi astengo.
    Ma la Massoneria è una cosa ben diversa dal dipinto a tinte fosche uscito da certa stampa e certa televisione.
    La Massoneria è stata in Italia la Patria degli Ideali della nostra Patria. Proprio gli stessi per cui molte persone hanno versato il loro sangue. Per la nostra libertà, per l’uguaglianza degli uomini, per la fratellanza di tutti i popoli. E’ stata, è e deve tornare ad essere sempre più la culla della nascita e della rinascita della civiltà contro l’odio e la violenza.
    Ristabilire la giustizia delle informazioni su questa Grande Fratellanza sarà un compito arduo, ma sicuramente riuscirai a raggiungerlo.
    Se dentro poi, come tra le cellule umane, che funzionano in maniera concertata e meravigliosa, si sviluppa anche qualche cellula tumorale, sono certo che, come un grande chirurgo, saprai usare il bisturi senza timore. Perché un grumo canceroso, se c’è o c’è stato, è ancora infinitamente piccolo rispetto al resto del corpo sano, e dobbiamo lavorare perché non finisca per estendersi ed apparire in sostituzione della Persona nella quale vuole concretizzare il proprio parassitismo.
    Ti Auguro una Grande riuscita perché sono certo che lo meriti.
    Paolo Giglioli

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    Buongiorno dott. Bisi, sono curioso di sapere come si pone la massoneria nei confronti del cristianesimo, in particolare quello cattolico sia romano che ortodosso. Che valore viene dato a Gesù Cristo Salvatore, se considerato Figlio di Dio. Come un presunto cattolico framassone può conciliare la sua appartenenza a Cristo e allo stesso alla massoneria e come la massoneria si possa arrogare la capacità di “contenere” tutte le religioni. E il “Grande Architetto dell’Universo”, chi sarebbe? Come si concilia il lavorare al suo progetto con la laicità? Che significato hanno i riferimenti ebraico-cabalistici accompaganti da una iconografia religiosa propria dell’antico Egitto e dell’antica Babilonia? Come si sposano razionalità e laicità con lo studio e la pratica delle scienze esoteriche e dei rituali magici? Grazie anticipatamente per le sue (spero) risposte.

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    Giubilo nel conoscerLa meglio, leggendo le Sue parole colme di serietà e senno.
    Dal Suo esempio ne trarrò sicuramente benifizio, anche se mi è bastato incontrarLa poche volte, pubblicamente e, incrociando il Suo sguardo e il Suo saluto, per avere la sensazione che Lei mi conoscesse da sempre e mi riconoscesse sempre.
    La abbraccio fraternamente, da Venezia.

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    Da profano , le auguro di fare , delle belle cose , in Italia . . . .

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